Salvini e la destra, ipocriti su giustizia e lotta alla criminalità!

di Maurizio Dal Bianco, candidato M5S, Camera dei Deputati, Collegio uninominale di Rovereto e Collegio plurinominale, e Alex Marini, consigliere provinciale trentino per il M5S

Su Giustizia e lotta alla criminalità la destra italiana continua a dimostrarsi estremamente ipocrita. Un assaggio concreto di tale atteggiamento lo abbiamo avuto in questi giorni. In visita proprio in Trentino, Matteo Salvini, ha predicato l’aumento della repressione verso la bassa manovalanza criminale e il ritorno della naja per tutti (il suo socio Silvio B. invece si vanta di averla abolita… peccato menta pure lui), nel frattempo, mercoledì 7 settembre, i suoi parlamentari, assieme a quelli di tutte le altre forze politiche, si sono opposti alla richiesta del M5S di calendarizzare e approvare la norma sull’ergastolo ostativo per mafiosi e terroristi, per i quali, grazie a questa bravata “garantista” da novembre potrebbero spalancarsi le porte delle carceri. La logica di questa gente è sempre la stessa: i ladruncoli vanno puniti (e intendiamoci, se delinquono è giusto), mentre i boss e chi ruba milioni di euro, cioè in genere i mandanti e i capi dei piccoli criminali, vanno tutelati, difesi e vezzeggiati. 

In piena campagna elettorale il segretario della lega è venuto in Trentino a snocciolare il consueto repertorio di luoghi comuni, frasi fatte, mezze verità e bugie intere. Piccola criminalità e teppismo giovanile? Per lui le soluzioni sono chiare, repressione e ritorno della leva militare per “forgiare il carattere” dei giovani. Lega dura con la criminalità dunque? Dipende quale. In Senato, il M5S ha chiesto di calendarizzare e voto sull’ergastolo ostativo, in modo da impedire che boss mafiosi e terroristi escano di prigione in ossequio a una interpretazione ultra garantista fornita dalla Corte Costituzionale che ha ritenuto incostituzionali l’ergastolo e il carcere duro per i grandi criminali che non si pentono e non collaborano con la giustizia (cioè una delle pietre angolari del lavoro di Giovanni Falcone). Cos’hanno fatto le altre forze politiche, fra le quali ovviamente la lega salviniana? Hanno respinto la richiesta. A loro, che sono “garantisti” specie quando si tratta di potenti presi con le mani nel sacco, non importa nulla di far uscire i boss, anzi, per qualcuno è proprio un obiettivo!

Ecco dunque dimostrati in maniera plastica l’ipocrisia e il doppiogiochismo della lega e dei suoi sodali. Bastonate ai ladruncoli e tappeti rossi ai loro capi. Del resto tenersi buoni questi soggetti “paga”, elettoralmente parlando e, se si capita a cena con qualcuno di loro chiedendo voti, si può sempre dire di esserci finiti “a propria insaputa”.

Succede anche in Trentino, dove la lega si guarda bene dall’istituire l’osservatorio sulla criminalità organizzata, come chiesto da inizio consiliatura dal M5S, si oppone alla legge sulla confisca dei beni confiscati ai mafiosi, si rifiuta di recepire le modifiche ai piani anticorruzione suggerite da ANAC e nega financo la proliferazione delle organizzazioni criminali in Provincia.

La verità è che per lega e affini il problema sono i giovani, da reprimere e plasmare con la repressione e la militarizzazione. La piccola criminalità, che è il sintomo di interessi molto più grandi che stanno a monte, fa il gioco elettorale della lega, perché consente di sfruttare la paura e il fastidio delle persone comuni a fini elettorali, promettendo risultati che poi, guarda caso, anche quando governa la lega non arrivano mai, al massimo si sposta una piazza di spaccio da una parte all’altra della città, si arresta qualcuno, che poi esce in fretta, anche perché le carceri sono piene e la destra si oppone a costruirne di nuove, mentre i tribunali sono al collasso, sempre perché la stessa destra ha tagliato le risorse a loro disposizione, puntando a mettere in crisi il funzionamento stesso del sistema di contrasto alla criminalità. 

I fatti dicono che per questa destra, di cui la lega è parte integrante e motrice, il problema fondamentalmente è l’idea stessa che la Legge sia uguale per tutti. Come vogliono sanità, scuola e servizi “a due corsie”, cioè una per i ricchi e una per tutti gli altri, allo stesso modo bramano una Giustizia dove, se sei ricco e potente puoi fare quello che vuoi senza subire alcuna conseguenza. Se invece non appartieni al “giro giusto”, allora se sbagli vai appeso nella pubblica piazza. Non è una novità, anzi, è un’idea piuttosto antica, visto che ricalca la concezione medioevale della società, che è poi l’orizzonte comune che permea praticamente tutte le proposte della destra italiana.

Quello che serve non è la militarizzazione della gioventù (che riporta fra l’altro alla mente infausti retaggi del passato che giusto quest’anno compiono un secolo) ma investire sulla gioventù. Se un giovane sceglie di fare il militare, benissimo, ma allo stesso tempo bisogna puntare sul servizio civile, sullo sport, sulla musica e le arti e in generale proponendo iniziative che consentano ai nostri giovani di trovare risposte sane al loro disagio e di crescere come persone, non come soldati. Verso la criminalità ci vuole il pugno duro, ma a tutti i livelli, sapendo che i fenomeni criminali che tanto “disturbano” la lega altro non sono che l’effetto visibile dell’azione di chi da dietro le quinte ne comanda l’esecuzione. Questo è quello che il M5S vuole, ha cercato di fare e ha fatto da quando è nato. Altri, spacciati per “capaci & competenti” invece vogliono, hanno fatto e fanno il contrario e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

* Lettera aperta inviata ai maggiori organi di stampa del Trentino senza ottenere pubblicazione

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