Il M5S deposita emendamento per prorogare le convenzioni del Terzo Settore a fine 2022

Facendo seguito ad una propria proposta di risoluzione approvata dal Consiglio provinciale nel febbraio scorso, il M5S trentino ha presentato ieri un emendamento che se approvato consentirà di prorogare al 31 dicembre 2022 i termini delle convenzioni, degli affidamenti e dei contratti in essere per le organizzazioni che operano nel settore dei servizi socio-assistenziali, socio-sanitari, socio-educativi e della prima infanzia.

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Carta europea della disabilità: il Trentino faccia come la provincia di Bolzano

Nei giorni scorsi abbiamo depositato un’interrogazione per chiedere alla provincia di introdurre misure tecnologiche e concrete che permettano alle persone affette da disabilità di accedere con maggiore facilità ai servizi e alle agevolazioni a loro rivolte sul territorio provinciale. 

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#Superecobonus: ecco i benefici per l’edilizia popolare trentina

Nell’ultimo numero della rivista di ITEA sono stati annunciati gli interventi programmati dall’istituto di edilizia popolare della Provincia autonoma di Trento. Parliamo di potenziali interventi su 300 stabili per un totale di 1.200 alloggi. La misura ideata e proposta dal portavoce M5S in Trentino-Alto Adige Riccardo Fraccaro consente di avere benefici fiscali nell’ordine di 30 milioni ma soprattutto di migliorare l’efficienza energetica e dunque risparmi energetici, riduzione di emissioni di CO2 e dei costi in bolletta a vantaggio degli inquilini e dell’intera collettività per i prossimi decenni.

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Anche Trento attiva la convenzione con la polizia locale per tutelare i disabili che abitano nelle case ITEA

Ci sono novità interessanti riguardo alla tutela degli spazi di posteggio riservati ai disabili all’interno delle pertinenze di edilizia popolare trentina. Negli scorsi giorni è infatti arrivata la risposta della Provincia in merito a una nostra interrogazione del dicembre scorso che verteva proprio su questo tema. Come ci viene segnalato, ITEA starebbe trattando col Comune di Trento per replicare la convenzione già stipulata con il Comando di Polizia locale intercomunale dell’Alto Garda e Ledro. Si tratta di un accordo che prevede maggiori capacità d’intervento per i vigili all’interno delle pertinenze ITEA, in modo da prevenire con più efficacia fenomeni di degrado e la cura di beni pubblici. Fra i vari interventi previsti, anche più vigilanza per garantire che i posteggi a favore delle persone con disabilità non vengano occupati da chi non ne ha diritto.

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Terzo Settore. A breve audizioni su iter amministrativo per accreditamento e affidamento dei servizi socio-assistenziali

Oggi ho portato in Aula il tema dei termini per l’accreditamento e l’affidamento dei servizi socio-assistenziali con una proposta di risoluzione che se approvata come proposta avrebbe impegnato la Giunta a prorogare le scadenze a carico delle organizzazioni del terzo settore, troppo duramente impegnati nel contrasto alla pandemia per potersi dedicare anche alle pratiche burocratiche. Il Consiglio ha approvato, anche se abbiamo dovuto concordare una modifica al dispositivo, stabilendo di approfondire la questione nella commissione di riferimento. È un passo avanti rispetto a dove eravamo e quindi abbiamo accettato la proposta della giunta, anche se ovviamente avremmo preferito si agisse subito.

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Questione di civiltà. Il M5S sollecita la Provincia a tutelare i diritti dei disabili nelle case ITEA

Nelle settimane scorse abbiamo presentato una nuova interrogazione con cui sollecitiamo la Provincia a rafforzare controlli e sanzioni nei confronti di chi senza averne diritto si impadronisce dei posteggi riservati ai diversamente abili e ad estendere a tutto il Trentino la convenzione stipulata fra la polizia locale dell’Alto Garda e Ledro e ITEA per velocizzare la rimozione dei mezzi che sostano dove non dovrebbero.

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Produzioni trentine e filiera corta: il M5S propone di valorizzarle inserendole nell’elenco dei beni acquistabili con la carta d’acquisti

Per dare sostegno ai prodotti a km zero della filiera trentina servono azioni concrete. Per questo ho presentato un’interrogazione finalizzata a capire se, al di là delle parole, la giunta provinciale si sia effettivamente attivata per fare ciò che aveva promesso ai produttori trentini.

Il Covid 19 sta colpendo duramente la salute degli italiani e dei trentini e quindi anche la loro propensione al consumo, con conseguenze nefaste sulle imprese che da essa dipendono. Ad esempio Coldiretti stima che a livello nazionale i consumi extradomestici siano calati del 48% con una perdita stimata in 41 miliardi di euro complessivi sul 2020. 

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Diritto alla salute? No grazie! Anche in tempo di Covid la maggioranza si fa beffe dei cittadini

Tre indizi fanno una prova sosteneva Agatha Christie. Ecco dunque il terzo “indizio” che dimostra come ai politici nostrani non importi davvero assolutamente nulla della tutela dei diritti dei cittadini, anzi come quest’ultima dia loro addirittura fastidio. Fra i vari Ordini del Giorno che ho presentato sul Difensore Civico ce n’era uno dedicato a fare ordine riguardo alle figure di garanzia, alle loro prerogative e al loro funzionamento. Questo perché la legge risale a quasi 40 anni fa e abbisogna di aggiornamenti. La legge attuale ad esempio non prevede la figura del Garante per il Diritto alla Salute, le cui funzioni potrebbero essere tranquillamente attribuite al Difensore Civico. Siccome in maggioranza quando sentono parlare di diritti “mettono mano alla pistola” è naturalmente arrivata la bocciatura della proposta, il terzo indizio che fa la prova, appunto.

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Case di riposo. Convocare in via permanente la Commissione consiliare competente e rafforzare le comunicazioni telematiche tra ospiti e familiari

L’8 agosto scorso, con una lettera pubblica indirizzata alle istituzioni provinciali il mondo delle RSA trentine ha lanciato un appello per condividere con la politica e con l’intera cittadinanza la drammatica situazione in cui versano gli ospiti nelle case di riposo a causa dell’emergenza sanitaria Covid-19. Si tratta con tutta evidenza di una situazione che fa soffrire e incide negativamente sul benessere degli ospiti, i loro familiari, i volontari e gli operatori sanitari e socioassistenziali che lavorano in quel contesto.

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Lavoratori dei servizi socio assistenziali: l’esperienza è un valore da non mortificare!

La legge prevede più modi per diventare educatore socio-pedagogico ed educatore socio-sanitario (cioè per ottenere le qualifiche necessarie ad operare nell’ambito dei servizi socio assistenziali). Per entrambe le tipologie di lavoro non conta solo il titolo di studio (cioè la laurea) ma viene anche riconosciuto un valore all’esperienza maturata sul campo. La logica è intuitiva: se lavori da 20 anni nel sociale significa che con ogni probabilità sai svolgere i compiti che ti sono assegnati. Nel caso degli educatori socio-sanitari la legge recita che possono acquisire il titolo anche “coloro che, pur non avendo un titolo specifico, abbiano esercitato la professione di educatore per almeno trentasei mesi nel decennio 2009/2018 e si siano iscritti agli elenchi speciali ad esaurimento istituiti presso l’ordine di riferimento”. Sembra chiaro? Lo è… ma all’apparenza non per tutti. In Trentino infatti il Catalogo dei Servizi Socio Assistenziali inviato ai Consiglieri provinciali non comprende i lavoratori iscritti agli elenchi speciali a asaurimento come figure abilitate a svolgere la professione.

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