Assestamento bilancio provinciale, il M5S presenta emendamenti su energia, comunità di valle e chiusure domenicali degli esercizi commerciali trentini

In questi giorni il M5S trentino ha presentato il proprio pacchetto di emendamenti all’assestamento di bilancio. Fra le migliorie proposte, la verifica Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), la realizzazione di interventi urgenti di efficientamento energetico, un’accelerazione sulle comunità energetiche, la correzione della riforma delle Comunità di Valle e la parola ai cittadini sulle aperture domenicali degli esercizi commerciali.

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Assestamento di bilancio 2021-2023 e Documento di Economia e Finanza della Provincia di Trento: criticità nelle misure per il rilancio e nei rapporti istituzionali

Nei giorni scorsi il M5S ha presentato la relazione di minoranza in ordine alla trattazione del disegno di legge di assestamento del bilancio provinciale 2021-2023 e del Documento di Economia e Finanza Provinciale (DEFP) 2022-2024.

Tra i temi affrontati si evidenziano i seguenti:

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Caporalato in Trentino: più controlli grazie al M5S

Il caporalato è una piaga diffusa su tutto il territorio nazionale e come al solito il Trentino non fa eccezione. Si tratta di crimini che favoriscono i delinquenti e minano l’economia sana, danneggiando chi ancora si ostina a seguire le regole. Vanno quindi combattuti duramente. Per questo il M5S ha ottenuto l’approvazione di una proposta di risoluzione volta a favorire la collaborazione e gli interventi congiunti da parte delle varie forze dell’ordine che operano sul territorio provinciale (foto: TgR Rai).

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Rimborso spese legali? Negato per astensione…

La mancanza di fair play democratico all’interno delle Istituzioni provinciali raggiunge nuove vette (anzi, nuovi abissi…). Come forse ricorderete, giusto 2 anni fa, partecipando come consigliere provinciale ad una conferenza stampa delle minoranze riguardo alla pessima gestione dell’Aula del Consiglio provinciale, sottolineai come si verificasse un elevato consumo di alcol durante le sedute. Si trattava di una cosa nota da tempo e già ampiamente ripresa dalla stampa, ma alcuni consiglieri si ritennero offesi e mi fecero causa. A conferma dell’infondatezza delle loro doglianze, prima il PM e poi il GIP decisero che il caso andava archiviato. A quel punto chiesi al Consiglio di farsi carico delle mie spese legali. Il primo parere che ricevetti fu che non pagavano perché secondo loro avevo agito fuori dal ruolo di consigliere provinciale (eh già… perché parlare in una conferenza stampa delle minoranze in consiglio provinciale criticando ciò che accade in Consiglio non è esercitare il ruolo di consigliere… logico vero?) poi la procedura si arenò. Sapendo che, nell’ambito di un altro procedimento su un caso analogo, ad un consigliere le spese legali erano state liquidate, presentai una serie di istanze per capire cosa fosse successo. Saltò fuori che l’ufficio di presidenza non si era espresso sulla mia richiesta. In sintesi non era stato possibile esaminare e decidere in merito alla richiesta di rimborso, per mancanza del numero legale richiesto a fini deliberativi, in conseguenza dell’astensione di due componenti dell’ufficio di presidenza. Presentai allora un’interrogazione specifica che fu largamente rimaneggiata, censurando ad esempio la parte in cui riportavo le motivazioni dell’astensione dei componenti dell’ufficio di presidenza. La risposta è comunque arrivata nei giorni scorsi ed è scritta in quella che Italo Calvino ha efficacemente definito l’antilingua: si scrive tanto per non dire niente.

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Rendere pubblici studi, proposte progettuali e analisi di fattibilità sulla ferrovia dell’Avisio

La ferrovia dell’Avisio, una grande possibilità di sviluppo per il territorio che pare essere stata messa in un cassetto. Abbiamo chiesto che i progetti e il materiale sin qui realizzato (e pagato dai contribuenti…) siano messi a disposizione della popolazione in modo che possano servire a rilanciare l’opera appena non le condizioni politiche ed economiche lo consentiranno.

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La maggioranza nega l’obbligo di pubblicazione dei contributi alle società sportive, senza nemmeno spiegare il perché

Parafrasando l’infausto Baldur von Schirach, si può dire che quando i nostri governanti sentono la parola trasparenza mettono mano alla pistola. L’ultimo esempio di questa tendenza a “sopire, troncare, troncare, sopire“, l’abbiamo avuta in Consiglio provinciale un paio di settimane fa. Si discuteva la legge sui contributi pubblicitari alle società sportive e noi ne avevamo approfittato per presentare un ordine del giorno per chiedere che la Provincia informasse queste ultime in merito agli obblighi di pubblicazione delle sovvenzioni e dei contributi ricevuti nel corso dell’anno, mettendo a disposizione lo spazio web adeguato per garantire pubblicità a questi dati. Si sarebbe trattato di dar seguito a una legge nazionale, garantendo il rispetto della trasparenza minima necessaria quando si parla di denaro pubblico. Non sorprenderà nessuno sapere che la maggioranza provinciale ha reagito bocciando l’ordine del giorno. Con quale motivazione? Nessuna. Semplicemente da quell’orecchio non ci sentono e non ci vogliono sentire, quindi se c’è un obbligo di pubblicazione dei contributi ricevuti dalle società sportive gridano “me ne frego!”, forse in ossequio ad un signore che ha fatto grandi danni all’Italia ma che dalla loro parti è ancora molto popolare (indizio: non è Achille Lauro) e la chiudono così… eia, eia, eia, alalà!

