Prg Nago-Torbole: a che punto sono le verifiche promesse dalla giunta provinciale?

Nel novembre 2019 avevo chiesto all’amministrazione provinciale di chiarire la propria posizione in merito all’approvazione del Prg di Nago-Torbole, oggetto di numerosissime contestazioni da parte della minoranza di quel Comune. Sintetizzando la risposta era stata che stavano approfondendo. A distanza di qualche mese (e come da copione…) delle misteriose verifiche non se n’è saputo ancora niente. Per questo proprio in questi giorni ho provveduto a presentare una nuova interrogazione per sollecitare la giunta rivelare a che punto siano le verifiche. Continua a leggere “Prg Nago-Torbole: a che punto sono le verifiche promesse dalla giunta provinciale?”

Tunnel della Valvestino: la Provincia di Trento tira dritto incurante di tutto, anche della logica.

Sul tunnel della Val Vestino, il traforo lungo circa 5 chilometri da percorrere a senso unico alternato (!) che si vorrebbe realizzare per collegare il Comune trentino di Bondone a quelli lombardi (per ora almeno) di Magasa e Valvestino è arrivata in questi giorni la risposta della Provincia ad una mia interrogazione del 25 marzo scorso. Si conferma la volontà di costruire un’opera senza che le comunità locali trentine si siano espresse, senza una seria valutazione sui costi-benefici dell’opera e senza che i Comuni lombardi coinvolti siano effettivamente passati al Trentino come hanno chiesto di fare da tempo.

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Chiedi trasparenza? I patroni delle slot reagiscono a suon di bugie e insulti!

Per onorare da par suo Natale, Capodanno e Feste comandate Sapar, associazione impegnata “senza se e senza ma” nella difesa di slot machines e strumenti assimilabili, mi ha rivolto un comunicato carico di insulti e menzogne.

Sui primi non c’è molto da dire se non per farci sopra quattro risate. Darmi dell'”asino” non mi fa indignare più di tanto (a dispetto della loro fama di scorbutici gli asini sono grandissimi lavoratori) mentre dire che sarei “parafascista” è talmente in malafede da risultare ridicolo, visto che ciò che ho chiesto presidente Fugatti è solo trasparenza, concetto che, anche se Sapar VOLUTAMENTE lo ignora, è tutto fuorché “fascista”. Divertente infine anche lo scalcinato riferimento ai “tastieristi della piattaforma Rousseau”, messo lì forse per espletare un fastidio latente verso chi riesce a interagire con strumenti dotati di più di 5 tasti.

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La lobby delle slot vuole bloccare la legge per la rimozione delle slot machines. Fugatti chiarisca da che parte sta!

La politica spesso fa come la Penelope dell’Odissea: alla luce del sole si affrontano problemi di grandissima rilevanza sociale proponendo leggi per porvi rimedio mentre col favore delle tenebre alcuni politici ispirati dalle lobby di riferimento si impegnano per disfare quanto realizzato. Gli interessi rappresentati da questi “politici notturni” infatti traggono vantaggio dalle problematiche che si cerca di risolvere e quindi si dannano l’anima per far sì che nulla cambi, quando non per peggiorare le cose (e aumentare i margini di profitto per i loro “ispiratori”). Un buon esempio in questo senso lo fornisce ciò che avviene in merito alla lotta alle ludopatie e al gioco d’azzardo patologico, con le associazioni che sostengono la diffusione delle slot machines che tornano prepotentemente alla carica per allontanare il “rischio” (per loro e per i loro iscritti) che la legge sulla rimozione delle slot dai locali generalisti posti in luoghi sensibili trovi davvero attuazione.

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Retribuzione di risultato. L’ANAC chiarisce una volta per tutte gli obblighi che anche la Provincia di Trento deve rispettare

Tutti i cittadini italiani e quindi anche i trentini hanno il diritto di sapere a quanto ammontino le retribuzioni, i premi di risultato e quali siano i criteri utilizzati per stabilire le valutazioni e i punteggi assegnati alle performance dei dirigenti operativi in aziende o Istituzioni pubbliche e ciò vale ovviamente anche per la Provincia Autonoma di Trento. Questo il verdetto, chiarissimo e inequivocabile, espresso dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) ad una mia richiesta di chiarimento. Viene una volta di più confermata la necessità di dissipare la cortina fumogena che dalle nostre parti alligna su dati che dovrebbero essere pubblici ma che, come dimostrano le azioni da me intraprese e puntualmente respinte dalla maggioranza del Consiglio provinciale, non si vogliono assolutamente rendere tali.

