Ex macello di Rovereto. A 5 anni dall’abbattimento manca un progetto di rigenerazione urbana per San Giorgio

Nelle settimane scorse la cooperativa sociale Eris Effetto Farfalla aveva ufficialmente richiesto di utilizzare l’area dell’ex Macello per l’organizzazione di colonie estive salvo poi trovare un altro spazio per svolgere la loro attività (fortunatamente per la cooperativa). L’iniziativa, apprezzabile, solleva però nuovi quesiti circa l’utilizzo dell’area di San Giorgio a Rovereto. Il vecchio edificio venne abbattuto nell’aprile 2016, esattamente 5 anni fa. Da allora la Provincia di Trento e il Comune di Rovereto non sono stati in grado di trovare un accordo per la sua destinazione e pertanto lo stesso è rimasto chiuso e indisponibile alla cittadinanza. È la conseguenza disfunzionale di un sistema politico/istituzionale dove ci si scontra in maniera non aperta e non trasparente su visioni e progetti.

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Efficienza della pubblica amministrazione. Approvato ordine del giorno del M5S per migliorare le capacità di realizzare investimenti pubblici

Anche col Recovery Fund le risorse pubbliche da iniettare nell’economia sono limitate. Al punto in cui è arrivato il nostro Paese non possiamo più permetterci gli errori del passato mantenendo i vizi strutturali che limitano l’efficacia delle nostre politiche economiche. Per questo il M5S ha presentato e ottenuto ieri l’approvazione di un Ordine del Giorno che impegna la Provincia a verificare finalmente le ragioni che rallentano e fanno fallire molti dei piani di investimento pubblici locali, i quali spendono molto meno delle cifre teoricamente messe a loro disposizione.

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La Lombardia progetta collegamenti ciclopedonali fra Lago d’Idro, Lago di Garda e Lago di Ledro per quasi un milione e mezzo di euro, il Trentino mette i soldi e tace

Si aprono spiragli sulla messa in opera e il recupero dei collegamenti ciclopedonali tra Trentino e Lombardia. Grazie ad un’iniziativa congiunta dei portavoce pentastellati Alex Marini e Ferdinando Alberti è venuta alla luce la volontà da parte di Regione Lombardia a procedere con la sistemazione delle antiche mulattiere che si estendono fra le foreste e le montagne dell’Alto Garda, una disponibilità cui fa purtroppo da contraltare il silenzio da parte degli organi di governo trentini.

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Interramento linee elettriche? La maggioranza si dice “attenta” ma poi non mette un euro!

Promettere e non mantenere. Ecco lo stile operativo scelto dalla maggioranza provinciale in fatto di interramento delle linee elettriche. Quando vengono sollecitati i nostri governanti si dicono disponibili a valutare con attenzione le operazioni di messa a terra dei cavi dell’alta tensione ma appena si chiede loro di mettere i soldi cambiano registro e rimandano a un futuro prossimo venturo quando le risorse (per capirci, quelle del Recovery Fund) saranno già atterrate altrove…

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Ferrovia Rovereto-Riva del Garda: il M5S chiede di avviare formalmente un dibattito pubblico sui progetti premiati nel concorso di idee internazionali del 2012

Da decenni si parla della necessità di ripristinare la ferrovia Rovereto-Riva del Garda. Da decenni politici e amministratori locali promettono di procedere con la realizzazione dell’opera. Da decenni l’iter rimane congelato, quasi fosse ancorato al 1936, anno in cui il collegamento fu dismesso. Anche nel corso di questa legislatura annunci e promesse non sono mancati ma, nonostante il presidente Fugatti abbia messo nero su bianco che la tratta Vallagarina-Alto Garda è una priorità congiuntamente all’elettrificazione della ferrovia della Valsugana, la certezza di avere in mano una proposta progettuale concreta in tempi ragionevoli non è affatto da darsi per scontata, così come il cronoprogramma da seguire per decidere se archiviare definitivamente l’opera oppure se dare il via alla sua realizzazione.

