Pomeriggio di sabato 14 ottobre, Cava Pianacci sopra il lago di Lases, nel comune di Lona Lases. L’ex procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho e l’europarlamentare Sabrina Pignedoli ascoltano attentamente i racconti di Walter Ferrari, storico rappresentante del Coordinamento Lavoro Porfido (CLP), del segretario comunale Marco Galvagni e dal consigliere provinciale Alex Marini riguardo alle vicende criminali che si registrano nel distretto del porfido trentino. La discussione però non verte sui procedimenti giudiziari in corso, quanto piuttosto sulle soluzioni necessarie a contrastare il malaffare, dagli interventi necessari in ambito amministrativo, a quelli utili ad affermare la prevenzione dell’azione criminale.
Walter Ferrari, a nome del CLP ha ribadito la necessità di nominare una commissione d’accesso per fare trasparenza sotto il profilo dei procedimenti amministrativi a livello locale. Tesi peraltro suffragata anche dal consigliere Marini, il quale ha sottolineato che per fare chiarezza fino in fondo, la commissione d’accesso dovrebbe occuparsi non solo di Lona Lases, ma come minimo anche dei comuni di Albiano e di Fornace (vedasi interrogazioni 3737/XVI e 4131/XVI).
Ferrari e l’ex sindaco di Lona Lases, Vigilio Valentini, sono poi tornati sulle questioni economiche che in questi anni hanno impoverito le comunità locali e le amministrazioni comunali. I canoni di concessione applicati negli ultimi 30 anni sono stati definiti come un vero e proprio furto legalizzato, posto che sono stati assicurati enormi profitti per pochi individui a fronte di compensazioni misere per gli enti locali posto. Infatti, i canoni di concessione versati ai comuni sono solo pari ad un terzo di quello che dovrebbero essere stando ai parametri vigenti nell’Unione Europea (mediamente il 20% del valore del semilavorato grezzo estratto a fronte di un 6,5% versato dai concessionari di cava in Trentino).
A sua volta il procuratore De Raho ha preso nota ed ha promesso di tenere alta l’attenzione sulla problematica, dandole risalto in Parlamento affinché non si torni alla situazione che ha preceduto Perfido, nella consapevolezza che le mafie hanno una grande resilienza e una capacità diabolica di intessere relazioni a tutti i livelli, adeguandosi rapidamente ai mutati contesti locali.
Oltre al risalto nazionale il M5S ha promesso di allargare il campo anche all’Unione Europea. Infatti, l’europarlamentare Sabrina Pignedoli, prendendo atto delle numerosissime modifiche normative introdotte al solo scopo di rispondere ad esigenze ed interessi particolari, apparentemente dettate alla politica provinciale dalla lobby degli imprenditori del porfido, si è impegnata a promuovere nuovamente una valutazione della compatibilità della legge provinciale sulle cave con le direttive europee.
Rassegna stampa: TgR RAI di Trento e TrentinoTv
L’indignazione degli Alpini – lettera di Walter Ferrari






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