Politiche della mobilità. Grazie al M5S l’Osservatorio sulla mobilità sostenibile avrà un sito dedicato

L’attività e le analisi dell’Osservatorio sulla mobilità sostenibile saranno finalmente disponibili alla consultazione dei cittadini e dell’opinione pubblica. Un risultato ottenuto grazie a una proposta di ordine del giorno del M5S trentino (51/141/XVI) approvata nel corso del Consiglio provinciale dei primi di giugno.

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La maggioranza rifiuta di verificare se il suo piano opere è coerente col PNRR

Una delle proposte di ordine del giorno (la 52/141/XVI) presentate dal M5S nel corso dell’ultima seduta di Consiglio provinciale riguardava la verifica della coerenza di tutta una serie di opere pubbliche preventivate dall’attuale giunta rispetto agli obiettivi nazionali ed europei in fatto di efficienza energetica, riduzione delle emissioni climalteranti e mobilità sostenibile. Si parla di progetti controversi quali ad esempio il prolungamento della A31 in territorio trentino che con la decarbonizzazione e il new green deal europeo (cioè col motivo per cui l’Unione Europea ci dà i soldi del PNRR) c’entrano come i cavoli a merenda. 

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L’inspiegabile bocciatura delle proposte su inquinamento luminoso e risparmio energetico nei comuni

Tra le proposte avanzate dal M5S trentino nel corso della sessione di Consiglio provinciale di inizio giugno ce n’era una (la 50/141/XVI) riguardante gli interventi per ridurre l’inquinamento luminoso sul nostro territorio, cioè un obiettivo coerente con l’impostazione e le richieste provenienti dallo Stato ma anche dalla stessa Provincia di Trento, che in passato aveva assunto impegni in questo senso, senza dimenticare la questione, oggi di vitale importanza, del risparmio energetico. Non c’erano richieste politiche o valutazioni in qualche modo divisive, solo la presa d’atto di quanto c’è da fare per garantire la riduzione dei consumi ingiustificati di corrente elettrica, preservando al tempo stesso beni come il cielo stellato. A fronte di ciò il rifiuto della giunta di approvare l’ordine del giorno appare ancora più inspiegabile ed è destinato a rimanere tale, perché, come spesso accade, al voto negativo da parte della maggioranza non sono state fatte seguire giustificazioni di alcun genere. 

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Valutazione di impatto energetico. Il M5S impegna la giunta provinciale al rispetto degli impegni sul cambiamento climatico

Nel corso dell’odierna sessione di Consiglio provinciale il M5S ha ottenuto l’approvazione di numerosi ordini del giorno, fra di essi il n. 46/141/XVI, tramite il quale la giunta provinciale è chiamata a garantire il rispetto degli obiettivi contenuti nel Piano Energetico Ambientale Provinciale rispetto alla decarbonizzazione del Trentino entro l’anno 2030 e a procedere mettendo nero su bianco una serie di linee guida che stabiliscano come condurre i processi di valutazione ambientale strategica rispettando gli impegni assunti in fatto di lotta al cambiamento climatico.

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Spini di Gardolo. Il M5S presenta interrogazione sulla cementificazione di 53 mila metri quadri di vigneti

Il 6 giugno scorso il M5S trentino ha presentato un’interrogazione al Consiglio provinciale tramite la quale si chiede conto dell’imminente cementificazione di circa 53 mila metri quadri di vigneti a Spini di Gardolo permessa dalla giunta provinciale, chiedendo che almeno vengano previsti recuperi compensativi di territorio degradato, in modo da garantire gli obiettivi di riduzione del consumo di suolo, enunciati ma non rispettati dalle scelte della giunta stessa. Purtroppo sul PNRR e sulla cosiddetta “transizione verde” la politica opera con un’ipocrisia persino superiore ai suoi pur elevati standard. Nei documenti di programmazione si esprimono concetti elevati e si promettono cambiamenti epocali… ma nella pratica l’andazzo è sempre lo stesso, imperniato sul consumo massiccio di risorse naturali senza alcun vincolo o tutela per l’ambiente e la vita dei cittadini. È un modo di agire sbagliato, ottuso e tragicamente demenziale, che sta portando il pianeta al collasso. Se non si agisce per mettere un freno a queste perversioni le conseguenze che non le pagheranno solo i nostri figli ma pure noi stessi. 

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Attività di maggio 2022 – Newsletter n° 43

Anche maggio è stato un mese che ci ha dato parecchio da fare. Fra gli eventi più notevoli, la visita della commissione antimafia in Trentino, l’ennesimo colpo di mano della maggioranza regionale, questa volta sulle modalità di gestione delle società partecipate, e la lotta per difendere lo stato di diritto nelle procedure dei referendum provinciali. Ma andiamo con ordine.

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Impianti di riscaldamento a biomassa. La Provincia si attiva per finanziare le vecchie caldaie a legna con impianti più efficienti e puliti

Una buona notizia. Rispondendo ad una nostra interrogazione del 16 marzo scorso (la 3549/XVI), l’assessore all’Ambiente della Provincia Autonoma di Trento fa sapere che sono in corso trattative per stipulare un accordo di Programma tra il Ministero della Transizione Ecologica, l’Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente e l’Agenzia per le Risorse Idriche e l’Energia volto a migliorare la qualità dell’aria in Trentino.

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Cementificio Sarche: la giunta sfrutta un cortocircuito logico-burocratico per non valutare l’impatto dell’impianto sulla Valle dei Laghi!

Negli ultimi mesi abbiamo fatto parecchio lavoro sulla sciagurata riaccensione del cementificio di Sarche e abbiamo scoperto che per consentirla l’ente provinciale sta “adattando” parecchio le regole.

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Lago d’Idro e Alto Garda: Trentino e Lombardia non comunicano per la tutela del territorio (per il suo sfruttamento invece sì…)

A metà febbraio avevamo chiesto alla Provincia di garantire la tutela della sponda trentina del lago d’Idro prestando particolare attenzione al biotopo collocato nel Comune di Bondone, garantendone l’integrità. Chiedevamo inoltre se si fosse pensato a mettere in contatto e di far collaborare il Parco Alto Garda Bresciano, la Riserva della Biosfera delle Alpi Ledrensi e Judicaria e il biotopo lago d’Idro, in modo da estendere la tutela ambientale a questo ambito vasto e continuo.

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Fumo dal cementificio di Sarche: aumentare i controlli, garantire la sicurezza di cittadini e territorio!

Nella giornata del 20 aprile 2022, a seguito delle operazioni di riaccensione dei forni del cementificio di Sarche, l’impianto di proprietà di Italcementi aveva emesso una fitta nube nera, destando ulteriormente la preoccupazione della popolazione, già provata dalle circostanze di una riapertura che rischia di pregiudicare gli sforzi fatti per orientare la Valle dei Laghi verso un orizzonte di sviluppo sostenibile, principalmente basato su agricoltura e turismo di qualità. Per vederci chiaro ho provveduto a contattare l’Azienda Provinciale per la Protezione dell’Ambiente, ricevendo rassicurazioni da parte del suo direttore.

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