In Ufficio di Presidenza del Consiglio va in scena l’ennesimo inciucio. Azzerare tutto per rispetto verso cittadini ed Istituzioni!

Cronaca di un inciucio annunciato. Questo è il titolo che senz’altro si merita il teatrino mortificante andato in scena nei giorni scorsi in una sede istituzionale “alta” come l’Ufficio di presidenza del Consiglio provinciale di Trento, chiamato a decidere sul ricorso del suo presidente rispetto alla condanna ricevuta in primo grado dal Giudice del lavoro per il licenziamento, ritenuto illegittimo, del dipendente Walter Pruner. Le componenti di maggioranza (Walter Kaswalder e Mara Dalzocchio) e opposizione (Filippo Degasperi e Michele Dallapiccola, cui va aggiunto il dimissionario Alessandro Olivi) si sono affannate nel gattopardesco compito di dare da un lato l’impressione del conflitto ad uso elettorale e dall’altro nel far procedere concretamente le cose secondo l’indirizzo che di fatto sta benissimo a ciascuna di esse.

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Vicenda Pruner-Kaswalder, gli uffici del Consiglio non stanno garantendo la necessaria trasparenza!

Il 9 giugno scorso ho depositato una richiesta d’accesso agli atti in merito alla sentenza di condanna del presidente del Consiglio provinciale per il licenziamento illegittimo di un suo collaboratore, scelta improvvidamente avallata dall’Ufficio di presidenza del Consiglio stesso. A oggi la Segreteria Generale del Consiglio non si è ancora degnata di fornire quanto richiesto, in quello che nella migliore delle ipotesi appare come un tentativo di prendere tempo.

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Licenziamento Pruner. I responsabili presentino pubbliche scuse

Pur comprendendo le diverse posizioni che sono state espresse in assemblea delle minoranze e rispettando i diversi punti di vista in merito alle modalità di svolgimento delle funzioni istituzionali, ho confermato senza dilungarmi troppo la posizione e gli argomenti che avevo reso noti fin dall’inizio. A mio avviso sarebbe corretto che, oltre a Kaswalder, anche i componenti dell’ufficio di presidenza che hanno avallato il conferimento dell’incarico all’avvocato Zoli rassegnassero le dimissioni. Se poi volessero dimostrare buongusto potrebbero anche presentare pubbliche scuse al dipendente licenziato per motivo illecito per la condizione in cui si è trovato in questi 13 mesi. Il senso è che bisogna ridare credibilità alle Istituzioni e per farlo è necessario ammettere di aver preso sottogamba la questione dello scontro Kaswalder-Pruner e, conseguentemente, di non essere stati in grado di gestirla nell’interesse del Consiglio e dei principi costituzionali che dovrebbero richiamare l’azione politica. Continua a leggere “Licenziamento Pruner. I responsabili presentino pubbliche scuse”

Condanna Kaswalder, il presidente e il suo ufficio di presidenza si devono dimettere

Le conclusioni della sentenza con cui il Consiglio provinciale di Trento è stato condannato a risarcire un dipendente scelto per svolgere le mansioni di segretario particolare del presidente Kaswalder sono di enorme gravità. Nelle motivazioni della sentenza si parla infatti di un recesso dal contratto di lavoro dettato soltanto da un motivo illecito, ovvero Kaswalder avrebbe licenziato il dipendente solo perché questi aveva osato presenziare da osservatore esterno al congresso di un partito dal quale Kaswalder era stato precedentemente espulso.

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Le circostanze mi hanno costretto a rassegnare le dimissioni dal gruppo consiliare. Resto comunque l’unica persona titolata a rappresentare il M5S in Consiglio provinciale

Ieri pomeriggio ho rassegnato le mie dimissioni dal Gruppo consiliare del M5S di Trento. Per evitare sgradevoli fraintendimenti, specifico subito che questo non significa che io mi sia dimesso dal M5S. Al contrario, sono e resto l’unica persona che siede in Consiglio provinciale che si può esprimere a nome e per conto del M5S. Paradossalmente sono costretto a dimettermi dal gruppo che fa riferimento al nome e al simbolo del MoVimento a causa della pervicace pretesa da parte della persona che ricopre le vesti di presidente del gruppo consiliare di continuare a farne parte mantenendone pure la guida, a discapito dell’espulsione comminata dal M5S nei suoi confronti, corredata da tanto di interdizione all’utilizzo del simbolo. Continua a leggere “Le circostanze mi hanno costretto a rassegnare le dimissioni dal gruppo consiliare. Resto comunque l’unica persona titolata a rappresentare il M5S in Consiglio provinciale”