Ad Arco un’occasione sprecata per un progetto di governo autenticamente alternativo

Nel rifiutare l’apparentamento con le liste civiche che fanno riferimento a Chiara Parisi, il sindaco uscente di Arco, Alessandro Betta, ha fatto un errore clamoroso e nel contempo ha dato un segnale chiaro di indisponibilità a inserire nel suo programma autentici elementi programmatici ispirati alla tutela ambientale.

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La Provincia di Trento viola il divieto di comunicazione istituzionale. Agcom la condanna e le ordina di rimuovere la comunicazione a fini elettorali

Due pesi e due misure non si possono applicare, se succede arriva la sanzione. In Trentino le sedute del Consiglio provinciale, dove trovano spazio maggioranza e opposizione, sono state oscurate con “grande solerzia” (per non dire estrema pedanteria), ancor prima dei termini previsti dalla legge. In compenso la Giunta provinciale, che ovviamente è espressione della sola maggioranza, ha utilizzato tutta la forza d’urto del proprio ufficio stampa come organo di propaganda elettorale senza alcun vincolo o freno. Questo, in sintesi, il significato che si può attribuire alla decisione presa mercoledì 16 settembre (delibera 465/20/Cons) dall’Autorità per la Garanzia nelle Comunicazioni (Agcom), con conseguente condanna dell’operato della Provincia Autonoma di Trento.

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Referendum. Le ragioni (diverse) per tagliare il numero dei parlamentari

Domenica e lunedì i trentini e gli italiani saranno chiamati a decidere se vogliono ridurre il numero dei parlamentari oppure se lasciare le cose come stanno. 

I fatti: attualmente il Parlamento ospita 945 eletti suddivisi in 630 deputati e 315 senatori. La modifica costituzionale sottoposta a referendum prevede di ridurne il numero a 600, portando a 400 i membri della Camera bassa e a 200 quelli della Camera alta. Si tratta di un cambiamento che le forze politiche invocavano (a parole…) da almeno 40 anni, votato in 4 letture nell’arco di 1 anno e mezzo dal 98% dei nostri rappresentanti. Gli stessi che poi hanno subito raccolto fra loro una settantina di firme per sottoporre la legge a referendum. Al di là dell’evidente strumentalità politica di questo comportamento ritengo che chiamare i cittadini ad esprimersi sia sempre un fatto positivo. Ben venga dunque il referendum, anche se chi lo ha promosso non era certo animato da un sincero sentimento democratico ma solo dalla volontà caparbia di mantenere una posizione di potere.

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Taglio parlamentari: il Trentino Alto Adige ha solo da guadagnare dalla riforma e la Regione si valorizza dotandola di competenze non perché si elegge un senatore nel suo ambito!

Il No al taglio dei parlamentari fa proseliti nelle segreterie dei partiti. Gli ultimi in ordine di tempo ad unirsi al coro sono stati l’Upt e il Patt, che hanno dato indicazione ai propri elettori di votare contro alla riforma nel referendum di fine settembre. Che questi “partiti di raccolta” siano propensi a mantenere l’esorbitante numero di cariche garantite nell’attuale Parlamento non sorprende francamente nessuno, semmai a farlo sono le argomentazioni, alquanto risibili, utilizzate per mascherare uno scelta che serve solo a mantenere posti di potere.

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Taglio dei parlamentari e ruolo della Regione Trentino-Alto Adige. Replica al professore Toniatti

Le tesi presentate dal professore Toniatti per mezzo del vostro giornale riguardo al referendum sul taglio dei parlamentari meritano una risposta approfondita. Pur stimando la figura di uno dei massimi esperti nazionali in materia di autonomia e regionalismo e apprezzando i suoi mai banali interventi, mi permetto di esprimere una posizione diametralmente opposta rispetto alle due questioni da lui sollevate e che sono oggetto di questa mia riflessione.

