Infiltrazioni criminali nel tessuto socio-economico locale. La Provincia dice no all’attivazione di percorsi partecipati e di un’assemblea civica nel comune di Lona Lases

Con le condanne comminate il 19 dicembre 2022 dal Tribunale di Trento nell’ambito del “Processo Perfido” che fanno seguito a quelle del maggio scorso, la maggioranza provinciale ha pensato bene di ricordare a tutti il suo profondo disinteresse (per non dire avversione…) verso il tema della lotta alla mafia in Trentino. Ecco allora che dal presidente Fugatti è arrivato un parere negativo, senza alcuna motivazione, alla proposta di ordine del giorno del M5S per istituire percorsi partecipativi volti a consentire ai cittadini di Lona-Lases di comprendere e risolvere le problematiche sociali alla base delle contaminazioni mafiose che paiono essere all’origine della difficoltà a formare un nuovo Consiglio comunale in quel territorio. Visti i precedenti, la bocciatura della proposta da parte di Fugatti non causa nessuna sorpresa. Lascia solo un po’ di amaro in bocca per i comportamenti tenuti da coloro i quali in teoria sarebbe lecito attendersi tutela della cittadinanza di fronte alle infiltrazioni criminali.

Come M5S abbiamo sempre portato all’evidenza le criticità rispetto alle questioni che affrontavamo ma allo stesso tempo abbiamo sempre cercato di proporre delle soluzioni, anche esplorando le innovazioni più virtuose già praticate nel resto del mondo. È quello che abbiamo fatto per Lona-Lases, avanzando una richiesta di creazione di percorso partecipativo sulla falsariga di quanto avvenuto negli anni ‘90 nella città americana di Chelsea, in Massachusset. Anche in quei luoghi, a seguito di scandali e corruzione che avevano investito la politica locale, non si riusciva a dare un governo alla municipalità. Il problema venne risolto attivando percorsi partecipativi con la cittadinanza che portarono ad una presa di coscienza dei problemi e all’avanzamento di proposte concrete per risolverli. Lo stesso si potrebbe fare a Lona-Lases, affiancando simili percorsi all’attività del Commissario Alberto Francini, in modo da stimolare efficacemente la coesione sociale della popolazione. Purtroppo si tratta di questioni eccessivamente arcane e incomprensibili per i fan nostrani dell’uomo (o della donna…) solo al comando. Ecco quindi spiegato come mai hanno bocciato tutto senza nemmeno darsi la briga di fornire un perché. Resta il fatto che, a parte qualche comparsata e qualche promessa gettata al vento formando comitati della cui azione poco o nulla si sa e si potrà sapere, in termini di azioni contro le infiltrazioni mafiose in Trentino, questa giunta sia gravemente deficitaria, quasi che per loro l’idea di dover combattere la criminalità sia più un fastidio che altro.

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Proposta di ordine del giorno n.21/166-167-168/XVI del 14 dicembre 2022 “Avvalersi di facilitatori professionisti per attivare un processo partecipato all’interno della comunità di Lona Lases” collegata ai disegni di legge n. 166/XVI “Legge collegata alla manovra di bilancio provinciale 2023”, n. 167 “Legge di stabilità provinciale 2023” e 168 ”Bilancio di previsione della Provincia autonoma di Trento per gli esercizi finanziari 2023 – 2025” – Bocciata il 16 dicembre 2022

Nel mese di novembre 2022 si sarebbero dovute tenere le elezioni comunali a Lona Lases, tuttavia ciò non è stato possibile, in quanto, per la terza volta consecutiva, non si è presentata nessuna lista entro il termine congruo, ovvero l’11 ottobre (Perché Lona Lases resterà (ancora) senza un sindaco – TGR Trento, 11 ottobre 2022); 

l’ultimo sindaco del Comune cembrano si è dimesso nel maggio 2021 e nelle due successive tornate elettorali non vi sono stati altri candidati. Da allora, il Comune è stato guidato dal commissario Federico Secchi, il quale è stato formalmente nominato il 14 giugno 2021;

in una conferenza stampa tenutasi il 18 novembre 2022, il presidente della Provincia Fugatti ha annunciato che l’ex questore di Trento Alberto Francini, ora in stato di quiescenza, sarebbe stato nominato commissario del comune di Lona Lases (Lona Lases: Alberto Francini sarà il nuovo commissario – Comunicato 3583 della Provincia autonoma di Trento, 18 novembre 2022);

