I prelievi forzosi desertificano il biotopo del lago d’Idro. Il M5S interroga.

Le decisioni prese dall’Agenzia interregionale per il fiume Po (Aipo) per abbeverare le coltivazioni della pianura padana in questo periodo di  grande calura si sono abbattute duramente sul delicato ecosistema del Lago d’Idro. Aipo ha deciso di dare il via libera all’abbassamento del livello del lago sotto ai limiti previsti (367,20 mslm) e questo ha causato gravi danni, non solo al turismo e all’economia locale ma anche alla vita delle specie animali e vegetali che animavano il biotopo del Lago d’Idro. Come è possibile osservare dalle fotografie che abbiamo scattato in  loco, il biotopo ritrovatosi improvvisamente senz’acqua, da oasi naturale e riparo per pesci e volatili rari, si è tramutato in una distesa semi desertica, con gran moria delle specie prive dei mezzi per mettersi in salvo.

Avendo monitorato la situazione e preso atto di come le promesse sul mantenimento dei livelli siano state disattese, il M5S ha investito della questione il Consiglio provinciale di Trento. Non sembra che infatti la Provincia di Trento si sia in alcun modo impegnata per tutelare questa sua preziosissima oasi naturale, lasciandola prosciugare con effetti che potrebbero rivelarsi deleteri sul medio-lungo periodo e pregiudicarne l’esistenza stessa, con l’aggravante che il biotopo dell’Eridio è pure sito di interesse comunitario.

C’erano tutte le possibilità da parte della Provincia di far sentire la propria voce e il proprio peso politico/istituzionale con Aipo al fine di tutelare l’oasi naturale del Lago d’Idro. A tutt’apparenza si è invece deciso di fare orecchie da mercante, lasciandola desertificare, a riprova, se mai ce ne fosse stato bisogno, della scarsissima sensibilità che chi ci governa mostra per i beni naturali, quando non sono facilmente trasformabili in profitti, possibilmente privati.

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Segue il testo integrale dell’interrogazione 3870/XVI del 26 luglio 2022 “Azioni poste in essere sul piano politico-istituzionale a tutela del biotopo del Lago d’Idro a seguito dei prelievi forzosi di acqua”

Come risulta dal catalogo delle Aree Protette e de ZSC e ZPS in Trentino, il biotopo del lago d’Idro situato nel comune amministrativo di Bondone (Codice: IT3120065 Codice: IT3120065; Area: 14.3; Sito di interesse comunitario: ZSC/ZPS) è un sito di eccezionale importanza a causa della vegetazione lacustre sulle rive del lago e delle vaste paludi sviluppate sul fondo di una vallecola che si immette nel lago stesso; ambiente unico nel suo genere, con associazioni vegetali sempre più rare a causa delle bonifiche nelle zone alluvionali di fondovalle. Il sito è inoltre di rilevante importanza per la nidificazione, la sosta e/o lo svernamento di specie di uccelli protette o in forte regresso, e/o a distribuzione localizzata sulle Alpi (Il biotopo del lago d’Idrohttp://www.areeprotette.provincia.tn.it/ Rete ecologica Natura 2000);

in data 07 luglio 2022, si è svolta una conferenza dei servizi nella sede della Comunità montana di Valle Sabbia. In tale occasione l’Agenzia interregionale per il fiume Po (Aipo) ha deciso l’abbassamento di mezzo metro sotto il livello minimo previsto per il Lago d’Idro, stabilito a quota 367,20 metri sul livello del mare. Tale calo di livello avrebbe dovuto essere conseguito entro sabato 09 luglio 2022 mentre era previsto che il livello del lago sarebbe dovuto risalire al suo limite minimo dopo il 16 luglio (Il lago d’Idro scenderà di mezzo metro entro sabato: iniziato il prelievo – Giornale di Brescia – 12 luglio 2022);

come verificabile dalla consultazione del dato storico dei livelli idrometrici del Lago d’Idro, per il periodo compreso fra le date dell’11 luglio e del 26 luglio 2022 il livello dell’Eridio è stato sempre mantenuto al di sotti di quota 367,20 m.s.l.m (Situazione Lago d’Idro – Sito Enti Regolatori Grandi Laghi);

