Lago d’Idro: l’Europa chiamata a vigilare sulla tutela ambientale e la partecipazione pubblica

In questi giorni si è aperto un nuovo importante capitolo nella vicenda delle opere di regolazione del Lago d’Idro, che vede l’intervento diretto delle istituzioni europee attraverso un’interrogazione parlamentare presentata dall’europarlamentare Gaetano Pedullà.

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Lago d’Idro: le nuove opere commissionate dalla Regione Lombardia minacciano l’ecosistema lacustre

Nell’intervista rilasciata nel mese di agosto al giornalista della TgR di Trento Francesco Macaro trovate una sintesi dello stato dell’arte relativo alle nuove opere per lo svuotamento e la regolazione a fini agricoli ed idroelettrici del lago d’Idro e un grido d’allarme rispetto alla minaccia agli equilibri ecologici dell’area lacustre con particolare riferimento al biotopo di Baitoni.

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SuperEcobonus110%. Record di investimenti in Trentino: 1,8 miliardi ammessi a detrazione al 23 dicembre 2023

La destra, spalleggiata dalle élite e dalle categorie economiche che l’hanno condotta al governo a Roma come a Trento, sputa con sdegno nel piatto del SuperEcoBonus110%. Eppure l’intero sistema Paese ne ha beneficiato enormemente. La stessa misura ha infatti permesso la ripartenza tempestiva dell’economia italiana dopo la recessione causata dalla pandemia globale nonché di dare impulso alla crescita con valori decisamente più sostenuti rispetto agli altri Stati membri dell’Unione Europea. Senza considerare il perseguimento effettivo degli obiettivi della transizione ecologica.

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Bypass ferroviario di Trento. Le criticità ambientali restano irrisolte e il finanziamento europeo a valere sul PNRR salta

L’incalzare degli atti presentati dal M5S sulla circonvallazione ferroviaria di Trento che hanno accompagnato la vigorosa azione civica dei comitati locali ha portato alla luce qualche informazione ma la verità è ancora lontana.

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Vajont e Vanoi

Segue il testo di un intervento pubblicato dal quotidiano on line “Il Dolomiti” il 9 ottobre 2023

Alle 22.39 del 9 ottobre 1963 duecentosessanta milioni di metri cubi di roccia si staccano dal monte Toc, al confine tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia, e precipitano nel bacino artificiale creato dallo sbarramento del torrente Vajont. La frana causa un’onda da 50 milioni di metri cubi d’acqua, la metà dei quali superano la diga che porta lo stesso nome del corso d’acqua e si abbattono con violenza dirompente sugli abitati attorno al lago e a valle dello sbarramento. È notte quando i borghi di Frasègn, Le Spesse, Il Cristo, Pineda, Ceva, Prada, Marzana, San Martino, e la parte bassa dell’abitato di Erto vengono distrutti. Alla stessa maniera Longarone, Pirago, Rivalta, Villanova e Faè sono travolti dalla massa d’acqua, ed è impossibile per gli abitanti mettersi in salvo. È una strage. Alla mattina si contano 1910 morti, 487 dei quali di età inferiore ai 15 anni. Indagando successivamente sulle cause della tragedia si scoprirà che i versanti della vallata del torrente Vajont erano ad elevatissimo rischio idrogeologico e che ciò era noto ai progettisti e ai dirigenti della SADE, l’ente gestore della diga.

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Il M5S ottiene la convocazione di un consiglio provinciale straordinario per fare chiarezza sul bypass di Trento

Dopo una lunga e faticosa battaglia, il M5S costringe Fugatti e i suoi a riferire pubblicamente sulla situazione del bypass ferroviario e sull’impatto dei cantieri sulla città di Trento e sulla vita dei suoi abitanti.

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Il (non) senso di Gerosa per il bene pubblico

Qualche giorno fa ho ricordato alla presidente dimissionaria di ITEA Francesca Gerosa che il Consiglio Provinciale aveva chiesto per ben 2 volte che l’azienda pubblica da lei guidata rendesse noti i risultati relativi agli investimenti del Superecobonus. Risultati che, aggiungiamo noi, fanno riferimento a investimenti annunciati ma mai realizzati. 

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Bypass ferroviario ostaggio dell’amministrazione provinciale

Segue il testo del comunicato stampa della deputata del M5S Emma Pavanelli riguardo alla gestione del cantiere del bypass ferroviario di Trento da parte della giunta Fugatti:

“Ancora una volta, l’inerzia delle amministrazioni di centrodestra rischia di paralizzare la realizzazione delle infrastrutture per il territorio.

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Ponte sul Caffaro, al 6 settembre lavori ancora al palo, dovevano essere terminati a giugno!

Nel 2017, con grande impiego di risorse messe a disposizione dal Trentino, veniva ultimata la costruzione del secondo ponte sul torrente Caffaro. Nelle intenzioni avrebbe dovuto servire a snellire e velocizzare il traffico veicolare tra Lombardia e Trentino, realizzando una sorta di “rotonda asimmetrica quadrata”. In pratica il ponte in questione non è mai stato aperto per evidenti problematiche strutturali, che rallentano il traffico invece di renderlo più fluido, specie per quanto riguarda i veicoli pesanti. Inoltre in questi anni si è posto con sempre maggiore insistenza il problema del vecchio ponte sul Caffaro (datato 1906), che abbisogna di interventi di ripristino urgenti ma che rappresenta anche l’unico accesso praticabile a sud ovest tra Lombardia e Trentino. 

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Il M5S è stato la forza politica più produttiva della XVI legislatura: ecco i numeri

La XVI legislatura volge al termine. È quindi tempo di bilanci e di valutazioni, anche in vista delle elezioni del 22 ottobre prossimo. Il M5S del trentino arriva a questo appuntamento convinto di aver fatto il proprio dovere rispetto ai compiti assegnati dagli elettori. Nonostante potesse contare su un solo Consigliere provinciale, il M5S è stato di gran lunga la forza politica più produttiva sia del Consiglio provinciale che di quello regionale ed ha saputo confrontarsi proficuamente anche a livello parlamentare e di Unione Europea. 

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