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Presentata una nuova interrogazione riguardo alla “rotatoria asimmetrica quadrata” sul Caffaro: per uscirne bene servono collaborazione, trasparenza e tanto olio di gomito.

Il “mistero buffo” dei ponti sul Caffaro continua a far ridere e infurirare in egual misura la popolazione che si deve confrontare con un’opera pur finita nel 2017 che però non è ancora stato possibile aprire per evidenti problemi di passaggio dei mezzi pesanti, finanziata per oltre 3,8 milioni di euro dall’ente pubblico, quindi dagli stessi cittadini (per la precisione dalla Provincia di Trento tramite l’ex “Fondo ODI”, oggi “Fondo Comuni Confinanti). Grazie ad una risposta di Regione Lombardia siamo riusciti ad entrare in possesso di notizie più esaustive sulla vicenda e il quadro che ne è uscito, come si poteva immaginare, non è roseo. Semplificando al massimo, per rendere funzionale la cosiddetta “rotatoria quadrata asimmetrica” sul Caffaro servono risorse extra che si spera di ottenere dai risparmi causati dai ribassi d’asta precedenti. Il traffico fra Trentino e Lombardia continua a scorrere sul vecchio ponte del 1906 che però abbisogna con urgenza di un allargamento e soprattutto dell’adeguamento statico e sismico. Una situazione che appare ormai surreale, sulla quale ho presentato una nuova interrogazione, anche per capire cosa sia disponibile a fare la Provincia di Trento, che tramite gli uffici competenti si è incontrata col Comune di Bagolino il 21 ottobre scorso e che, visto il ruolo ricoperto nel “Fondo Comuni Confinanti”, è l’ente che di fatto tiene in mano i cordoni della borsa.

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Le commissioni consiliari non devono essere “passacarte della giunta”: se lo sono è perché chi le compone permette lo siano

Stamattina in Prima Commissione si è vissuta una situazione surreale. Dovevamo esprimere un parere sulle nomine della giunta provinciale per il consiglio di amministrazione del Centro Servizi Culturali Santa Chiara ma a quanto pare la convinzione diffusa fra molti consiglieri provinciali è che le commissioni siano dei “meri passacarte, perché poi tanto la giunta fa quel che vuole”. Continua a leggere “Le commissioni consiliari non devono essere “passacarte della giunta”: se lo sono è perché chi le compone permette lo siano”

Al Consiglio provinciale di Trento manca quasi un quarto dei dipendenti (e per la “trasparenza” dicono non serva far sapere ai cittadini chi c’è negli uffici…)

Nel mese di settembre ho rivolto un’interrogazione al presidente del Consiglio provinciale chiedendo una serie di informazioni altrimenti irreperibili riguardo al numero effettivo di dipendenti del Consiglio, le loro qualifiche e soprattutto perché tali dati non siano resi pubblici e visibili a tutti. Qualche risposta l’ho ottenuta ma come spesso accade a lasciare con l’amaro in bocca è l’inossidabile logica burocratica utilizzata per giustificare azioni che evidentemente non si vuol compiere.

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La Giunta per le elezioni chiede a Sgarbi di chiarire la sua posizione fra presidenza del Mart e ruolo da parlamentare

Vittorio Sgarbi deve chiarire se la carica che ricopre come presidente del consiglio d’amministrazione del Mart implichi o meno deleghe gestionali. A volerci vedere chiaro è il Comitato per i profili attinenti alle incompatibilità della Giunta delle Elezioni della Camera che ha ripreso una mia segnalazione di qualche mese fa. Continua a leggere “La Giunta per le elezioni chiede a Sgarbi di chiarire la sua posizione fra presidenza del Mart e ruolo da parlamentare”

Approvata la relazione conclusiva della Giunta delle Elezioni: il mio intervento in Aula

Il 10 settembre scorso è stata approvata la relazione finale della Giunta delle Elezioni per la convalida degli eletti in Consiglio provinciale XVI nell’ottobre 2018. Nel mio intervento in aula ho ripercorso il profilo delle analisi e degli approfondimento svolti dai membri della Giunta a partire dalla prima seduta del gennaio 2019 fino a quella conclusiva del luglio scorso. Nei lavori di questi mesi sono emerse alcune criticità sia in relazione alle modalità di svolgimento delle sedute e alla difficoltà nell’accedere agli atti sia riguardo ai limiti di formulazione e di sostanza della legge elettorale provinciale. Ho cercato di illustrarli nel seguente intervento in aula (a piè di pagina le tappe dei lavori della Commissione): Continua a leggere “Approvata la relazione conclusiva della Giunta delle Elezioni: il mio intervento in Aula”