Nei giorni scorsi ci ha lasciato allโimprovviso il professor Gaspare Nevola, docente di scienza politica allโUniversitร di Trento. Una perdita che lascia un vuoto non solo accademico, ma anche umano e civile.
Nel mio percorso di studi a Sociologia non ebbi modo di seguirne direttamente i corsi, ma assistetti a una sua sessione dโesame. Non era una semplice interrogazione nozionistica: era un continuo stimolo al ragionamento, un esercizio di pensiero critico. Si percepiva chiaramente lโesigenza che aveva nei confronti degli studenti: non accontentarsi, andare oltre.
Molti anni dopo, nel 2017, ebbi lโoccasione di invitarlo a un convegno che organizzammo come M5S del Trentino, โIl Trentino di domaniโ. Una volta coinvolto, non si tirava indietro: sapeva scomporre ogni affermazione nei suoi elementi analitici, con rigore accademico e profonditร .
Nel 2020 ci trovammo anche su posizioni opposte, a partire da un suo intervento critico sulla piattaforma digitale Rousseau. Il suo era uno sguardo da studioso, provocatorio ma fondato; il mio quello di chi, da militante, credeva nella necessitร di sperimentare nuove forme di partecipazione. Una dialettica intensa, come รจ giusto che sia quando il confronto รจ autentico.
Ricordo perรฒ con particolare affetto un incontro casuale a Rovereto, qualche anno dopo. Mi disse: โMarini, lei รจ stato duro nella sua rispostaโ. Io quasi non ricordavo piรน quella polemica. Mi sentii persino in difetto, perchรฉ in realtร ero semplicemente contento di rivederlo.
Lโultima occasione di confronto รจ stata piรน recente, durante una giornata organizzata da AlterFestival, โViva! Giuliettoโ. Attorno a un piatto di pasta preparato da Michela Lupi (nellโimmagine insieme a noi, in una foto scattata da Alessandro Iurlaro, che era seduto al tavolo con noi), si รจ sviluppata una discussione che spaziava dalla politica alla complessitร delle relazioni umane e di potere. Da quel confronto emersero molti spunti e anche lโidea di organizzare un incontro sul tema della concentrazione del potere nellโesecutivo, a partire dalla vicenda del terzo mandato del Presidente della Provincia. Un progetto che purtroppo non riusciremo piรน a realizzare.
Rimane il ricordo di una persona esigente, intelligente, critica. E rimane quel senso di vuoto che si prova ogni volta che viene a mancare qualcuno capace di leggere la complessitร senza semplificarla. In un tempo che ne avrebbe ancora molto bisogno.


