Retribuzione di risultato. L’ANAC chiarisce una volta per tutte gli obblighi che anche la Provincia di Trento deve rispettare

Tutti i cittadini italiani e quindi anche i trentini hanno il diritto di sapere a quanto ammontino le retribuzioni, i premi di risultato e quali siano i criteri utilizzati per stabilire le valutazioni e i punteggi assegnati alle performance dei dirigenti operativi in aziende o Istituzioni pubbliche e ciò vale ovviamente anche per la Provincia Autonoma di Trento. Questo il verdetto, chiarissimo e inequivocabile, espresso dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) ad una mia richiesta di chiarimento. Viene una volta di più confermata la necessità di dissipare la cortina fumogena che dalle nostre parti alligna su dati che dovrebbero essere pubblici ma che, come dimostrano le azioni da me intraprese e puntualmente respinte dalla maggioranza del Consiglio provinciale, non si vogliono assolutamente rendere tali.

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Presentata una nuova interrogazione riguardo alla “rotatoria asimmetrica quadrata” sul Caffaro: per uscirne bene servono collaborazione, trasparenza e tanto olio di gomito.

Il “mistero buffo” dei ponti sul Caffaro continua a far ridere e infurirare in egual misura la popolazione che si deve confrontare con un’opera pur finita nel 2017 che però non è ancora stato possibile aprire per evidenti problemi di passaggio dei mezzi pesanti, finanziata per oltre 3,8 milioni di euro dall’ente pubblico, quindi dagli stessi cittadini (per la precisione dalla Provincia di Trento tramite l’ex “Fondo ODI”, oggi “Fondo Comuni Confinanti). Grazie ad una risposta di Regione Lombardia siamo riusciti ad entrare in possesso di notizie più esaustive sulla vicenda e il quadro che ne è uscito, come si poteva immaginare, non è roseo. Semplificando al massimo, per rendere funzionale la cosiddetta “rotatoria quadrata asimmetrica” sul Caffaro servono risorse extra che si spera di ottenere dai risparmi causati dai ribassi d’asta precedenti. Il traffico fra Trentino e Lombardia continua a scorrere sul vecchio ponte del 1906 che però abbisogna con urgenza di un allargamento e soprattutto dell’adeguamento statico e sismico. Una situazione che appare ormai surreale, sulla quale ho presentato una nuova interrogazione, anche per capire cosa sia disponibile a fare la Provincia di Trento, che tramite gli uffici competenti si è incontrata col Comune di Bagolino il 21 ottobre scorso e che, visto il ruolo ricoperto nel “Fondo Comuni Confinanti”, è l’ente che di fatto tiene in mano i cordoni della borsa.

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Le commissioni consiliari non devono essere “passacarte della giunta”: se lo sono è perché chi le compone permette lo siano

Stamattina in Prima Commissione si è vissuta una situazione surreale. Dovevamo esprimere un parere sulle nomine della giunta provinciale per il consiglio di amministrazione del Centro Servizi Culturali Santa Chiara ma a quanto pare la convinzione diffusa fra molti consiglieri provinciali è che le commissioni siano dei “meri passacarte, perché poi tanto la giunta fa quel che vuole”. Continua a leggere “Le commissioni consiliari non devono essere “passacarte della giunta”: se lo sono è perché chi le compone permette lo siano”

Al Consiglio provinciale di Trento manca quasi un quarto dei dipendenti (e per la “trasparenza” dicono non serva far sapere ai cittadini chi c’è negli uffici…)

Nel mese di settembre ho rivolto un’interrogazione al presidente del Consiglio provinciale chiedendo una serie di informazioni altrimenti irreperibili riguardo al numero effettivo di dipendenti del Consiglio, le loro qualifiche e soprattutto perché tali dati non siano resi pubblici e visibili a tutti. Qualche risposta l’ho ottenuta ma come spesso accade a lasciare con l’amaro in bocca è l’inossidabile logica burocratica utilizzata per giustificare azioni che evidentemente non si vuol compiere.

