La legge sul fondo trentino di solidarietà per le famiglie dei morti sul lavoro è discriminatoria e va cambiata

La Corte d’appello di Venezia ha confermato la condanna all’imprenditore che aveva spostato il corpo di Vitali Mardari, lavoratore moldavo deceduto nei boschi di Sagron Mis mentre operava in nero per conto di una ditta di taglio piante. Dal Trentino la famiglia di Vitali Madari non riceverà alcuna compensazione. Questo perché lui non era residente in Provincia e la legge che istituisce il fondo di solidarietà per le famiglie delle vittime sul lavoro discrimina fra morti di serie A (i trentini) e morti di serie B (tutti gli altri). Sulla questione il M5S ha stilato un’interrogazione, ma per risolvere davvero il problema servirebbe un intervento da parte della giunta, la quale però non pare particolarmente interessata al tema degli infortuni e delle morti sul lavoro

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Processo Perfido fermo in attesa di trascrizioni, una vergogna dovuta al taglio delle risorse per il settore Giustizia!

È notizia di oggi che le trascrizioni telefoniche degli imputati del processo “Perfido” che avrebbero dovuto essere completate entro il 30 giugno, data poi prorogata al 15 settembre, sono a poco più della metà del totale (1.793 trascrizioni effettuate e 1.291 intercettazioni ancora da trascrivere, di queste 938 sono telefoniche e 353 ambientali). La circostanza di fatto blocca il prosieguo del processo, ed è dovuta da un lato all’ingente mole di materiale da sbobinare e tradurre e dall’altro alla scarsa disponibilità di personale qualificato disposto a svolgere questo lavoro. Il perché è presto detto, ai consulenti viene richiesto un impegno quasi totalizzante a fronte di stipendi bassissimi, ai quali può mancare persino il pagamento dei contributi Inps!

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Invece di buttare sulla strada 60 famiglie, Sait si comporti da cooperativa e torni a trattare con i lavoratori

Con la stagione fredda che si preannuncia tragica a causa degli effetti della guerra in Ucraina su costo dell’energia, inflazione e danni economici conseguenti, Sait ha deciso di “portarsi avanti”. Seguendo una prassi ormai consolidata, la cooperativa ha messo in cantiere il licenziamento di 60 persone, agendo sulla falsa riga della politica seguita negli anni passati: far pagare il costo delle proprie difficoltà gestionali ai lavoratori. Inutile sottolineare come Sait rinneghi per l’ennesima volta i principi cooperativi e mutualistici che dovrebbero animarlo. La risposta che viene fornita, pure con una certa tracotanza, è che “è il mercato, bellezza”. Da parte di Sait, quindi, nessuna vergogna nel comportarsi come una qualsiasi multinazionale. Sait come Whirlpool, con l’unica ma rilevante differenza che il mondo cooperativo ha sempre  goduto di grande riguardo e sostegno da parte di chi amministra il Trentino e mette a disposizione risorse pubbliche.

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Lavoratrici ospedale Rovereto, la politica si sbrighi a definire le linee guida della clausola sociale

La vicenda delle 27 lavoratrici della mensa dell’ospedale di Rovereto, che rischiano di vedersi decurtare lo stipendio a seguito delle decisioni della ditta subentrata nella gestione del servizio pubblico cui si fa fronte anche grazie al loro lavoro, è emblematica dei tempi nei quali viviamo: imprese che tagliano paghe da fame in barba a ogni regola, costo della vita in vertiginoso aumento e un’economia tenuta in piedi da lavoratori e piccole imprese cui si chiede di fare sacrifici mentre una politica imbelle pensa a spendere miliardi che non si hanno in armamenti.