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Referendum locali. Le Comunità di valle non rispettano stato di diritto e diritti fondamentali in materia di partecipazione popolare, la Provincia complice boccia proposta M5S

Correva l’anno 2014. Il Consiglio regionale approvava una legge per modernizzare gli istituti referendari definendo soglie massime del quorum di partecipazione e regole uniformi sulla disciplina degli istituti referendari negli enti locali del Trentino-Alto Adige / Südtirol. Gli enti locali della regione avevano 12 mesi per adeguare il proprio statuto. Continua a leggere “Referendum locali. Le Comunità di valle non rispettano stato di diritto e diritti fondamentali in materia di partecipazione popolare, la Provincia complice boccia proposta M5S”

Grazie al M5S la digitalizzazione del sistema di raccolta delle firme è stata inserita tra gli obiettivi strategici del Documento di Economia e Finanza regionale

Nel giugno scorso il M5S aveva presentato al Consiglio regionale una serie di proposte sotto forma di ordini del giorno e di emendamenti per rimediare ad alcune gravi carenze nell’ambito dei procedimenti referendari ed elettorali che sono in contrasto con i principi del diritto internazionale e che vanno superate non solo a livello nazionale ma anche locale. Oltre alle procedure di autenticazione delle firme e di voto avevamo elaborato delle proposte per digitalizzare le modalità di raccolta delle firme per i referendum e per la presentazione delle candidature nei comuni della regione Trentino-Alto Adige/Südtirol ma queste erano state inesorabilmente bocciate. La scelta della maggioranza era stata quella di non considerare le misure non strettamente correlate all’emergenza Covid-19. Ora però le idee che abbiamo seminato stanno germogliando a dimostrazione della loro bontà. Continua a leggere “Grazie al M5S la digitalizzazione del sistema di raccolta delle firme è stata inserita tra gli obiettivi strategici del Documento di Economia e Finanza regionale”

Attività di giugno 2020 – Newsletter n° 20

A livello di Istituzioni locali giugno è stato un mese avaro di soddisfazioni. Come leggerete meglio sotto il Consiglio regionale si è dimostrato una volta di più reazionario e refrattario a qualsiasi cambiamento positivo per i diritti dei cittadini bocciando proposte per rendere effettivo il diritto a richiedere un referendum e addirittura negando il voto per corrispondenza anche se siamo in tempi di pandemia globale. Continua a leggere “Attività di giugno 2020 – Newsletter n° 20”

Invece di aumentare i diritti degli elettori ampliando le procedure di voto “Covid free” i politici trentini preferiscono rinviare delle elezioni alle calende greche!

L’emergenza sanitaria Covid-19 ha avuto ripercussioni notevoli sul sistema politico internazionale e sulla vita democratica interna dei singoli Stati. Il diritto di elettorato, attivo e passivo, è stato messo in discussione insieme a numerosi altri diritti fondamentali.

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Comunicazione istituzionale nei periodi di campagna elettorale: l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni invita i presidenti di Giunta e Consiglio provinciale a rispettare le regole della par condicio

Nel giugno 2019, quindi circa 10 mesi fa, effettuavo una segnalazione per violazione delle norme sulla par condicio. Agcom aveva già effettivamente “tirato le orecchie” al Corecom di Trento per non aver svolto le funzioni previste dalla legge e c’erano state sollecitazioni alla Giunta provinciale affinché fornisse spiegazioni per le comunicazioni istituzionali effettuate durante la campagna elettorale per le amministrative del 2019. Ciononostante sembrava che il fascicolo fosse destinato all’archiviazione con un mesto nulla di fatto. Sono invece felice di poter dire che non è stato così. Il 20 marzo scorso ho ricevuto la nota di Agcom con cui mi è stata notificata la delibera adottata dal Consiglio dell’Autorità il 16 marzo (N. 107/20/CONS), firmata dal presidente Angelo Marcello Cardani. Nella delibera si invita la Provincia di Trento ad attenersi per il futuro, in casi analoghi a quelli oggetto di decisione, all’osservanza del principio di imparzialità, in relazione alla promozione di iniziative di comunicazione istituzionale in periodo di par condicio. Continua a leggere “Comunicazione istituzionale nei periodi di campagna elettorale: l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni invita i presidenti di Giunta e Consiglio provinciale a rispettare le regole della par condicio”