Basta ambiguità. Il candidato sindaco di un’altra forza politica non può essere capogruppo del M5S!

Il M5S sostiene il M5S. Lo avevo già scritto, ma visto l’epilogo che si è consumato venerdì ritengo sia necessario chiarire a tutti il mio punto di vista sulla situazione. Per prima cosa è però necessaria una premessa: la questione non è personale, è politica. Non mi interessa alimentare contrapposizioni fra me e Filippo Degasperi, mi preme che il M5S trentino possa fare politica libero da condizionamenti e nell’esclusivo interesse dei cittadini e dei suoi autentici militanti. Per far sì che ciò possa avvenire è necessario che il campo sia sgomberato da ogni residuo equivoco e contraddizione.

Ciò detto, ecco come stanno le cose:

  • Venerdì Filippo Degasperi ha deciso di candidarsi a sindaco di Trento in nome e per conto di una forza politica avversaria del M5S. Va da sé come io non condivida e anzi condanni politicamente questa scelta, in primis perché è una palese violazione delle regole interne del M5S stesso.
  • È importante capire che si tratta di una azione che arriva dopo una lunga campagna di critica e attacco interno al MoVimento in Trentino, gestita per fasi precise e quasi “scientifiche”. Il disegno era questo da tempo e lo avevamo capito in molti. Non è stato certo un caso che io a ottobre abbia preso pubblicamente la parola per denunciare comportamenti volti a “cuocerci a fuoco lento”. Alcuni, anche in buona fede, mi criticarono chiedendomi di stare zitto per il bene del M5S. Io parlai perché era ormai chiaro cosa si stesse profilando e come non ci fossero margini per ricomporre uno strappo che anzi stava venendo perseguito in ragione di una precisa strategia politica, condotta da persone di cui ci fidavamo e che avevano deciso non solo di abbandonarci ma anche di farci il maggior danno possibile. Il tentativo, adesso è chiaro a tutti, era quello di “svuotare il contenitore del M5S” per propiziare la propria avventura politica personale.
  • La strategia di cui sopra continuò nei mesi successivi, e trovò sempre più conferme. Ad esempio scoprimmo che stava venendo studiato il simbolo del nuovo partito e che il nome sarebbe stato “Onda Civica”. Per dimostrarlo, a novembre acquistammo il dominio con quel nome, non tanto per danneggiarli quanto per poter provare dove stessero la ragione e il torto.
  • Siamo in un Paese libero e ognuno è libero di fare come crede finché non danneggia gli altri. Se delle persone non si riconoscono più in una forza politica hanno il diritto di lasciarla. Credo sia palese che si potessero scegliere metodi più eleganti di quello messo in atto negli ultimi mesi, ma anche qui ,ciascuno sceglie il proprio stile. Giunti all’epilogo, quello che non è accettabile è mantenere ambiguità di qualsiasi sorta. Se vuoi rappresentare un partito diverso da quello che ti ha fatto eleggere almeno abbi la decenza di lasciarlo. Non mantenere il piede in 2 scarpe! Mostra, non dico riconoscenza, ma almeno un minimo di rispetto!
  • Va precisato che non ho né il potere né l’ambizione di espellere chicchessia. Molto semplicemente non è un compito che mi spetta e non lo voglio nemmeno. Il M5S ha delle regole interne molto precise, che seguono delle procedure chiare e non ho dubbi che stiano venendo eseguite anche per quel che riguarda i fatti di venerdì. Personalmente ritengo sarebbe molto più dignitoso si arrivasse a una separazione consensuale piuttosto che a un espulsione. In ogni caso, se le persone che hanno scelto di farsi un nuovo partito tutto loro sono state sospese, già da oggi non possono più parlare a nome del M5S e dovrebbero prenderne atto.
  • È molto importante chiarire anche che la decisione di mantenere il ruolo di capogruppo del M5S da parte di chi rappresenta una forza politica avversa al M5S stesso non è solo contraddittoria, o come racconta chi vorrebbe mantenere in piedi una simile farsa, “un mero fatto formale e burocratico”. Al contrario ha importantissime ricadute sostanziali. È lapalissiano. I ruoli interni al gruppo consiliare del M5S trentino sono stati assegnati per rappresentare il M5S trentino non altre entità. Invece, già in questi giorni le risorse del M5S trentino sono state usate apertamente per favorire una diversa forza politica. Negli uffici ne sono stati portati i simboli. La segreteria del M5S è stata usata per convocare conferenze stampa negli uffici della Regione, formalmente a nome del M5S ma nei fatti per propagandare un’altra forza politica (perché ovviamente il gruppo “Onda Civica” non esiste né in Provincia né in Regione e quindi serve utilizzare il nome del gruppo M5S per prenotare le sale). Questo senza contare l’aspetto più strettamente politico. I capigruppo rappresentano le forze politiche che li hanno espressi nelle sedi appropriate, generalmente la conferenza dei capigruppo. Non c’è proprio niente di “formale” nel fatto che una persona di fatto fuoriuscita dal M5S partecipi a riunioni importanti a nome del M5S stesso quando, ovviamente, rappresenta un altra forza politica!
  • Lo stesso vale ed è valso in quest’ultimo anno per gli spazi mediatici che avrebbero dovuto essere destinati al M5S ma sono stati occupati da chi in teoria parlava per il M5S ma in pratica approfittava della propria posizione per attaccarlo, esponendolo al gioco ostile di chi lo voleva indebolire senza che fosse data la possibilità di mostrare l’altra faccia della medaglia!
  • “Burocraticamente” il capogruppo del M5S provinciale ha accesso a tutte le risorse del gruppo provinciale. È il legale rappresentante e quindi decide dei contratti, delle consulenze e quant’altro. Se fa politica per un altra forza politica può “formalmente” utilizzare le risorse assegnate al M5S per avvantaggiare quest’ultima. Può anche, come il candidato sindaco di “Onda Civica” si è fatto sentire dai dipendenti a urlare al telefono qualche mese fa, decidere di non rinnovare i contratti ai collaboratori che lavorano per l’altro membro del gruppo, perché la firma è assegnata al capogruppo. Può tenere incontri con attivisti del suo nuovo partito negli uffici del M5S, al tempo stesso riducendo la possibilità di fare altrettanto da parte del consigliere che è rimasto leale al suo mandato per il M5S. Alcune di queste cose sono già avvenute nei giorni scorsi, con ad esempio la sgradevolissima situazione di una persona fuoriuscita dal MoVimento che mentre lasciava i nostri uffici si è permessa di dichiarare a voce alta, forse proprio per farsi sentire, che andava a gettare un po’ di fango sul M5S stesso! Un atto al tempo stesso vile e intollerabile.

Questi sono la situazione e il mio punto di vista a riguardo. Condividere la verità sui fatti e fare chiarezza su quel che penso era un atto dovuto. Spero che questa situazione si possa risolvere in fretta e in maniera pulita, in modo che a parlare possano essere solo il nostro lavoro e il nostro impegno a favore della collettività.

Forza M5S, sempre!

3 Replies to “Basta ambiguità. Il candidato sindaco di un’altra forza politica non può essere capogruppo del M5S!”

  1. Condivido l’articolo e, aggiungo da elettore fedele al M5S, che sarebbe opportuno raccogliere delle firme da chi ha votato il M5S (e non Baraonda Civica trentina!) e anche da altri elettori che non condividono i voltagabbana, ergo, contro i due principali traditori del popolo elettore (Filippo Degasperi e Andrea Maschio) che ho battezzato come la coppia di stilisti per la contraffazione politica dell’anno :
    Volta & Gabbana.

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