
Il M5S da almeno una decina d’anni ha tenuto accesi i riflettori sulle innumerevoli criticità del progetto del tunnel che avrebbe dovuto collegare la Val Vestino con Bondone: pianificazione strategica illogica e priva di valutazioni fondate su dati reali, assenza di valutazione di impatto ambientale, stime economiche sui costi di realizzazione farlocche, mancato coinvolgimento delle comunità locali. Per dieci anni i diversi esponenti del M5S hanno predicato nel deserto per sottolineare come i 32 milioni di euro accantonati avrebbero dovuto essere spesi per progetti con valore effettivamente strategico e senso logico. Nulla di tutto ciò è accaduto. Tra annunci e comportamenti miopi si è andati avanti a testa bassa. Ma ora qualcosa è cambiato.
La nuova amministrazione comunale di Valvestino ha preso atto delle insuperabili criticità ed ha scelto di stralciare il progetto al fine di investire le risorse pubbliche derivanti dal Fondo ODI prima e dal Fondo Comuni Confinanti poi sulla manutenzione della viabilità esistente. In particolare sulla strada provinciale SP 113 che collega i diversi abitati della Val Vestino (Capovalle-Moerna-Persone-Turano fino al bivio per Magasa) e la strada provinciale SP 9 che costeggiando l’omonimo lago collega la Val Vestino con il lago di Garda.
Con la deliberazione n. 16 del 16 giugno 2025 (allegato A), il Consiglio comunale ha motivato in modo chiaro la rinuncia al progetto del tunnel.
Dopo oltre un decennio di attese e studi, gli approfondimenti geologici della Provincia di Trento che avevo sollecitato con costanza e reso pubblici nel 2023 hanno evidenziato criticità rilevanti e un aumento esponenziale dei costi: il nuovo quadro economico, come anticipato in un’interrogazione di Paola Pollini del febbraio scorso, stimava un costo complessivo di 79,7 milioni di euro a fronte di soli 32,4 milioni disponibili. Inoltre, l’innalzamento degli imbocchi del tunnel (a 821 m lato Bondone e 885 m lato Valvestino, contro i 627-635 m originari) ne avrebbe ridotto drasticamente l’efficacia, trasformandolo in un collegamento ridotto e a senso unico alternato.
Il Consiglio ha quindi deliberato a larga maggioranza (8 favorevoli e 2 contrari):
- di prendere atto dell’impossibilità di realizzare il tunnel;
- di rinunciare ai 18,79 milioni di euro già assegnati dal Fondo ODI e a 1,5 milioni del Fondo Comuni Confinanti destinati al progetto, chiedendo che tali risorse siano riallocate sulla viabilità interna;
- di approvare un progetto alternativo per la manutenzione straordinaria e la messa in sicurezza della SP 113 e della SP 9, ritenuto prioritario, realistico e sostenibile;
- di confermare il vincolo delle risorse all’interno della nuova programmazione 2019-2027 del Fondo Comuni Confinanti, a beneficio diretto del Comune di Valvestino.
La delibera sottolinea che l’ammodernamento delle infrastrutture viarie esistenti è l’unico intervento in grado di garantire tempi certi, sicurezza, potenziamento turistico e sviluppo socio-economico della valle.
Ora bisognerà capire se le risorse aggiuntive che Provincia di Trento e Regione Lombardia avevano accantonato per la realizzazione del tunnel a senso unico – rispettivamente 6 e 4 milioni – saranno confermate per lo sviluppo del territorio di Magasa e Valvestino aggiungendo risorse per la manutenzione delle strade interne oppure per progetti di sviluppo della mobilità alternativa di montagna in particolare tra quel territorio ed il comune di Bondone che, come veniva sottolineato dal vecchio sindaco, non era mai stato informato del progetto.
L‘unica certezza è che i cultori del Tirolo Storico nell’ultima sessione del Dreier Landtag e nei lavori preparatori hanno accuratamente evitato di affrontare la situazione sociale ed economica di Magasa e Valvestino nonostante una risoluzione del 2023 prevedesse il loro coinvolgimento. Non ci resta che credere che questa sia solo un’esclusione in buona fede e che gli stanziamenti annunciati nel passato siano confermati.

Bravi!!!!! Sempre avanti…