il passaggio di consegne tra Secchi e Francini è avvenuto mercoledì 23 novembre (Lona Lases, al neo-commissario Francini la fascia tricolore consegnata da Secchi – Comunicato 3641 della Provincia autonoma di Trento, 23 novembre 2022);

la mancata presentazione di una lista in ben tre occasioni consecutive è plausibilmente da ricondursi a un clima di sfiducia sociale che si è sviluppato nel corso degli ultimi decenni a causa degli effetti di un sistema di gestione del potere e delle attività economiche a sua volta influenzato da presunte infiltrazioni criminali, le quali, con buona probabilità, hanno compromesso anche le relazioni sociali e la coesione delle famiglie all’interno della comunità, fino a creare un diffuso clima di omertà, così come riportato in una recente sentenza del Tribunale di Trento (vedasi a tal riguardo l’interrogazione 3737/XVI del 22 maggio 2022). Evidentemente, di fronte a una simile situazione di apatia nei rapporti sociali, anche il commissario più qualificato può trovarsi in condizione di difficoltà a ripristinare il normale andamento dell’attività politico-amministrativa della comunità;

in un articolo di William Claiborne pubblicato sul Washington Post nel 1994 veniva illustrato il caso della città di Chelsea nel Massachussets il quale aveva avuto un grande impatto nell’opinione pubblica americana sul finire del secolo scorso. Le cronache giornalistiche di allora, basate su scandali che avevano portato agli arresti di due ex sindaci della città, avevano disvelato un sistema di cattiva gestione, di privazione dei diritti civili e di alienazione dal governo dove la partecipazione pubblica era ai minimi termini. Chelsea era un città sull’orlo del fallimento dove la fiducia sociale era stata azzerata e un’atmosfera di rabbia e di divisione sembrava permeare l’intera comunità. Nonostante ciò, contro ogni aspettativa, grazie a una rinnovata gestione amministrativa e a un processo di rilancio civico condotto da una società di facilitazione del settore pubblico, la città si era gradualmente riscattata riscrivendo le regole statutarie e promuovendo un nuovo piano di investimenti nelle infrastrutture e nei servizi pubblici riavvicinando al contempo la cittadinanza alla gestione degli affari della collettività locale (Bringing a battered city back from the brink – The Washington Post, 7 settembre 1994);

negli anni scorsi l’esperienza di riscatto civile della città di Chelsea era stata sintetizzata in un capitolo di una pubblicazione ricognitiva dei casi di maggior successo a livello globale nell’ambito della partecipazione popolare dal basso e dei processi deliberativi curato da un cittadino attivo residente in Trentino (Democrazia dei cittadini di Paolo Michelotto, 2008);

nel capitolo 10 “Il nuovo statuto di Chelsea (USA)”, l’autore racconta che nel 1993 la città di Chelsea era commissariata da tre anni a causa di una serie di fenomeni: corruzione dei funzionari comunali; vigili del fuoco che appiccavano incendi per ottenere tangenti sui premi assicurativi; racket delle tangenti; club con gioco d’azzardo; ultimi tre sindaci arrestati o con problemi con la giustizia;

nel 1991 Lewis H. Spence venne nominato commissario dal governatore del Massachusetts e, uno dei compiti richiesti dal governo statale prima della scadenza del mandato, fu la scrittura di un nuovo statuto della città. Le strade da intraprendere potevano essere due: o affidare la redazione dello statuto ad un esperto, come aveva deciso di fare il suo predecessore spendendo 10.000 dollari, oppure far scrivere e approvare lo statuto ai cittadini, visto che i cittadini stessi avrebbero dovuto farlo rispettare. Spence decise di intraprendere la seconda strada, anche se la città, a prima vista, non era esattamente l’esempio perfetto per svolgere un esperimento sociale di questo tipo;

Chelsea infatti era un centro di 28.000 abitanti vicino a Boston, che era sempre servito come primo insediamento per gli immigrati. C’erano polacchi, ucraini, russi, ebrei. Nel 1995 il 40% della popolazione era di origine latino americana, il 15% erano asiatici. Chi era rimasto in città aveva un sentimento di inferiorità in quanto chi aveva avuto successo economico si era spostato a Boston. Inoltre, molti dei residenti provenivano da paesi non democratici e quindi subivano con rassegnazione la corruzione ed il malfunzionamento dei servizi;

