Archiviazione del tunnel della Val Vestino: una scelta di buon senso

Il M5S da almeno una decina d’anni ha tenuto accesi i riflettori sulle innumerevoli criticità del progetto del tunnel che avrebbe dovuto collegare la Val Vestino con Bondone: pianificazione strategica illogica e priva di valutazioni fondate su dati reali, assenza di valutazione di impatto ambientale, stime economiche sui costi di realizzazione farlocche, mancato coinvolgimento delle comunità locali. Per dieci anni i diversi esponenti del M5S hanno predicato nel deserto per sottolineare come i 32 milioni di euro accantonati avrebbero dovuto essere spesi per progetti con valore effettivamente strategico e senso logico. Nulla di tutto ciò è accaduto. Tra annunci e comportamenti miopi si è andati avanti a testa bassa. Ma ora qualcosa è cambiato.

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Un voto di solidarietà, un dilemma di responsabilità

Nei giorni scorsi gli iscritti al Movimento 5 Stelle si sono espressi su un quesito molto chiaro: destinare fino a un milione di euro delle restituzioni dei parlamentari e dei consiglieri regionali per finanziare aiuti umanitari alla popolazione palestinese nella Striscia di Gaza, tramite l’associazione Music for Peace.

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Lago d’Idro: la Provincia di Trento si allinea ai progetti di svaso lombardi

La risposta della Giunta provinciale all’interrogazione n. 1013 della consigliera Lucia Coppola – volta a conoscere la posizione dell’esecutivo trentino rispetto alle richieste contenute nella petizione 4/XVII per la difesa del lago d’Idro – conferma che, anche per la Provincia autonoma di Trento, la procedura di VIA, condotta senza partecipazione pubblica e senza il coinvolgimento degli enti locali, è da considerarsi pienamente valida. Nessuna richiesta di invalidazione è stata avanzata, nonostante le modifiche sostanziali al progetto e le numerose criticità evidenziate da cittadini, associazioni e personalità del mondo scientifico. Nemmeno l’ipotesi di intervenire per bloccare l’appalto delle opere è stata presa in considerazione, ritenendolo “necessario” per ragioni di sicurezza idraulica.

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Ponte Caffaro: il ponte provvisorio è ormai permanente, la rotonda asimmetrica resta fantasma

A oltre un anno dall’inaugurazione del ponte Bailey al confine tra Trentino e Brescia, il bilancio è amaro: quello che doveva essere un collegamento temporaneo per permettere la ristrutturazione del vecchio ponte del 1906 sembra destinato a restare l’unica infrastruttura realmente funzionante sul fiume Caffaro. Una soluzione di emergenza che, tra ritardi, contenziosi, progettazioni bloccate e interrogazioni consiliari, si sta trasformando in una (costosa) permanenza.

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Immunità parlamentare: da scudo democratico a licenza d’insulto

L’articolo pubblicato ieri sul Fatto Quotidiano, a firma di Lorenzo Giarelli e Ilaria Proietti, potrebbe sembrare il copione di una distopia grottesca. Purtroppo, non si tratta di una provocazione letteraria, ma di una fotografia nitida del degrado morale e istituzionale in cui versa oggi la nostra classe politica.

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Il ventriloquo del potere e l’asimmetria del dibattito pubblico

Il recente post dell’architetto Beppo Toffolon sul “caso Milano” e sulle posizioni espresse da Paolo Pombeni su L’Adige (testi a pié di pagina) offre l’occasione per una riflessione che va ben oltre il merito specifico delle vicende urbanistiche milanesi. È un pretesto per interrogarsi su dinamiche più profonde che riguardano il funzionamento del dibattito pubblico, specialmente nei contesti locali.

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Contratto di Fiume sul Chiese: la verità dietro l’annuncio del presidente del BIM

Come volevasi dimostrare, la notizia diffusa dal presidente del BIM del Chiese sulla promozione di un Contratto di Fiume appare per quello che realmente è: un’operazione di facciata. L’obiettivo? Far rimbalzare qualche titolo sui giornali, offrire un’apparenza di progettualità e di attenzione al territorio laddove, nei fatti, si è assistito per anni a un immobilismo istituzionale sconcertante.

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Lago d’Idro, il prezzo della resa: dieci milioni in cambio del silenzio

Il lago d’Idro nel 2004: un incubo che potrebbe diventare nuovamente realtà

Riprendendo l’intervento del Sindaco di Idro, Aldo Armani, in occasione dell’incontro pubblico del 30 giugno scorso, ritengo sia giunto il momento di rendere conto con precisione alla cittadinanza delle cifre e delle modalità con cui gli enti locali lacustri hanno rinunciato preventivamente a ogni azione di tutela degli equilibri ecologici del lago d’Idro.

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Lago d’Idro. Contro la narrazione tossica di chi ha abbandonato la difesa del territorio

Lettera di replica all’articolo pubblicato domenica 29 giugno sul quotidiano Il T Il lago protetto da un contratto” (immagine a piè di pagina):

L’articolo “Il lago protetto da un contratto” pubblicato domenica 29 giugno sul quotidiano Il T, racconta l’avvio del percorso per un Contratto di Fiume sul Chiese come fosse una grande conquista condivisa dai territori.

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Eridio. Dal silenzio all’autocelebrazione: il cortocircuito degli amministratori locali sul lago d’Idro

Lettera di replica all’articolo pubblicato domenica 29 giugno su L’Adige Chiese, ci siamo: parte il contratto di fiume (immagine a piè di pagina):

L’articolo di Giuliano Beltrami, pubblicato su L’Adige domenica 29 giugno, ha il merito di offrire una ricostruzione cronachistica puntuale dell’incontro promosso dal Bim del Chiese sul tema del Contratto di Fiume. Tuttavia, proprio perché si limita a riportare senza contraddittorio le dichiarazioni dei sindaci e degli amministratori coinvolti, finisce per amplificare una narrazione autocelebrativa e distorta della realtà.

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