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Messa in sicurezza della Sarca: riqualificare è possibile… a patto di volerlo fare!

«L’alveo del fiume ha subito modificazioni tali da rendere utopistico un ritorno alle morfologie dei secoli passati e assai limitate le possibilità di una “rinaturazione” del fiume». Così l’assessore Zanotelli rispondendo ad una mia interrogazione riguardo alla sicurezza degli argini della Sarca. In effetti l’assessore ha ragione… e infatti nessuno aveva chiesto di tornare allo stato della Sarca com’era ai tempi del Principe Vescovo (e no, non ci riferiamo all’epoca dellaiana). Ciò che si chiedeva è un progetto di riqualificazione del fiume Sarca. Cosa vuol dire? Come ha spiegato benissimo nei mesi scorsi Giuliano Trentini del Centro Italiano per la Riqualificazione Fluviale (Cirf) “trovare un nuovo assetto morfologico dell’alveo della Sarca che sia in equilibrio col nuovo assetto del bacino”. Questo è assolutamente fattibile. Il problema infatti non è tecnico ma urbanistico e di uso concorrente del territorio, ovvero a livello politico bisogna decidere se si ritiene utile e consono riservare parte delle aree attraversate dalla Sarca allo sviluppo del fiume o se si ritenga di continuare a restringerlo e ingabbiarlo fino a trasformarlo in un canale che di naturale non ha nulla. La scelta è eminentemente politica ed è falso affermare che dal punto di vista tecnico ci sia qualcosa di impossibile.

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La maggioranza boccia l’introduzione di sostegni alle associazioni in base al lavoro dei volontari

Fra i disegni di legge affrontati a giugno dal Consiglio provinciale ce n’era uno relativo al sostegno pubblicitario alle società sportive. In abbinato noi del M5S avevamo proposto un ordine del giorno che, qualora approvato, avrebbe portato la Provincia di Trento a confrontarsi con quella di Bolzano per capire come funzionano le cose da loro, visto e considerato che a nord del confine si applicano interessanti soluzioni per il sostegno alle associazioni sportive e più in generale a tutte le associazioni che si occupano di volontariato, come ad esempio quantificare e quindi rimborsare sotto forma di contributo il lavoro dei volontari. Sarebbe stato interessante proporre una soluzione simile anche da noi ma purtroppo la maggioranza non ha ritenuto la cosa di suo interesse. Con quale giustificazione? Nessuna, a quanto pare non si sono nemmeno presi la briga di valutare la cosa.

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Frana a vigne di Arco: evento imprevedibile? Non proprio…

Di recente la Provincia di Trento ha risposto ad una mia interrogazione riguardo alla vicenda del distacco di circa 80 metri cubi di roccia da Cima Baone, nei pressi di Vigne di Arco, verificatosi il 15 marzo scorso. Secondo il presidente Fugatti l’evento era di difficile previsione. Strano, perché come ricordavo nel testo dell’interpellanza, la franosità di quei luoghi era ben nota, tanto che nel 2010 un cittadino arcense aveva sollecitato l’amministrazione comunale a intervenire, ottenendo rassicurazioni su accertamenti tecnici che sarebbero stati condotti in loco.

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Attività di giugno 2021 – Newsletter n° 32

Giugno è stato un mese difficile. Non tanto per gli aspetti di politica locale, che più o meno si sono svolti nella loro ordinarietà, quanto piuttosto per quello che è successo fra Giuseppe Conte e Beppe Grillo. La riorganizzazione del MoVimento, che aspettiamo da tanto, troppo, tempo era stata affidata a Conte, “chiavi in mano”, ma Grillo ha fatto saltare tutto proprio sul filo di lana. Personalmente ritengo che le modalità con le quali s’è consumato lo strappo siano incredibili, incomprensibili e comunque assolutamente censurabili per il danno diretto e inequivocabile che arrecano al M5S, ai suoi attivisti e ai suoi elettori. Da Beppe e Giuseppe non mi aspettavo uno scontro che favorisce solo i nostri avversari, che infatti gongolano a partire da quelli più impegnati a distruggerci che si trovano apparecchiato un inaspettato e immeritato regalo (ne ho parlato anche in un’intervista al quotidiano online Il Dolomiti “Frattura Grillo-Conte, Marini: ”Ha spiazzato tutti. Distrugge rapporti e azzera identità e relazioni. Ma le responsabilità della situazione partono da lontano” del 30 giugno).

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