Piccole centrali idroelettriche: la maggioranza respinge le proposte del M5S di partecipare alla definizione di una norma quadro statale per tutelare la gestione pubblica

Domanda: qual’è, su tutti, il problema principale del settore idroelettrico? Risposta: Un quadro normativo europeo estremamente frammentato e disomogeneo, con ogni Stato che applica le regole che vuole e i richiami della Commissione Europea che per ora sono stati recepiti solo dall’Italia. Questo è fonte di criticità, specialmente alle aziende energetiche locali che producono energia tramite le piccole concessioni idroelettriche. Avevamo presentato al Consiglio provinciale un Ordine del Giorno per provare ad arrivare ad una soluzione ma purtroppo la maggioranza ha ritenuto di bocciarlo.

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Centraline idroelettriche e tralicci: il punto della situazione prima del confronto in Aula

Nell’ottobre 2020 la Provincia Autonoma di Trento ha modificato la legge provinciale 4 del 1998 nella parte riguardante le modalità e le procedure di assegnazione delle concessioni idroelettriche. Si è puntato tutto sul prezzo trascurando ogni valutazione in fatto di impatto ambientale delle grandi centrali sui corsi d’acqua, senza contare che il più grande operatore in Trentino è Hydro Dolomiti Energia, società controllata al 60% da Dolomiti Energia Holding spa e per il restante 40% da Fedaia Holdings Sarl in Lussemburgo, di proprietà di Macquarie European Infrastructure Fund 4, rispondente a un fondo speculativo australiano noto alle cronache col poco lusinghiero soprannome di “canguro vampiro”.

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Chiusure domenicali. Approvati 2 Ordini del Giorno per rendere effettiva la legge provinciale, contemperare gli interessi in gioco e coinvolgere la cittadinanza tramite referendum

Ieri il Consiglio provinciale ha approvato 2 ordini del giorno proposti dal M5S per migliorare e rendere condivisa l’applicazione della legge sul commercio (disegno di legge 58/XVI“Disciplina delle aperture nei giorni domenicali e festivi delle attività commerciali”). La giunta è stata impegnata a consultare sindacati, associazioni delle imprese del commercio e organizzazioni a difesa dei consumatori per valutare gli effetti della legge e la possibilità di sottoporre a referendum consultivo l’introduzione dell’obbligatorietà delle chiusure domenicali.

Al tempo stesso c’è l’impegno a sollecitare le Istituzioni nazionali alla definizione di una norma statale che riconosca alle Regioni un maggiore spazio di manovra nonché di una norma di attuazione che conceda maggior autonomia a livello provinciale nella disciplina delle chiusure degli esercizi commerciali. Continua a leggere “Chiusure domenicali. Approvati 2 Ordini del Giorno per rendere effettiva la legge provinciale, contemperare gli interessi in gioco e coinvolgere la cittadinanza tramite referendum”

Tiro con l’arco a Rovereto: il bando di assegnazione deve garantire a tutti pari possibilità di partecipare alla gara

Continuano i dubbi sulle pratiche di affidamento delle strutture sportive pubbliche in Trentino. A inizio gennaio è scaduta la gara per l’assegnazione dell’impianto di tiro con l’arco che si trova alla Baldresca di Rovereto. Il problema è che, per come è scritto, il bando di assegnazione risulta molto limitante e quindi in contrasto con le indicazioni dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm), visto che vengono chiamate a partecipare solo “le società e le associazioni sportive dilettantistiche, gli enti di promozione sportiva, discipline sportive associate e federazioni sportive riconosciute dal CONI con sede nel territorio del Comune di Rovereto”. Un identikit assai specifico, che in questo caso rischia di andare a “bersaglio sicuro”, visto che di associazioni sportive con le caratteristiche richieste a Rovereto non è che ce ne siano poi molte, e si badi bene che non si sta parlando solo di una struttura necessaria alla pratica dello sport, ma di un bene pubblico che comprende anche una foresteria da 25 posti letto, come tale capace di generare reddito per chi la ottiene in gestione.

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