AMR di Rovereto: la Provincia faccia sentire la sua voce in merito al destino dei lavoratori

A dicembre il M5S Trentino aveva chiesto spiegazioni riguardo alla trasformazione dell’azienda speciale di Rovereto AMR in società a responsabilità limitata in previsione nel mese di giugno (interrogazione 126/XVI), una scelta che paventavamo avrebbe potuto causare l’interruzione della fornitura di servizi pubblici a beneficio di tutti e pregiudicare la stabilità lavorativa del personale dipendente. A oggi la Provincia Autonoma di Trento non ha ancora risposto. E mentre a Trento ci si prende tutto il tempo che serve (e anche qualcosa di più) a Rovereto viene firmato un accordo che permette lo sforamento del 20% dei contratti stagionali rispetto alla forza lavoro che opera a tempo indeterminato, in quello che appare come un passo deciso verso la precarizzazione del lavoro in AMR.

Questi fatti uniti alle mancate risposte da parte dell’assessore competente forniscono uno scenario men che tranquillizzante riguardo alle future sorti dell’azienda roveretana. Il disinteresse, o forse la connivenza col progetto di trasformazione in società di capitali, dimostrato dall’amministrazione provinciale lascia i lavoratori di AMR in una condizione di oggettiva debolezza, alla mercé della dirigenza aziendale e dei vertici di associazioni sindacali che però in AMR non risultano affatto rappresentative. Di fatto, ad oggi, salvo alcune vaghe promesse politiche, non ci sono certezze nemmeno per gli attuali dipendenti AMR che dovranno passare dalla municipalizzata alla Srl di futura costituzione. Nessuna certezza nemmeno sul contratto di gestione degli impianti che sta gestendo il personale di AMR.

Il nostro auspicio è che la Provincia Autonoma di Trento esca dal suo torpore, più o meno autoindotto, e faccia sentire la sua voce in merito al destino di AMR e dei suoi lavoratori PRIMA che si proceda con lo stravolgimento degli attuali assetti societari e dei relativi regimi occupazionali e contrattuali.

Alex Marini e Filippo Degasperi

Testo integrale dell’interrogazione 126/XVI del 20 dicembre 2019 “Ridefinizione dell’assetto societario dell’Azienda Multiservizi Rovereto e relative ricadute occupazionali”

L’Azienda Multiservizi Rovereto, in sigla A.M.R., è un’azienda speciale del Comune di Rovereto costituita nel 1998 per lo svolgimento, nell’ambito e nel rispetto degli indirizzi stabiliti dal Consiglio stesso, delle attività di promozione della “salute” e del “benessere” come fondamentale diritto dell’individuo e nell’interesse della collettività;

al 31.12.2017 AMR impiegava n.57 dipendenti (di cui n.1 direttore generale e n.6 amministrativi) al fine di gestire servizi affidati dal Comune di Rovereto: farmacie (22 dipendenti), parcheggi (8 dipendenti), impianti sportivi (15 dipendenti) e cimiteri (5 dipendenti);

con deliberazione del Consiglio comunale n. 59 di data 29.09.2015, il Comune ha affidato all’Azienda l’attuazione del progetto straordinario di sostegno all’occupazione, progetto finalizzato a realizzare nuove opportunità lavorative temporanee a favore di cittadini disoccupati e in difficoltà economica, da impiegare in attività e servizi diversificati di interesse pubblico. Il Progetto è stato rinnovato anche per gli esercizi 2016, 2017 e da ultimo (deliberazione 04.04.2018 n. 16) per il triennio 2018-2020. Il progetto ha visto, nel 2018, l’impiego di circa 30 unità (con contratto a tempo determinato, part-time);

al 31.12.2017 il costo complessivo del personale su base annua era di 2.356.306,44 € (di cui 1,865 mln di Eur per personale a tempo indeterminato, 0,423 mln di Eur di personale a tempo determinato e 0,066 mln di Eur per retribuzioni per convenzione ex LP 32/90 / Lavoro in somministrazione);

con deliberazione del 13.12.18 n.67 avente ad oggetto Azienda Multiservizi Rovereto – Trasformazione Societaria – Atto di indirizzo strategico” il Consiglio comunale di Rovereto ha incaricato la Giunta comunale di formulare il seguente atto di indirizzo:

a)avviare la trasformazione dell’attuale assetto di A.M.R. da Azienda speciale del Comune di Rovereto in società di capitali, srl controllata o in house, tenendo conto dell’eventualità di un possibile ampliamento delle attività, quali ad esempio gestione immobiliare e gestione del verde pubblico, rispetto alle attività attualmente svolte da AMR, ampliamento che sarà in ogni caso oggetto di discussione all’interno del consiglio comunale in una seduta a ciò dedicata da tenersi entro il febbraio 2019, e tenendo conto altresì della necessità di aumentare l’efficienza operativa dell’attuale A.M.R e di poter consentire un’estensione dell’attività societaria anche ad un contesto territoriale più ampio;

una delle motivazioni addotte dal Consiglio comunale per l’approvazione della suddetta delibera è il presunto miglioramento dell’efficienza gestionale che deriverebbe dal nuovo assetto societario, il quale permetterebbe una chiara ripartizione di compiti e competenze, con la conseguente assunzione di precise responsabilità (a cui sono legate specifiche sanzioni), e consentirebbe perfino l’ampliamento dei servizi da affidare alla (ex azienda speciale trasformata in) società in-house;

nelle delibera non è riscontrabile alcun riferimento al mantenimento dei livelli occupazionali attualmente garantiti nell’azienda speciale AMR, né nelle premesse né nell’atto di indirizzo con cui è stata incaricata la Giunta di elaborare il progetto di trasformazione dell’azienda speciale in società di capitali, srl controllato o in house. Tale mancanza risulta paradossale in quanto fino ad oggi l’azienda oltre ad occupare personale in pianta stabile e personale del Progettone (quindi a carico della PAT), aveva tra i propri scopi anche quello di attuare, per conto del comune, il progetto finalizzato a realizzare nuove opportunità lavorative temporanee a favore di cittadini disoccupati e in difficoltà economica;

con l’approvazione della delibera in oggetto non è stato previsto alcun impegno affinché la trasformazione societaria garantisca gli attuali livelli occupazionali e contrattuali nonchè la permanenza dell’attuale organico lavorativo. Se da un lato si persegue un presunto efficientamento gestionale e un’espansione dei servizi, dall’altra si paventa, invece, un futuro di incertezza lavorativa, precarietà e debolezza salariale a chi è attualmente impiegato presso l’AMR con potenziali incremento dei costi sociali, abbassamento della qualità dei servizi attualmente erogati e riduzione dei livelli di accessibilità da parte della cittadinanza ai servizi erogati oggigiorno

Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per conoscere

  1. se sia a conoscenza dei fatti illustrati nelle premesse e se intenda valutare interventi per assicurare che il nuovo assetto societario siano assicurati gli attuali livelli occupazionali e contrattuali nonchè la permanenza dell’attuale organico lavorativo

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