la decisione dell’Aipo è stata duramente criticata dagli esponenti dell’ambientalismo locale e dai primi cittadini dei comuni rivieraschi. A seguito di un incontro svoltosi nel municipio di Idro in data 15 luglio 2022, i sottoscrittori del protocollo d’intesa per la tutela del lago d’Idro (e cioè i sindaci di Anfo, Idro, Bagolino, Bondone e la “Federazione del Tavolo delle Associazioni che amano il fiume Chiese e il suo lago d’Idro”) è stata diramata una nota nella quale si può leggere quanto segue: «Tutte le componenti dello scrivente Protocollo d’intesa hanno severamente biasimato la decisione dell’Aipo esponendo una complessiva e drammatica situazione di danni, al momento incalcolabili, anzitutto al patrimonio ambientale del Lago d’Idro, ovvero al suo sito di interesse comunitario, catalogato SIC IT3120065, un grandissimo Biotopo sulla sponda Trentina del Lago, ricchezza di fauna ittica per l’intero corpo idrico del bacino del Chiese, e ad ogni altro aspetto sulla qualità delle acque, alle quali per il 6° anno consecutivo è stata assegnata la Bandiera Blu; e alla salute pubblica, che può subire danni dall’incile ridotto a palude, e da altri punti del lago ridotti in simili condizioni; e all’economia dei quattro comuni del Lago, che vive soprattutto grazie al fenomeno turistico, ma che con questo abbassamento del lago ha subito un gravissimo contraccolpo, con il battello impossibilitato a svolgere la sua attività, e con ogni altro aspetto facilmente immaginabile, non ultima l’incognita sulle presenza negli anni futuri, previsione seriamente compromessa dal danno all’immagine causato da tutta questa situazione. I sottoscritti sindaci, e il sottoscritto presidente della Federazione comunicano oggi che è allo studio una azione legale per individuare le precise responsabilità della decisione di cui sopra, azione legale che contemplerà anche un risarcimento dei danni. E si comunica altresì che per domenica 31 luglio 2022 alle ore 18:00 lo scrivente Protocollo d’intesa indice una manifestazione popolare a Idro, in difesa del Lago d’Idro e del suo immissario ed emissario Fiume Chiese; nei prossimi giorni verrà reso pubblico un manifesto» (Prelievo d’acqua dal lago d’Idro: “Faremo un’azione legale” – quibrescia.it – 17 luglio 2022);

come verificabile dalla documentazione fotografica fornita in allegato alla presente interrogazione, risulta che i summenzionati, massicci, prelievi di acqua dal lago d’Idro e il conseguente abbassamento dei livelli abbiano a tutta apparenza avuto un effetto devastante sul biotopo del Lago d’Idro, in gran parte desertificato in conseguenza del calo di livello del lago, con gravi effetti per la vita animale e vegetale ospitata dall’area protetta. Anche un confronto fotografico con la situazione dello stesso biotopo nel settembre 2021 dimostra senza possibilità di smentita come i livelli del lago siano notevolmente calati, con effetti assai negativi su tutta l’area, sia dal punto di vista ecologico/naturalistico che da quello paesaggistico;

ai sensi dell’art.39 della legge provinciale sulle foreste e sulla protezione della natura n.11 del 2007 sono disciplinate le procedure di valutazione d’incidenza, ai sensi della direttiva n. 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, al fine di salvaguardare l’integrità dei siti e delle zone della rete Natura 2000, nella pianificazione e nella programmazione territoriale, nonché nei progetti e nelle attività che possono avere incidenze significative sui progetti medesimi;

tutto ciò premesso si interroga il presidente della giunta provinciale per sapere:

  1. quali azioni abbia posto in essere sul piano politico-istituzionale a tutela del biotopo del Lago d’Idro a seguito dei cali di livello di cui alle premesse della presente interrogazione, con particolare riferimento ai rapporti con AIPO e con la regione Lombardia;
  2. se, a seguito dei prelievi forzosi di acqua dallo specchio d’acqua, siano stati misurati la perturbazione e il degrado dell’habitat naturale e dell’habitat di specie del sito di interesse comunitario Lago d’Idro e se sì con quali esiti;
  3. se, in ordine al provvedimento emanato da AIPO, sia stata attivata la VINCA ai sensi dell’art.39 della legge provinciale sulle foreste e sulla protezione della natura, e se siano state adottate misure compensative per garantire che la coerenza globale rispetto ai criteri di Natura 2000 nella gestione del sito sia tutelata;

ALLEGATO A INTERROGAZIONE 3870/XVI (recuperabile nella sezione “Storia”)

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