Susan Podziba, esperta di mediazione pubblica, e Roberta Miller, esperta di partecipazione e di coinvolgimento dei cittadini, presentarono un progetto al commissario ed ottennero l’incarico di riscrivere lo statuto cittadino. Uno dei punti qualificanti del progetto fu il coinvolgimento delle associazioni già esistenti presso i luoghi dove la gente già si ritrovava spontaneamente, si discuteva e si formavano opinioni come i bar, i club, le sedi associazioni e le tv, le radio e i giornali. I redattori dello Statuto dovevano andare dunque dove si trovavano i cittadini e non convocare riunioni sullo statuto aspettando che questi venissero;

dall’analisi dell’esperienza di Chelsea emerge come un concetto chiave della mediazione dei conflitti nelle politiche pubbliche sia quello di far incontrare e discutere tra di loro tutte le parti in causa affinché elaborino soluzioni condivise. L’assunto di base è che tutte le persone che vivono in prima persona un certo problema, hanno una buona conoscenza di esso e delle idee per risolverlo. Un elemento fondamentale è un clima di cooperazione e di ricerca della soluzione congiunta dei problemi;

il processo di riscatto della città di Chelsea è stato supportato e documentato nel corso degli anni da Podziba Policy Mediation, un’organizzazione fondata da Susan Podziba & Associates nel 1990, avente sede a Brookline nel Massachusetts che basa la propria attività sulle teorie di mediazione e negoziazione sviluppate presso il Dipartimento di studi urbani e pianificazione del Massachusetts Institute of Technology (MIT) e sul Programma di negoziazione presso la Harvard Law School (Chelsea Charter Consensus Process – sito www.podziba.com);

la comparazione tra il caso di Chelsea e quello di Lona Lases presenta alcune analogie. Il caso americano tuttavia dimostra come attraverso pratiche virtuose volte alla rigenerazione del capitale sociale, che si spingano oltre il mero ripristino di procedure formali per l’affidamento e l’esercizio del potere, siano la strada da percorrere per riportare la fiducia nella comunità e ridare la speranza di un futuro di convivenza civile attiva. Nonostante l’oggettivo degrado sociale, la comunità di Chelsea, seguendo un percorso partecipativo supportato da facilitatori professionisti per ricostruire il proprio vissuto e per definire una nuova prospettiva di sviluppo, è riuscita a riprendere il cammino del progresso civile ma anche a ripristinare le funzionalità istituzionali e la partecipazione dei cittadini nella gestione degli affari della comunità locale. Con i dovuti adeguamenti del caso è pacifico che il percorso progettato e realizzato nella città di Chelsea è certamente replicabile anche in una realtà come quella di Lona Lases;

infine, a Lona Lases, oltre all’attivazione di un percorso partecipato per riattivare i meccanismi della coesione sociale sarebbe auspicabile coinvolgere la cittadinanza nella gestione amministrativa attualmente condotta dal commissario Francini. Nell’impossibilità di eleggere un consiglio comunale a causa della disponibilità di un numero insufficiente di candidati per la composizione di almeno una lista, si potrebbe costituire un’assemblea civica, ispirandosi al modello proposto con il disegno di legge 32/XVI del 19 ottobre 2020 trattato dal Consiglio regionale del Trentino-Adige nel corso della presente legislatura e rispetto al quale si sono già espressi esperti ed accademici riconoscendone la validità e le molteplici possibili applicazioni così come sperimentato in numerose iniziative promosse a livello internazionale;

tutto ciò premesso, il Consiglio impegna la Giunta

  1. ad utilizzare le risorse per avvalersi di facilitatori professionisti al fine di attivare un processo partecipato all’interno della comunità di Lona Lases volto a stimolare l’elaborazione degli elementi relativi ai rilevamenti antropologico-culturali e al tessuto socio-economico emersi dai report giornalistici e dagli atti processuali dei filoni dell’inchiesta Perfido e favorire un percorso di analisi e di comprensione collettiva volto a perseguire la riconciliazione fra le parti e la ricostruzione della coesione sociale;
  2. ad utilizzare le risorse per costituire un’assemblea civica costituita da membri estratti a sorte tra i maggiorenni iscritti ai registri anagrafici del Comune di Lona Lases al fine di supportare ed accompagnare il commissario Francini nello svolgimento delle funzioni amministrative e di indirizzo politico.

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