Consumo di suolo. La Giunta nicchia, il M5S presenta una propria proposta di legge

Il mese scorso abbiamo presentato il disegno di legge 175/XVI con l’obiettivo di ridurre,  e sperabilmente arrestare il consumo di suolo in Trentino.

Nel corso della legislatura abbiamo trattato l’argomento in diverse occasioni, impegnando anche la Giunta ed elaborare una proposta di riforma. Come purtroppo è spesso accaduto in questi anni tale impegno non è mai stato onorato. Preso atto della mancanza di volontà da parte della maggioranza di rispettare la parola data, abbiamo ritenuto di porre la questione in sede legislativa presentando una nostra proposta di legge, in modo da aprire almeno la discussione su un tema decisivo come quello del consumo di suolo in una Provincia prevalentemente montuosa come il Trentino, dove quindi il suolo realmente utilizzabile è inferiore a quello di quasi tutti gli altri territori italiani.

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La maggioranza rifiuta di verificare se il suo piano opere è coerente col PNRR

Una delle proposte di ordine del giorno (la 52/141/XVI) presentate dal M5S nel corso dell’ultima seduta di Consiglio provinciale riguardava la verifica della coerenza di tutta una serie di opere pubbliche preventivate dall’attuale giunta rispetto agli obiettivi nazionali ed europei in fatto di efficienza energetica, riduzione delle emissioni climalteranti e mobilità sostenibile. Si parla di progetti controversi quali ad esempio il prolungamento della A31 in territorio trentino che con la decarbonizzazione e il new green deal europeo (cioè col motivo per cui l’Unione Europea ci dà i soldi del PNRR) c’entrano come i cavoli a merenda. 

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Interramento linee elettriche? La maggioranza si dice “attenta” ma poi non mette un euro!

Promettere e non mantenere. Ecco lo stile operativo scelto dalla maggioranza provinciale in fatto di interramento delle linee elettriche. Quando vengono sollecitati i nostri governanti si dicono disponibili a valutare con attenzione le operazioni di messa a terra dei cavi dell’alta tensione ma appena si chiede loro di mettere i soldi cambiano registro e rimandano a un futuro prossimo venturo quando le risorse (per capirci, quelle del Recovery Fund) saranno già atterrate altrove…

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Disagi alla popolazione di Quaere. Le soluzioni sono ben lungi dall’essere implementate

Oggi in aula ho avuto modo di chiedere lumi al presidente della Provincia su cosa la sua maggioranza intenda fare riguardo all’incresciosa situazione con cui da anni si ritrovano a convivere i residenti di Quaere, frazione di Levico Terme, dove uno stabilimento che produce e distribuisce asfalto è sorto ed opera a ridosso delle case. Come è facile immaginare i cittadini devono loro malgrado convivere con olezzi nauseabondi, rumorosità costante e pesante incidenza di traffico pesante da e per lo stabilimento in questione. Da ridere, per non piangere, il fatto che i permessi che consentono un simile stato di cose derivano da un clamoroso errore materiale, ovvero presumono che lo stabilimento non sorga nei pressi dell’abitato come invece è nei fatti. Gli abitanti di Quaere sono comprensibilmente sconfortati da questo stato di cose, non ritengono che gli interventi di mitigazione del danno fin qui messi in atto abbiano sortito risultati apprezzabili e per questo hanno avanzato alla politica una serie di proposte, l’ultima delle quali riguarda il trasferimento dell’impianto produttivo in una vecchia area di cava posta a distanza dal loro abitato.

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