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La Giunta per le elezioni chiede a Sgarbi di chiarire la sua posizione fra presidenza del Mart e ruolo da parlamentare

Vittorio Sgarbi deve chiarire se la carica che ricopre come presidente del consiglio d’amministrazione del Mart implichi o meno deleghe gestionali. A volerci vedere chiaro è il Comitato per i profili attinenti alle incompatibilità della Giunta delle Elezioni della Camera che ha ripreso una mia segnalazione di qualche mese fa. Continua a leggere “La Giunta per le elezioni chiede a Sgarbi di chiarire la sua posizione fra presidenza del Mart e ruolo da parlamentare”

Approvata la relazione conclusiva della Giunta delle Elezioni: il mio intervento in Aula

Il 10 settembre scorso è stata approvata la relazione finale della Giunta delle Elezioni per la convalida degli eletti in Consiglio provinciale XVI nell’ottobre 2018. Nel mio intervento in aula ho ripercorso il profilo delle analisi e degli approfondimento svolti dai membri della Giunta a partire dalla prima seduta del gennaio 2019 fino a quella conclusiva del luglio scorso. Nei lavori di questi mesi sono emerse alcune criticità sia in relazione alle modalità di svolgimento delle sedute e alla difficoltà nell’accedere agli atti sia riguardo ai limiti di formulazione e di sostanza della legge elettorale provinciale. Ho cercato di illustrarli nel seguente intervento in aula (a piè di pagina le tappe dei lavori della Commissione): Continua a leggere “Approvata la relazione conclusiva della Giunta delle Elezioni: il mio intervento in Aula”

Selezione interna Fondazione Edmund Mach: azzeccati in anticipo i nominativi di 28 vincitori su 29!

In questi giorni la Fondazione Edmund Mach ha diramato gli esiti di una selezione interna tramite la quale ben 29 professionisti qualificati hanno potuto ottenere un avanzamento di carriera. Di per sé sarebbe anche un fatto positivo… solo che già il 20 agosto scorso una fonte anonima ci aveva segnalato quali, a suo avviso, sarebbero stati i nominativi dei vincitori dei vari bandi interni. Ebbene con grande stupore (ma non troppo…) abbiamo scoperto che il nostro informatore ci aveva visto giusto. Su 29 posizioni ne ha azzeccate 28! Che si tratti di un caso di preveggenza? O forse individuare i nominativi dei vincitori non era poi così difficile, sapendo come girano certe cose? Il dubbio ci attanaglia. Nel frattempo stiamo cercando di contattare la fonte anonima per chiederle i numeri del superenalotto…

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La maggioranza dice no alla trasparenza sui premi ai dirigenti provinciali? Il M5S torna a chiederla con un’interrogazione!

In Provincia di Trento a differenza che nel resto d’Italia non si rivelano i dati specifici in merito ai premi di risultato dei dirigenti, in quella che è una palese violazione delle raccomandazioni dell’Anac.

Non viene rivelato l’ammontare complessivo dello stipendio, della retribuzione di risultato e del trattamento accessorio collegato alla performance individuale dei dirigenti e nemmeno c’è disponibilità a far luce sui criteri, le procedure e i sistemi di misurazione e valutazione delle loro performance. Come viene premiato ciascuno specifico dirigente e perché? In Trentino non si dice, e peggio, non si vuol dire. Continua a leggere “La maggioranza dice no alla trasparenza sui premi ai dirigenti provinciali? Il M5S torna a chiederla con un’interrogazione!”

Il M5S trentino propone una legge per liberare le figure di garanzia dalle catene della lottizzazione partitocratica.

Lo abbiamo ormai ripetuto alla nausea: per poter svolgere appieno le loro funzioni le figure di garanzia (Difensore Civico, Garante dei Detenuti, Garante dei Minori) devono essere svincolate dai meccanismi delle nomine partitiche e dal sottostante e pervasivo spoils system che premia l’apparetenenza e la fedeltà cieca al padrino politico di turno. Al contrario serve istituire meccanismi che premino il merito e stabilire regole certe che consentano a chi riveste gli incarichi di poter svolger eal meglio le proprie funzioni al servizio della cittadinanza senza tema di ritorsioni o “scomuniche” politiche da parte dei loro “danti causa”.

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Interrogazione sulla digitalizzazione dei processi per risparmiare carta, tempo e fatica. Lo fanno in Lombardia, perché non in Trentino?

Un aspetto che spesso passa sotto traccia riguardo alle procedure che precedono la discussione in Aula delle leggi riguarda la presentazione degli emedamenti. Per chissà quale ragione vanno presentati rigorosamente su foglio cartaceo e in tale formato vengono poi gestiti dagli uffici. Questo da un lato comporta un non indifferente spreco di carta (si pensi che solo per il recente assestamento alla finanziaria sono stati presentati più di 7 mila emendamenti…) mentre dall’altro costringe gli uffici a scansionarli tutti e a creare dei file immagine per ciascuno, passaggi francamente inutili, che potrebbero essere facilmente saltati se solo si accettasse di far inviare ai consiglieri gli emendamenti in formato digitale.

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