Tunnel Valvestino-Bondone: nuova interrogazione per fare chiarezza su costi, rischi e alternative

Il tunnel Valvestino-Bondone, un’opera da decine di milioni di euro che dovrebbe collegare la Val Vestino (Brescia) alle Valli Giudicarie (Trentino), continua a sollevare dubbi e perplessità. Dopo anni di incertezze e intoppi, il Movimento 5 Stelle con un’interrogazione di Paola Pollini torna a chiedere conto dello stato del progetto e delle sue implicazioni, sia economiche che ambientali.

Nel febbraio 2022, io stesso avevo presentato presentato l’ennesima interrogazione al Consiglio della Provincia Autonoma di Trento per fare luce sulle criticità emerse durante gli studi preliminari. I risultati, arrivati a gennaio 2023, avevano confermato i timori: la presenza di una falda freatica lungo il tracciato previsto avrebbe reso l’opera estremamente complessa e costosa, con il rischio di compromettere le risorse idriche della zona. Per questo, si era valutata l’ipotesi di modificare il percorso, spostando il tunnel a quote più elevate.

A distanza di tre anni, però, la situazione appare ancora in stallo. Nonostante gli aggiornamenti al progetto, non è chiaro se e quando l’opera verrà realizzata, né quali siano le intenzioni delle amministrazioni coinvolte. Intanto, i fondi del Fondo Comuni Confinanti rimangono vincolati a un’opera di dubbia utilità, mentre le strade interne della Val Vestino e dei comuni di Magasa, Capovalle e Gargnano necessitano di interventi urgenti di messa in sicurezza e ammodernamento.

Per fare chiarezza, la consigliera Paola Pollini ha depositato un’interrogazione al Presidente del Consiglio regionale della Lombardia, chiedendo:

  • Aggiornamenti sul progetto: qual è lo stato della revisione del tracciato? Quali sono i costi stimati e le intenzioni delle amministrazioni trentine e del comune di Valvestino?
  • Alternative possibili: non è il caso di valutare nuove progettualità, più rispondenti alle esigenze reali della popolazione?
  • Interventi urgenti: nell’attesa di sbloccare i fondi, è possibile destinare risorse per migliorare la viabilità interna della Val Vestino?

Un’opportunità per uno sviluppo condiviso

Nel giugno 2025 si terrà a Merano la seduta del Dreier Landtag, l’assemblea congiunta delle Diete di Trento, Bolzano e Innsbruck. Questa sede rappresenta un’occasione unica per discutere in modo approfondito di un piano strategico di sviluppo per i comuni di Magasa e Valvestino, territori che un tempo facevano parte del Tirolo storico e che ora sono invitati a partecipare ai lavori del Dreier Landtag proprio grazie a una mozione del M5S a mia firma e del collega Diego Nicolini approvata nella seduta congiunta che si è svolta a Riva del Garda nel 2023.

Invece di alimentare inutili contrapposizioni tra Trentino e Lombardia, è necessario adottare un approccio collaborativo, che superi le logiche campanilistiche e favorisca politiche lungimiranti per lo sviluppo delle comunità locali. La Provincia di Trento può e deve contribuire a questo processo, promuovendo iniziative concrete che rispondano alle esigenze reali della popolazione, senza inseguire velleitari progetti di annessione o infrastrutture faraoniche come il tunnel Valvestino-Bondone.

Un progetto costoso e rischioso

Il tunnel Valvestino-Bondone non è solo un’opera faraonica (con costi stimati tra i 60 e gli 80 milioni di euro ai quali andrebbero aggiunti i costi per la costruzione della viabilità di adduzione su versanti a dir poco impervi), ma anche potenzialmente dannosa per l’ambiente. Gli studi hanno evidenziato rischi idrogeologici significativi, con il pericolo di prosciugare le sorgenti che alimentano i comuni della zona. Inoltre, la realizzazione richiederebbe tecniche di scavo avanzate e costose, con un impatto economico non trascurabile.

Priorità alla sicurezza e alle esigenze reali

Mentre il tunnel rimane un’ipotesi lontana, le strade della Val Vestino versano in condizioni critiche. La viabilità interna è inadeguata e i collegamenti di montagna con il Trentino sono decadenti, basti pensare la strada che da Bondone sale a Bocca di Cablone. È assurdo che i fondi disponibili vengano vincolati a un’opera incerta, quando potrebbero essere utilizzati per interventi urgenti a beneficio della popolazione locale.

L’auspicio è che si continui a vigilare affinché le risorse vengano impiegate in modo intelligente e sostenibile, mettendo al primo posto la sicurezza dei cittadini. la tutela dell’ambiente e le esigenze reali per lo sviluppo locale.

2 Replies to “Tunnel Valvestino-Bondone: nuova interrogazione per fare chiarezza su costi, rischi e alternative”

  1. Buongiorno, con estrema pacatezza chiedo se siano state valutate le reali necessità di costruire un’opera così costosa ed impattante, piaccia o no, su un territorio con storia e peculiarità paesaggistiche importanti, oltre a complesse implicazioni idrogeologiche derivanti, se si si procede con quest’opera. Il paesaggio e le peculiarità territoriali cambierebbero in modo importante la realtà territoriale locale. Se la popolazione locale ne sente la vera necessità va comunque ascoltata, ma poi va anche tenuto presente che non necessariamente un’opera di questo genere possa sicuramente portare benefici particolari ai residenti locali. Forse effettivamente andrebbe considerata in primis possibilità più concreta e realizzabile in tempi brevi di adeguare e sistemare l’attuale viabilità. Per opere di più elevata caratura andrebbe preso ancora molto più tempo. Se poi la politica che si vuole è quella di rendere tutti i territori accessibili con facilità va considerato che gli stessi perderebbero poi la loro storia in breve tempo, ma chiedo inoltre, a che costi ?

  2. Buongiorno Dr. Marini,

    quando ci sono progetti che coinvolgono due Regioni, come in questo caso, è sempre un problema arrivare ad una soluzione ottimale e che accontenti entrambe le Regioni (Lombardia -Trentino. Vedasi La Valdastico. Mi pare che il costo per la realizzazione di tale tunnel, che collega la parta lombarda a quella trentina, sia notevole. Sono pienamente d’accordo con Lei Dr. Marino, di quanto descritto nell’ultimo paragrafo: Priorità alla sicurezza, in termini di strade, ecc. Gli investimenti vanno fatti a favore della popolazione e non avventurarsi in progetti faronici, come da Lei dedscritti, a lunga scadenza e con danni probabilmente importanti, che sarebbe meglio evitare.

    Cordialmente, Erika Nardon

    >

Lascia un commento