La Provincia di Trento viola il divieto di comunicazione istituzionale. Agcom la condanna e le ordina di rimuovere la comunicazione a fini elettorali

Due pesi e due misure non si possono applicare, se succede arriva la sanzione. In Trentino le sedute del Consiglio provinciale, dove trovano spazio maggioranza e opposizione, sono state oscurate con “grande solerzia” (per non dire estrema pedanteria), ancor prima dei termini previsti dalla legge. In compenso la Giunta provinciale, che ovviamente è espressione della sola maggioranza, ha utilizzato tutta la forza d’urto del proprio ufficio stampa come organo di propaganda elettorale senza alcun vincolo o freno. Questo, in sintesi, il significato che si può attribuire alla decisione presa mercoledì 16 settembre (delibera 465/20/Cons) dall’Autorità per la Garanzia nelle Comunicazioni (Agcom), con conseguente condanna dell’operato della Provincia Autonoma di Trento.

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Consiglio provinciale oscurato a causa della smania di potere dei consiglieri provinciali che si candidano alle comunali (per poi dimettersi…)

Oggi nelle stanze ovattate del Palazzo della Regione abbiamo discusso l’assestamento del bilancio del Consiglio provinciale e l’approvazione degli stanziamenti di 260 mila euro per far fronte alle spese derivanti dalla sentenza del Giudice del lavoro per licenziamento per motivo illecito del segretario particolare del Presidente del Consiglio. Argomenti direi importanti. Ebbene, a nessun cittadino è stata data la possibilità di farsene un’idea perché la maggioranza lesta lesta ha deciso di oscurare e nascondere il dibattito!

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