Consiglieri provinciali spiati da “amici” e compagni di partito dei loro avversari politici con accesso ai file INPS. È quanto emerge da un’inchiesta della Guardia di Finanza di Bolzano, ben raccontata dai giornalisti di Salto.bz. Stando alle ipotesi della GdF durante il Covid alcune persone vicine ad ambienti politici di destra avrebbero verificato se qualche Consigliere regionale si fosse avvalso del bonus da 600, disposto dal Governo Conte-2 a favore delle persone le cui attività erano state danneggiate dalla pandemia. I nomi di alcuni Consiglieri vennero poi girati alla stampa che li rivelò pubblicamente creando un grande scandalo.
Fra gli spiati c’era anche il consigliere provinciale del M5S Diego Nicolini, il quale non finì nell’occhio del ciclone semplicemente perché non chiese i 600 euro. Era tuttavia “sotto attenzione” degli avversari politici che avrebbero voluto gettare fango sul M5S.
«Il M5S – dichiarano i Consiglieri Alex Marini e Diego Nicolini – è favorevole alle intercettazioni quando a farle sono le autorità preposte, seguendo le corrette procedure. Scoprire che proprio gli esponenti dei partiti che vogliono eliminare le intercettazioni legali a quanto pare si avvalgono di “amici” per spiare e gettare discredito sui loro avversari politici fa capire bene quale sia il livello di ipocrisia e di pericolo che queste persone rappresentano per la Democrazia. Da un lato cercano di eliminare o indebolire le procedure che garantiscono una corretta verifica dei reati, e parlano a vanvera di “macchina del fango” ogni qual volta emergono crimini da parte di loro compagni di partito o sodali. Dall’altro non esitano un secondo ad avvalersi di ogni mezzo per spiare e cercare di distruggere mediaticamente chi non la pensa come loro, fra l’altro nel modo più vile che si possa concepire»
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È proprio gentaglia che cerca negli altri quegli scandali che sono i loro, nella loro indole, sperando sempre che possono accusare agli altri quello che in realtà sanno che gli appartiene.