Valdastico, opera preistorica e dannosa pensata per far contenti i soliti affaristi

In un’epoca storica in cui la globalizzazione, i cambiamenti climatici e l’emergenza sanitaria modificano inesorabilmente le agende e le priorità di città, Regioni e persino degli Stati, la Lega Salvini vuole accelerare la corsa oramai verosimilmente irreversibile che ci sta conducendo verso un salto nel vuoto.

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Ponti sul Caffaro, regna ancora la nebbia ma la situazione è grave e non si può più tergiversare!

Sul futuro della viabilità fra Trentino e Lombardia è ancora nebbia fitta. Durante il Consiglio provinciale di oggi ho chiesto al Presidente della Provincia di Trento a che punto fosse il confronto con le controparti lombarde in merito alla sistemazione dei ponti sul Caffaro, che come noto versano in condizioni che non si sa se definire più drammatiche o più ridicole. Sia come sia la situazione è di certo grave. Il ponte storico del 1906 appare messo malissimo mentre quello costruito nel 2017 coi soldi dei contribuenti trentini non è mai stato aperto perché gli autotreni faticano troppo a impegnarlo. Continua a leggere “Ponti sul Caffaro, regna ancora la nebbia ma la situazione è grave e non si può più tergiversare!”

Sul Caffaro si moltiplicano i ponti pagati dai cittadini. Si proceda in maniera seria, accertando le responsabilità!

Per secoli per congiungere Bagolino a Storo è bastato un solo ponte. Nel 2017, spendendo milioni di euro pubblici, ne è stato completato un secondo… ma non è mai stato aperto perché gli angoli di curvatura non funzionavano a dovere e i camion facevano troppa fatica a sterzare. 

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Dalle “Leggi per voi” alle “Leggi con voi”: in arrivo opuscolo informativo per favorire la conoscenza degli istituti di partecipazione popolare

Il 4 marzo scorso il Consiglio provinciale ha approvato all’unanimità una proposta di mozione a mia prima firma (170/XVI) per predisporre un opuscolo informativo con il fine di illustrare le modalità di attivazione e il funzionamento degli istituti di partecipazione popolare e delle figure di garanzia dei diritti fondamentali dei cittadini con particolare focus su quelli previsti a livello provinciale e locale.

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Tunnel della Valvestino: la Provincia di Trento tira dritto incurante di tutto, anche della logica.

Sul tunnel della Val Vestino, il traforo lungo circa 5 chilometri da percorrere a senso unico alternato (!) che si vorrebbe realizzare per collegare il Comune trentino di Bondone a quelli lombardi (per ora almeno) di Magasa e Valvestino è arrivata in questi giorni la risposta della Provincia ad una mia interrogazione del 25 marzo scorso. Si conferma la volontà di costruire un’opera senza che le comunità locali trentine si siano espresse, senza una seria valutazione sui costi-benefici dell’opera e senza che i Comuni lombardi coinvolti siano effettivamente passati al Trentino come hanno chiesto di fare da tempo.

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Brenner Corridor. La PAT vuol tenersi i privati nell’azionariato. La vicenda Autostrade non ha insegnato niente.

Con un annetto di ritardo ma la risposta della Provincia all’interrogazione presentata dal M5S sulla costituzione della società Brenner Corridor Spa si è alfine palesata. Il testo, che trovate sotto, è molto lungo e tecnico ma in sostanza il succo è soprattutto che si conferma il tramonto dell’ipotesi della società pubblica e al tempo stesso la volontà di tenersi i privati nella compagine societaria. Del resto si sa, far utili con un monopolio naturale come un’autostrada è DIFFICILISSIMO, per cui meglio garantire a certi potenti amici una fettina della torta tenendoseli buoni, che poi magari un domani, quando si presenterà l’occasione buona, si finirà col privatizzare del tutto e potrebbero anche essere riconoscenti. Fare gli interessi esclusivi del pubblico da parte di chi gestisce la cosa pubblica del resto sarebbe chiedere troppo… Insomma, per sintetizzare brutalmente, in Provincia di Trento la questione della gestione di Autostrade non ha insegnato proprio niente!