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Ponti sul Caffaro: lettera alla ministra Gelmini, a questo punto per risolvere la questione è utile intervenga direttamente lo Stato

Cambiano i governi ma la faccenda dei ponti sul Caffaro resta ferma e irrisolta. I soldi pubblici per costruire il nuovo ponte, mai aperto perché gli autoarticolati faticano assai a impegnarlo, li ha messi il Fondo dei Comuni confinanti (al quale li ha dati il Trentino, il quale però demanda ogni responsabilità al Fondo in questione… perché come sappiamo tutti il Trentino non ha voce in capitolo su come vengono spesi questi soldi… vero?). La presidenza del Fondo Comuni Confinanti spetta alla Ministra per gli affari regionali e le Autonomie e con l’avvento del governo Draghi c’è un nuovo ministro in carica, Mariastella Gelmini. 

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Recupero palazzo dell’ex Pretura di Tione: l’Agenzia del Demanio

Come ricorderete, il 26 febbraio scorso avevo scritto una lettera alla Direzione dell’Agenzia Regionale del Demanio per segnalare l’iniziativa di recupero dell’edificio dell’ex Pretura di Tione da noi sostenuta e fatta propria anche da tutto il Consiglio provinciale. Sono felice di poter dire che la risposta è arrivata in tempi celeri (per la precisione 16 marzo 2021) e soprattutto che il meccanismo di rivitalizzazione dell’importante bene storico è stato finalmente avviato.

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Ex-Pretura di Tione: ecco la mia lettera al direttore dell’Agenzia del Demanio

A inizio mese, su proposta del M5S il Consiglio provinciale di Trento ha approvato la proposta di voto n. 2/XVI “Recupero dell’edificio “ex pretura” a Tione di Trento per destinarla a Comando Tenenza e Soccorso alpino della Guardia di Finanza”. Conoscendo le difficoltà di transito dei voti provenienti dalle autonomie locali e diretti a Governo e Parlamento e consapevole dell’assenza di una procedura trasparente per la loro trattazione, ho pensato di scrivere direttamente all’Agenzia del Demanio per segnalare il voto dell’Aula e per avere notizie di prima mano sulle iniziative messe in campo per il recupero dello storico edificio.

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A seguito delle sollecitazioni del M5S, la Provincia di Trento interviene per la messa in sicurezza della SP241 di Riccomassimo

In questi giorni il servizio gestione strade della Provincia si sta mettendo all’opera per mettere in sicurezza la SP241 nel tratto che va dall’abitato di Riccomassimo al confine regionale di Ponte Prise. Si tratta di un intervento atteso da fin troppo tempo che il M5S trentino ha sollecitato con forza negli ultimi anni, presentando un’interrogazione nell’aprile del 2019, quindi una proposta di ordine del giorno, inspiegabilmente bocciata dalla maggioranza, nel dicembre 2020 e infine un’altra interrogazione il 4 febbraio scorso. A forza di insistere e di fare presenti le tante criticità di quel tratto stradale, dotato di protezioni corrose dalla ruggine del tutto inadatte a garantire la sicurezza degli automobilisti, alla fine qualcosa si è mosso ai piani alti della Provincia ed è stato dato il via libera al servizio strade provinciale per interventi di sistemazione urgenti che andranno dal 15 al 26 febbraio.

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Mettere in sicurezza e verificare la tenuta del versante che costeggia la strada provinciale 241 di Riccomassimo!

Il M5S non molla la presa sul miglioramento della viabilità stradale fra il Trentino e le regioni limitrofe. Due mesi fa avevamo presentato una proposta di ordine del giorno collegata alla finanziaria provinciale che sollecitava la sistemazione della SP241 di Riccomassimo, di fatto l’unico tratto viario alternativo alla SS237 del Caffaro per chi voglia raggiungere la Provincia di Brescia dalle Valli Giudicarie. La maggioranza provinciale bocciò tutto in pratica dicendo che la SP241 non era importante. Neanche a farlo apposta, a gennaio la questione è tornata d’attualità, perché a fine gennaio una frana ha bloccato per diverse ore la strada provinciale che porta a Bagolino. Unico percorso utilizzabile? Strano a dirsi, proprio la tanto bistrattata SP241. 

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