Referendum. Le ragioni (diverse) per tagliare il numero dei parlamentari

Domenica e lunedì i trentini e gli italiani saranno chiamati a decidere se vogliono ridurre il numero dei parlamentari oppure se lasciare le cose come stanno. 

I fatti: attualmente il Parlamento ospita 945 eletti suddivisi in 630 deputati e 315 senatori. La modifica costituzionale sottoposta a referendum prevede di ridurne il numero a 600, portando a 400 i membri della Camera bassa e a 200 quelli della Camera alta. Si tratta di un cambiamento che le forze politiche invocavano (a parole…) da almeno 40 anni, votato in 4 letture nell’arco di 1 anno e mezzo dal 98% dei nostri rappresentanti. Gli stessi che poi hanno subito raccolto fra loro una settantina di firme per sottoporre la legge a referendum. Al di là dell’evidente strumentalità politica di questo comportamento ritengo che chiamare i cittadini ad esprimersi sia sempre un fatto positivo. Ben venga dunque il referendum, anche se chi lo ha promosso non era certo animato da un sincero sentimento democratico ma solo dalla volontà caparbia di mantenere una posizione di potere.

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Taglio parlamentari: il Trentino Alto Adige ha solo da guadagnare dalla riforma e la Regione si valorizza dotandola di competenze non perché si elegge un senatore nel suo ambito!

Il No al taglio dei parlamentari fa proseliti nelle segreterie dei partiti. Gli ultimi in ordine di tempo ad unirsi al coro sono stati l’Upt e il Patt, che hanno dato indicazione ai propri elettori di votare contro alla riforma nel referendum di fine settembre. Che questi “partiti di raccolta” siano propensi a mantenere l’esorbitante numero di cariche garantite nell’attuale Parlamento non sorprende francamente nessuno, semmai a farlo sono le argomentazioni, alquanto risibili, utilizzate per mascherare uno scelta che serve solo a mantenere posti di potere.

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Attività di agosto 2020 – Newsletter n° 22

Con l’inizio del mese di agosto si è chiusa la maratona dell’assestamento del bilancio della Provincia autonoma di Trento. Grazie ai soliti regolamenti obsoleti con non consentono una proficua e trasparenza interazione tra maggioranza e opposizioni (il mitico “confronto democratico” che sentite nominare di tanto in tanto alla TV da qualche commentatore dall’aria saputa), la discussione politica si è ancora una volta ridotta a una rappresentazione sterile e un po’ artefatta del conflitto. È un peccato, perché lo scopo di Istituzioni come il Consiglio provinciale sarebbe di trovare soluzioni pratiche a problemi reali nell’interesse dei cittadini. Purtroppo ancora una volta la discussione in Aula non ha prodotto risultati apprezzabili tanto da portare le minoranze ad abbandonare il Consiglio per la seconda volta in questa legislatura provinciale, lasciando così che si approvasse la legge di assestamento con i soli voti dei consiglieri di maggioranza.

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Referendum costituzionale. Presentata proposta di voto regionale per predisporre un opuscolo informativo e per modificare la legge statale sui referendum

Il 3 marzo scorso abbiamo depositato una proposta di voto per impegnare il Governo e il Parlamento a predisporre un opuscolo informativo in versione digitale in occasione del referendum confermativo che si sarebbe dovuto tenere il 29 marzo 2020 e che nel frattempo è stato rinviato a data da destinarsi. Ma non solo. Continua a leggere “Referendum costituzionale. Presentata proposta di voto regionale per predisporre un opuscolo informativo e per modificare la legge statale sui referendum”