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Solidarietà ai lavoratori della Dana, tutelare la sicurezza del lavoro in conseguenza dell’ondata di calura

La morte dell’operaio della Dana impiegato negli stabilimenti piemontesi dell’azienda e probabilmente causata dall’eccessiva calura, riporta alla ribalta la drammatica realtà delle morti sul lavoro in Italia. Nell’esprimere le proprie condoglianze ai familiari della vittima e solidarietà ai suoi colleghi di lavoro, che sono andati in sciopero di protesta, il M5S trentino chiede che venga posta la massima attenzione alle condizioni di lavoro nelle fabbriche provinciali, specie in conseguenza della perdurante e devastante ondata di calore che stiamo affrontando in questi giorni.

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Attività di giugno 2022 – Newsletter n° 44

Giugno è stato un mese caldo da tutti i punti di vista, politici e anche (purtroppo) meteorologici.

Senza girarci tanto attorno, l’evento politico che ha sconvolto giugno è stata la scissione del M5S operata dall’ex capo politico Luigi Di Maio. Penso che Di Maio abbia sbagliato perché così facendo ha deluso le aspettative e le speranze di un’intera comunità, quella degli attivisti del M5S, che hanno sempre dato tanto, anche a lui. Peggio, si intravede un disegno politico “altro” rispetto alla normale dialettica interna alle forze politiche ed è una cosa assai inquietante. Per quanto riguarda il M5S trentino però nulla cambia. In molti ci tirano per la giacchetta, cercando di spingerci da una parte o dall’altra. Per ciò che ci riguarda il punto è sempre lo stesso, se e come fare alleanze lo decideranno i nostri iscritti e lo dovranno eventualmente fare sulla base di una consonanza di programmi, se c’è, altrimenti meglio andare da soli (L’Adige). Sulla questione c’è stato molto interesse da parte della stampa (stranamente questo capita quasi solo quando ci sono problemi nel M5S… chissà come mai). Qui le mie interviste a Il Dolomiti, Trento Today e L’Adige.

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La giunta provinciale si rifiuta di sostenere lo sviluppo agro-turistico della Valle dei Laghi. Per la maggioranza il destino sono il cementificio e forse l’inceneritore

Nel corso dell’ultimo Consiglio provinciale la maggioranza ha bocciato una proposta di ordine del giorno del M5S per sostenere lo svolgimento di un’analisi multicriterio propedeutica alla definitiva adozione del Piano territoriale di comunità in una logica di sviluppo sostenibile della Valle dei Laghi.

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Clausole sociali. Maggiori tutele per i lavoratori delle imprese che si aggiudicano appalti pubblici!

Ottenute garanzie di maggior tutela per i lavoratori delle imprese che si aggiudicano appalti pubblici!

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Attività di maggio 2022 – Newsletter n° 43

Anche maggio è stato un mese che ci ha dato parecchio da fare. Fra gli eventi più notevoli, la visita della commissione antimafia in Trentino, l’ennesimo colpo di mano della maggioranza regionale, questa volta sulle modalità di gestione delle società partecipate, e la lotta per difendere lo stato di diritto nelle procedure dei referendum provinciali. Ma andiamo con ordine.

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Infortuni sul lavoro in Trentino, la giunta è inerte ma i numeri sono drammatici

Il 12 maggio i capigruppo consiliari hanno incontrato i segretari dei sindacati confederali CGIL, CISL e UIL. I rappresentanti dei lavoratori hanno chiesto alla politica trentina di intervenire con misure effettive per arginare il fenomeno degli infortuni sul lavoro. Nel dibattito che ne è seguito ho ricordato il contenuto della proposta del M5S di creare un fondo per raccogliere le sanzioni sulle violazioni in materia di sicurezza e per finanziare in maniera trasparente le politiche di prevenzione nell’ambito della sicurezza e dell’igiene sul lavoro per il quale nei mesi scorsi avevamo presentato emendamenti e un disegno di legge ad hoc (119/XVI). Ho sollecitato inoltre la Giunta a rispondere alle richieste di intervento avanzate dal sindacato e che incidentalmente erano le stesse che avevamo presentato con delle interrogazioni puntuali nell’ottobre scorso.

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