Il reddito di cittadinanza e il reddito minimo europeo

Il problema povertà non esiste solo in Italia ma riguarda tutta Europa e tutto l’Occidente. Lo dimostra ad esempio il parere d’iniziativa approvato dal Comitato economico e sociale europeo  Per una direttiva quadro europea in materia di reddito minimo” approvato lo scorso 3 marzo*. Il documento fornisce alcuni dati che dovrebbero far riflettere. Secondo le ultime rilevazioni Eurostat, 112,9 milioni di persone, pari al 22,5 % della popolazione dell’Unione Europea , risultano a rischio povertà  o di esclusione sociale. Si tratta di un numero che è sceso solo in parte rispetto al 25% della fase più acuta della crisi. Anche i dati sulla disoccupazione non sono confortanti. La disoccupazione di lunga durata che era al 2,9 % nel 2009 era arrivata al 3,4% nel 2017. Il numero di lavoratori poveri presenti nella zona euro era salito dal 7,6 % del 2006 al 9,5 % del 2016. Dati che dovrebbero far riflettere e che invece in Italia si preferisce ignorare o peggio, utilizzare per colpevolizzare le vittime di cambiamenti economici epocali del tutto avulsi dalla loro personale capacità di intervento e correzione. Continua a leggere “Il reddito di cittadinanza e il reddito minimo europeo”

Bus gratis agli over 70: pietra miliare per una rivisitazione completa del sistema di tariffazione

Il provvedimento che prevede la gratuità nell’utilizzo dei mezzi pubblici a favore dei pensionati con più di 70 anni di età è una misura di progresso sociale, e questo va affermato con onesta intellettuale prescindendo da ogni valutazione politica sulle forze che hanno presentato la norma. Continua a leggere “Bus gratis agli over 70: pietra miliare per una rivisitazione completa del sistema di tariffazione”

Aumentano precariato e profitti, urgono misure di welfare universale. Lo dice l’Europa!

I dati divulgati dalle organizzazioni sindacali trentine nei giorni scorsi delineano una situazione in rapida evoluzione per quanto concerne la precarietà lavorativa e la mancata redistribuzione delle risorse. Secondo il Nidil Cgil di Trento, nel 2018 il lavoro a chiamata è aumentato del 36,5% rispetto all’anno precedente. A fronte di un’accelerazione del processo di precarizzazione, il rapporto annuale della Cgil sull’industria trentina rimarca però l’incremento del fatturato, degli utili e del tasso di profitto del comparto industriale provinciale (salito al 13.5%). Da un lato profitti che aumentano a 2 cifre, dall’altro lavoro sempre più precario, con tutto ciò che questo comporta per i cittadini per i quali il lavoro non è più una base solida per poterci costruire sopra un progetto di vita stabile e duraturo. Numeri che testimoniano una realtà completamente disequilibrata bisognosa di interventi urgenti per essere rimessa in assetto. In questi meccanismi si inserisce e trova giustificazione la proposta di reddito di cittadinanza del M5S, la ricetta ideale per ridare un minimo di sicurezza ai lavoratori. Continua a leggere “Aumentano precariato e profitti, urgono misure di welfare universale. Lo dice l’Europa!”

Struttura sanitaria di Ala: si destini a funzioni di RSA e di lungodegenza

Riaprire l’ospedale di Ala, destinando la struttura agli anziani e alla riabilitazione dei lungodegenti. Questa la soluzione proposta dal M5S per dare una nuova speranza di sviluppo al nosocomio alense dopo che tutte le promesse dei politicanti provinciali sono andate puntualmente disattese. Continua a leggere “Struttura sanitaria di Ala: si destini a funzioni di RSA e di lungodegenza”

Punti nascita. Si facciano partire i comitati aziendali e si garantisca il diritto delle collettività locali di partecipare alle scelte

Una soluzione per evitare che chiusure come quelle dei punti nascita di Arco, Tione e Cavalese si ripetano esiste già e va solo applicata. Istituire i Comitati per i Percorsi Nascita Provinciali e Aziendali, in modo che cittadini e dipendenti della sanità possano presidiare su scelte che riguardano la loro salute e il loro lavoro. Continua a leggere “Punti nascita. Si facciano partire i comitati aziendali e si garantisca il diritto delle collettività locali di partecipare alle scelte”