Appello pubblico ai Consiglieri della Provincia autonoma di Trento per la tutela del lago d’Idro

In coincidenza con la conclusione dell’iter della petizione sul lago d’Idro, ho ritenuto doveroso condividere anche qui, sul mio blog, l’appello che Gianluca Bordiga ed io abbiamo rivolto alle istituzioni trentine e che è stato pubblicato nei giorni scorsi sui quotidiani trentini L’Adige e Il T.

Si tratta di un testo sostenuto dall’intera Federazione del Chiese — 26 realtà sociali di tre province, tra cui l’associazione Amici della Terra Lago d’Idro e Valle Sabbia che ha promosso la petizione — che da anni lavora con competenza e ostinazione per la tutela del lago e del fiume.

Rendere pubblico questo appello significa dare continuità a un percorso partecipato e civile, e soprattutto contribuire a un dibattito informato, evitando che una battaglia collettiva venga distorta o strumentalizzata da singole forze politiche.

Spero che la sua diffusione possa aiutare chi ha a cuore il futuro del lago d’Idro a tenere alta l’attenzione proprio nel momento più delicato del percorso istituzionale.

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Gentili Consigliere e Consiglieri,

a più di un anno dal lancio della petizione — era il 28 settembre 2024 — con cui l’associazione Amici della Terra Lago d’Idro e Valsabbia ha chiesto lo stop alle nuove opere di sfruttamento idrico sul lago d’Idro, sentiamo il dovere civico di rivolgerci a voi nel momento decisivo del percorso avviato dalla Terza Commissione permanente del Consiglio provinciale di Trento.

In poche ore quella petizione raccolse oltre 500 firme, segno di una sensibilità diffusa e di un bisogno urgente di tutela del lago e del fiume Chiese. Fu l’inizio di un cammino partecipato che ha trovato ascolto nelle istituzioni: siamo stati ricevuti in audizione anche dal Consiglio regionale lombardo e, soprattutto, abbiamo potuto riscontrare un approfondimento serio, accurato e rispettoso da parte della Terza Commissione.

Particolare attenzione è stata dedicata all’ascolto della Federazione del Chiese, un soggetto unico nel suo genere, completamente no profit, che riunisce 26 formazioni sociali lungo l’intero bacino idrografico: 4 trentine, 16 bresciane e 6 mantovane. Una rappresentanza territoriale ampia, competente e radicata, che da anni tutela in modo unitario l’ecosistema del lago d’Idro e del fiume Chiese.

Non ci siamo mai presentati da soli: ogni passaggio istituzionale è stato accompagnato da decine di cittadine e cittadini che, con presenza pacifica ma determinata, hanno sostenuto le ragioni della tutela ambientale e della legalità. A testimonianza della serietà del percorso svolto, la Terza Commissione ha inoltre organizzato un sopralluogo sul lago d’Idro, visitando il biotopo di Baitoni, le aree interessate dalle nuove opere di presa e gli insediamenti turistici che rischiano di subire pesantemente gli effetti dei prelievi coatti delle acque. Un gesto istituzionale raro, che ha permesso ai consiglieri di valutare sul campo la delicatezza dell’ecosistema e la posta in gioco.

Sin dall’inizio, la nostra richiesta è sempre stata rivolta alle istituzioni nel loro insieme. Per questo, oggi, chiediamo un ultimo passo: che la Commissione completi il lavoro avviato elaborando un atto di indirizzo politico condiviso, capace di impegnare la Giunta provinciale, il Governo e il Parlamento ad adottare tutte le misure necessarie per salvaguardare, tutelare e migliorare lo stato ecologico del lago d’Idro e del fiume Chiese.

Un atto condiviso, privo di contrapposizioni inutili e di riflessi identitari, sarebbe il riconoscimento più autentico del percorso svolto finora: mesi di ascolto, di confronto, di studio e di presenza civica. Sarebbe anche un segnale forte alla popolazione trentina: la dimostrazione che, di fronte alla tutela di un bene comune fragile e prezioso, le istituzioni sanno parlare con una voce sola, al di là delle appartenenze partitiche.

Con questo appello chiediamo che la Commissione — e poi il Consiglio — possano esprimere una posizione unitaria e lungimirante, all’altezza della responsabilità istituzionale e del legame che unisce le nostre comunità al lago d’Idro e al fiume Chiese. Sarebbe il coronamento di un percorso serio e partecipato, e allo stesso tempo un punto di ancoraggio per le future iniziative di difesa interregionale di questo ecosistema, oggi più vulnerabile che mai.

Confidiamo nella vostra sensibilità, nel vostro ruolo e nella vostra capacità di visione. Il lago e il fiume chiedono protezione: noi cittadini abbiamo fatto la nostra parte. Ora attendiamo che anche le istituzioni, tutte insieme, facciano la loro.

Gianluca Bordiga – Presidente della Federazione delle associazioni del Chiese e di AdT Lago d’Idro e Valle Sabbia
Alex Marini – socio storico di AdT Lago d’Idro e Valle Sabbia

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