Lago d’Idro: la Commissione europea richiama l’Italia al rispetto delle norme ambientali

Nel dicembre 2024, l’europarlamentare Gaetano Pedullà ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea per chiedere un pronunciamento sulla legittimità delle procedure seguite nella controversa vicenda delle nuove opere di presa sul Lago d’Idro. L’interrogazione, formulata a partire dal caso concreto affrontato in prima istanza dalla consigliera Paola Pollini nel Consiglio regionale lombardo, solleva dubbi sul rispetto delle direttive comunitarie in materia di informazione ambientale e partecipazione pubblica, principi fondamentali sanciti dalla Convenzione di Aarhus e recepiti nel diritto dell’Unione Europea.

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Nuove opere sul Lago d’Idro: la PAT fornisce chiarimenti tra dubbi sulla VIA e rischi ambientali

In previsione di ascoltare i promotori della petizione 4/XVII “Gestione dell’acqua del lago d’Idro”, il sostituto dirigente del dipartimento territorio, ambiente ed energia della Provincia di Trento, dirigente generale Romano Masè, ha presentato alla Terza commissione del Consiglio provinciale di Trento un quadro della situazione riguardante il nuovo progetto di prelievo d’acqua dal Lago d’Idro. Ecco i punti principali del suo intervento:

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PFAS. Aggiornamento sullo studio della contaminazione tra Condino e Storo

In seguito a una recente istanza di accesso alle informazioni ambientali, l’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente di Trento (APPA) ha fornito un importante aggiornamento sullo stato di avanzamento dello studio sulla contaminazione della falda acquifera tra Condino e Storo.

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Lago d’Idro: l’Europa chiamata a vigilare sulla tutela ambientale e la partecipazione pubblica

In questi giorni si è aperto un nuovo importante capitolo nella vicenda delle opere di regolazione del Lago d’Idro, che vede l’intervento diretto delle istituzioni europee attraverso un’interrogazione parlamentare presentata dall’europarlamentare Gaetano Pedullà.

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Lago d’Idro: mancanza di studi ecosistemici e trasparenza sotto il livello di guardia

Le nuove opere di regolazione del Lago d’Idro hanno portato alla luce diverse criticità riguardanti la gestione del procedimento di Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) e la scarsa trasparenza delle amministrazioni coinvolte. Come evidenziato nell’analisi precedente, la proroga della VIA è stata concessa senza un adeguato coinvolgimento degli enti locali e senza garantire una reale partecipazione pubblica. Questo approccio ha non solo sollevato dubbi sulla legittimità del procedimento, ma anche trascurato la necessità di approfondire gli impatti ambientali di un progetto che interessa un ecosistema complesso e fragile.

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Nuove opere di regolazione del Lago d’Idro: trasparenza e partecipazione mancata degli enti locali nella proroga della VIA

Il Lago d’Idro, un autentico gioiello naturale del nostro territorio, continua a essere teatro di controversie che intrecciano tutela ambientale e progetti infrastrutturali. L’ultima vicenda riguarda la proroga del provvedimento di Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) per nuove opere di regolazione idraulica. Questa decisione, adottata senza coinvolgere formalmente gli enti locali, solleva interrogativi sulla trasparenza e sulla rappresentanza delle comunità interessate.

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Lago d’Idro: ancora ombre sulla Valutazione di Incidenza Ambientale (VINCA)

Nel settembre scorso, la consigliera Paola Pollini ha interrogato la giunta regionale lombarda sul mancato espletamento della Valutazione di Incidenza Ambientale (VINCA) per il biotopo del Lago d’Idro, riferendosi a due contesti critici ben definiti, uno passato ed uno futuro: i prelievi coatti d’acqua effettuati nel luglio 2022 e la procedura di proroga del provvedimento di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per le nuove opere di regolazione del lago.

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Lago d’Idro e impatto delle nuove opere di regolazione: Regione Lombardia elude i principi della trasparenza e della partecipazione

L’importanza dell’equilibrio ecologico del lago d’Idro
Il lago d’Idro è un ecosistema fragile e prezioso che fornisce non solo benefici naturali ma anche risorse idriche per agricoltura, energia e sviluppo turistico. Preservare il suo equilibrio ecologico è fondamentale per la biodiversità e per garantire una convivenza sostenibile con le esigenze economiche del territorio. La gestione del lago richiede interventi attentamente pianificati, che evitino impatti negativi su flora, fauna, qualità dell’acqua e stabilità delle sponde. In questo contesto, la partecipazione della comunità e una corretta informazione sono essenziali per garantire decisioni consapevoli e sostenibili. Senza trasparenza e coinvolgimento della comunità, decisioni insostenibili rischiano di compromettere irreversibilmente questo delicato ecosistema.

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Pfas in Valle del Chiese: i dati aggiornati dei monitoraggi 2019-2024 confermano la necessità di un intervento urgente

Nei 5 anni trascorsi in Consiglio provinciale (2018-2023), non è stata ottenuta una mappatura definitiva della contaminazione da PFOS nelle falde acquifere compresa fra Condino, Storo e il lago d’Idro in Valle del Chiese. Durante il mandato, le risposte di Mario Tonina, assessore all’ambiente della scorsa legislatura, sono risultate spesso evasive ed interlocutorie rispetto all’attuazione dell’impegno contenuto nella mozione approvata dal Consiglio provinciale nel 2019 per un approfondimento scientifico insieme alle strutture del Ministero dell’Ambiente e al Centro Nazionale Ricerche (CNR). Nei fatti abbiamo assistito a un continuo rinvio dei termini per la conclusione delle indagini preliminari e di conseguenza delle decisioni per pianificare azioni risolutive o di limitazione dei rischi.

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Progetto della diga del Vanoi. Dissonanza cognitiva o palese presa in giro degli elettori?

Nella primavera del 2023, prendendo spunto dalla notizia pubblicata da Cristian Zurlo sul sito di informazione locale La Voce del NordEst, il M5S trentino apriva il dibattito in sede politica sulla controversa decisione di finanziare la progettazione della diga del Vanoi con fondi del PNRR e sulla tacita complicità della Provincia di Trento al fine favorire lo svolgimento senza intoppi delle procedure di affidamento dell’incarico progettuale.

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