Paesi extra UE, mercati ad alto potenziale dimenticati dal presidente Rossi

Oggi è stato pubblicato sulle pagine del Corriere del Trentino il mio intervento che ho dovuto ridimensionare per soddisfare le esigenze giornalistiche. Segue la versione integrale del testo (immagine articolo a piè di pagina):

Come passa in fretta il tempo! Come cambiano le cose! Non più tardi di tre anni fa il presidente Rossi Ugo, si recava in “missione” in Brasile e finiva col magnificare il supporto offerto dalla Provincia alle imprese trentine che rischiavano capitali investendo risorse per sviluppare relazioni commerciali col Paese carioca. Non poteva mancare un lungo peana per la spinta propulsiva offerta da Trentino Sviluppo nonché il plauso per l’apertura di un magazzino per la logistica di concerto con Trentino Export, pensato per facilitare il trasporto delle merci che partono dalla nostra Provincia per rifornire i clienti localizzati negli Stati del Brasile meridionale, in particolare Santa Caterina, Paranà e Rio Grande do Sul, ma anche negli stati più popolosi come Sao Paulo, Rio de Janeiro e Minas Gerais. Una meraviglia, con la fiducia in chi esporta sparsa a piene mani dal festante Presidente, entusiasta (a parole) di chi si stava spendendo per dare una prospettiva internazionale all’economia trentina.

Srotolando il nastro 3 anni più avanti e arrivando ai giorni nostri alzi la mano chi si sorprende di scoprire che alle parole non hanno fatto seguito i fatti e che gli atti concreti stanno a zero. Anche peggio, perché pare proprio che le risorse investite dalla Provincia per incentivare i servizi di rappresentanza di base siano state tagliate. Le cosiddette “antenne” nei Paesi stranieri, specialmente quelli extraeuropei, figure indispensabili per consentire l’instaurazione di nuovi e proficui rapporti rapporti istituzionali e commerciali e il mantenimento di quelli esistenti non ricevono più alcun riconoscimento per il lavoro che svolgono per conto del Trentino. Di conseguenza quelli che erano i referenti che contribuivano al coordinamento e alla pianificazione strategica per creare legami tra le associazioni di categoria e per favorire l’espansione della rete commerciale delle aziende trentine sono rimasti con il cerino in mano. In questo semplice quadro è possibile apprezzare tutta la distanza che intercorre fra le parole e i fatti nella pratica di certi politici: per l’uscita propagandistica di turno coloro che si occupano della promozione dei prodotti e del brand trentino all’estero sono definiti “motivo di vanto” per la Provincia, esaurita la photo opportunity, non ci si ricorda più nemmeno che faccia abbiano e li si lascia la proprio destino. Questo è il concetto di meritocrazia che vige nella Provincia di Rossi & Co: il merito è prestare la faccia per permettere al politico di turno di fare bella figura giustificando un viaggio intercontinentale a spese del contribuente, non certo i risultati ottenuti e del beneficio portato alle aziende trentine e ai loro impiegati. Una volta finito il lavoro (occasionale, come piace tanto agli stessi politici) queste figure non servono più alla propaganda politica e quindi ci si può dimenticare che esistono e naturalmente si possono azzerare gli indennizzi per il lavoro che svolgono.

Il Brasile, 208 milioni di abitanti, è l’8º economia del mondo, produce enormi ricchezze, ha un reddito pro capite di circa 12.000 dollari anno. Non è un caso che sia uno dei mercati più importanti per le 50 maggiori corporations mondiali. Sarebbe una realtà su cui investire ma al di là della propaganda occasionale la Provincia di Trento di fatto mette a disposizione pochissime risorse per promuovere i suoi prodotti su di essa. A tal riguardo, la comparazione con le (sacrosante) somme destinate alla cooperazione internazionale per lo sviluppo nell’ambito del “Partenariato territoriale con il Brasile” stride. Investiamo risorse per aiutare le comunità in via di sviluppo ma non per aiutare le nostre imprese a stabilire relazioni commerciali con quelle dei Paesi dove queste comunità risiedono? Tutto ciò in un mercato che è sì grande ma che allo stesso tempo è difficile da penetrare a causa degli impedimenti burocratici presenti che possono essere superati solo con un adeguato supporto di persone capaci.

2016_ISPAT livello internazionalizzazione

Lasciando perdere il caso specifico, se guardiamo alla situazione generale il confronto con la Provincia gemella di Bolzano è addirittura umiliante. Non traggano in inganno i dati trimestrali appena pubblicati, indicano l’andamento congiunturale di brevissimo periodo, un assestamento che non cambia di molto la realtà determinata dai valori assoluti su export e pil. Rispetto ai cugini, il Trentino effettua investimenti pubblici in proporzione al PIL più elevati ma i risultati in termini di esportazioni favoriscono comunque Bolzano. In generale i dati del PIL evidenziano differenze strutturali e un sistema economico meno performante per Trento. Se poi guardiamo nel dettaglio scopriamo che i valori delle esportazioni sono notevolmente inferiori per il Trentino. I dati di Bankitalia del giugno 2018 presentano un quadro inequivocabile: Bolzano nel 2017 ha esportato beni e servizi per un valore di 4.791 milioni mentre Trento lo ha fatto per 3.678 milioni. In valori assoluti la provincia di Bolzano supera quella di Trento del 30%. E’ indubbio che l’export non sia l’unico fattore a fare la differenza ma rimane fondamentale per assicurare uno sviluppo sano dell’economia provinciale, pertanto va incentivata e stimolata efficacemente l’apertura delle aziende trentine ai mercati esteri. Per arrivarci servono strumenti di base e piattaforme di supporto che orientino l’azione delle imprese e che consentano di ottimizzare l’impiego delle risorse destinate all’internazionalizzazione. La promozione di prodotti e servizi avviene prima di tutto attraverso la presenza fisica di soggetti che conoscono il contesto socioeconomico del Paese in cui si vuole operare, ciò al fine di mettere in rete agenti, associazioni di categorie, consorzi di imprese, ecc. Il capitale umano in loco è un ingrediente essenziale per fornire gli input necessari e quindi per aprire nuovi canali di vendita, fornire servizi post vendita, assistenza tecnica, ricambistica e logistica alle aziende. Investirci sopra sembrerebbe scontato ma, fatti alla mano, pare che non lo sia per gli esperti che ci amministrano da oltre 20 anni.

Se vuole essere efficace ed operare nell’interesse dei trentini, l’ente pubblico deve investire sul personale competente già presente all’estero e che ha dimostrato la capacità di creare le condizioni migliori per l’insediamento aziendale e per lo sviluppo di rapporti commerciali capaci di generare ricchezza per il nostro territorio, non certo pagare costose missioni all’estero per i politici che poi finiscono solo per creare aspettative che saranno inevitabilmente deluse.

Alex Marini (M5S)
Candidato alle elezioni della Provincia autonoma di Trento 2018
https://www.facebook.com/alexmariniM5S

Immagine intervento pubblicata sul Corriere del Trentino:
20180913_raffronto con Bolzano umiliante

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