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Approvato il mio Ordine del Giorno per valutare di trasformare Riva del Garda in un hub per il trasporto delle persone da e per il Trentino

Realizzare un collegamento ferroviario fra Rovereto, Arco e Riva del Garda? È un’ottima idea ma solo se sarà orientato anche al servizio delle esigenze dei cittadini della “busa”  in modo da ridurre il traffico nell’Alto Garda al tempo stesso rendendo Riva del Garda un hub trasportistico di primo livello capace di convogliare e gestire arrivi e partenze da e per il Trentino, sia tramite traghetto da Lombardia e Veneto che, tramite autobus o treno,  potenziando l’accessibilità alle valli vicine, ad oggi mal servite dal trasporto pubblico. Questo il succo di una proposta di ordine del giorno che ho portato in discussione nell’ultima finanziaria provinciale ottenendone l’approvazione.

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Sostegno ai pendolari: il Consiglio provinciale approva un mio OdG per studiare il potenziamento dei treni regionali veloci

Anche in Trentino i treni regionali veloci sono un’opzione molto apprezzata da parte di chi deve muoversi per lavoro da un territorio all’altro. Le caratteristiche che li rendono appetibili rispetto ad altre opzioni di trasporto per persone su rotaia sono fondamentalmente 2. La rapidità accettabile che permette di raggiungere un capoluogo o l’altro in tempi ragionevolmente breve senza fare tutte le fermate come capita invece con i treni regionali semplici e costi dei biglietti contenuti, il tagliando di un regionale veloce ammonta infatti a circa la metà di quello che si spenderebbe prendendo una “Freccia”. Per questi motivi i treni regionali veloci sono il mezzo di trasporto preferito da tantissime persone ma pur essendo molto utilizzati essi sono anche mezzi in gran parte vetusti e bisognosi di ammodernamenti e manutenzioni, probabilmente perché si preferisce investire su altre tipologie di servizio ferroviario che garantiscono una maggiore redditività anche se sono accessibili a meno persone. Per come la vedo io vale la pena di venire incontro alle esigenze di chi lavora e utilizza questi treni aumentando il numero delle corse e migliorando la qualità del servizio offerto. Per questo ho presentato un Ordine del Giorno in finanziaria provinciale che è stato approvato e che porterà ad approfondire la possibilità che la Provincia di Trento subentri allo Stato nella gestione dei treni regionali veloci che la riguardano al tempo stesso valutando anche l’ammodernamento e la sistemazione dei vagoni che utilizzano.

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Il misterioso caso della rampa di collegamento di Pieve di Bono, mai aperta in oltre un anno dal completamento della circonvallazione…

In Valle del Chiese abbondano i misteri. Dopo quello poco gaudioso del secondo ponte sul fiume Caffaro, anche il Comune di Pieve di Bono-Prezzo può vantare la sua opera “finita ma mai aperta”. Si tratta della “rampa per la zona industriale BIC (Business Innovation Center), che a oggi risulta sbarrata. Il perché è un mistero, per l’appunto. Continua a leggere “Il misterioso caso della rampa di collegamento di Pieve di Bono, mai aperta in oltre un anno dal completamento della circonvallazione…”

Presentata una nuova interrogazione riguardo alla “rotatoria asimmetrica quadrata” sul Caffaro: per uscirne bene servono collaborazione, trasparenza e tanto olio di gomito.

Il “mistero buffo” dei ponti sul Caffaro continua a far ridere e infurirare in egual misura la popolazione che si deve confrontare con un’opera pur finita nel 2017 che però non è ancora stato possibile aprire per evidenti problemi di passaggio dei mezzi pesanti, finanziata per oltre 3,8 milioni di euro dall’ente pubblico, quindi dagli stessi cittadini (per la precisione dalla Provincia di Trento tramite l’ex “Fondo ODI”, oggi “Fondo Comuni Confinanti). Grazie ad una risposta di Regione Lombardia siamo riusciti ad entrare in possesso di notizie più esaustive sulla vicenda e il quadro che ne è uscito, come si poteva immaginare, non è roseo. Semplificando al massimo, per rendere funzionale la cosiddetta “rotatoria quadrata asimmetrica” sul Caffaro servono risorse extra che si spera di ottenere dai risparmi causati dai ribassi d’asta precedenti. Il traffico fra Trentino e Lombardia continua a scorrere sul vecchio ponte del 1906 che però abbisogna con urgenza di un allargamento e soprattutto dell’adeguamento statico e sismico. Una situazione che appare ormai surreale, sulla quale ho presentato una nuova interrogazione, anche per capire cosa sia disponibile a fare la Provincia di Trento, che tramite gli uffici competenti si è incontrata col Comune di Bagolino il 21 ottobre scorso e che, visto il ruolo ricoperto nel “Fondo Comuni Confinanti”, è l’ente che di fatto tiene in mano i cordoni della borsa.

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