Riflessioni critiche: il ruolo del M5S nella riforma statutaria e la parzialità del dibattito mediatico

Egregio Direttore Simone Casalini,

Le scrivo, innanzitutto, per riconoscere un dato di fatto: pur con le riserve che seguiranno, Il T rimane, nel panorama locale, una delle poche testate che talvolta offre spazio ai contributi esterni — un’apertura che, seppur saltuaria, merita di essere riconosciuta. Questa cortesia editoriale, tuttavia, non può e non deve impedirmi di esercitare una critica puntuale verso linee editoriali che ritengo inique e distorte, in particolare nei confronti del Movimento 5 Stelle.

Il Suo editoriale di domenica, che muove da una riflessione sulla degenerazione dei talk show per approdare, attraverso un sillogismo frettoloso, al “grillismo”, rappresenta un esempio lampante di tale distorsione.

L’associazione tra la crisi della sfera pubblica e il “grillismo” è infatti storicamente e politicamente carente: essa cancella il contesto che ha preceduto l’avvento del M5S, come se il berlusconismo – con la sua influenza mediatica, la fusione tra politica e spettacolo e l’abbassamento del livello del dibattito pubblico – non fosse mai esistito. Come se Letta, Renzi, Draghi o Meloni avessero elevato la qualità del dibattito pubblico, restituendo credibilità alla struttura dei rapporti economici e politici che dominano la politica italiana. Come se il M5S controllasse la Rai, Mediaset o il gruppo Cairo. Allo stesso modo, ignora decenni di scandali, improvvisazione e inefficienza amministrativa che hanno eroso la fiducia dei cittadini ben prima che i talk show amplificassero il malcontento popolare.

Attribuire al M5S la responsabilità della degenerazione mediatica significa confondere la conseguenza (la rabbia e la polemica amplificate dal grillismo) con la causa (la corruzione, il fallimento della classe dirigente e la mercificazione dell’informazione). È un espediente retorico che finisce per assolvere le responsabilità più profonde del sistema, inclusa, mi permetto di dire, la parzialità con cui molti organi di stampa – Il T compreso – hanno spesso interpretato ed interpretano il proprio ruolo.

Un esempio recente e rilevante di questa parzialità è la cronaca dedicata alla riforma dello Statuto di autonomia, approvata in prima deliberazione alla Camera dei Deputati. Come risulta dai resoconti parlamentari, il Movimento 5 Stelle è stato – salvo alcuni emendamenti del PD – l’unica forza politica ad aver svolto un lavoro approfondito e propositivo sia in commissione sia in aula. I deputati M5S hanno presentato un pacchetto articolato di emendamenti e ordini del giorno su temi centrali per la democrazia locale: trasparenza e pluralismo nelle commissioni paritetiche, garanzie per le minoranze politiche, referendum obbligatorio per le modifiche della legge elettorale provinciale, tutela ambientale e contrasto al “federalismo delle deroghe” ed altro ancora.

Nonostante questo impegno, che tocca i nodi essenziali della qualità democratica dell’autonomia, Il T ha ignorato completamente il contributo del M5S, limitandosi a un resoconto sommario e acritico delle posizioni dei partiti favorevoli alla riforma (Lega, Fratelli d’Italia e PD) e del Ministro Calderoli. La critica e la proposta del M5S nelle sedi istituzionali sono scomparse del tutto dal racconto giornalistico.

Comprendo che ogni quotidiano abbia una propria linea editoriale e che Il T, sin dalla sua fondazione, mostri una certa propensione a privilegiare il punto di vista del potere costituito. Tuttavia, ignorare un lavoro parlamentare di tale rilievo e, al tempo stesso, imputare al M5S la degenerazione del sistema informativo, costituisce un doppio standard grave e strumentale.

La vera causa della debolezza della nostra cultura politica non è solo la polemica dei talk show, ma la mancanza di un’informazione completa, pluralista e attenta al merito: capace di dare spazio a chi propone e critica, indipendentemente dal colore politico. Mi auguro che Il T voglia in futuro riconsiderare il proprio ruolo, restituendo dignità e visibilità a tutte le voci che contribuiscono – anche scomode – al dibattito democratico.

Con i migliori saluti,

Alex Marini – ex consigliere provinciale del M5S

* intervento pubblicato il 14 ottobre su Il T quotidiano con replica del direttore Simone Casalini. La replica è stata pubblicata e analizzata su trentino5stelle.it

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Seguono l’editoriale del direttore del quotidiano Il T pubblicata domenica 12 ottobre e l’articolo di cronaca sulla riforma dello statuto di autonomia dell’8 ottobre:

3 Replies to “Riflessioni critiche: il ruolo del M5S nella riforma statutaria e la parzialità del dibattito mediatico”

  1. Ringrazio Alex Marini per gli inciso.
    Fin troppe volte la stampa dimentica, distorce la narrazione e finisce per perdere la sua missione naturale, di rappresentare la realtà con obiettività

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