Rapporti con la UE: la Provincia di Trento può e deve fare molto di più

Lo scorso 7 aprile il Consiglio provinciale ha approvato la mozione n. 141/XVIRapporti internazionali e con l’Unione europea“. In sostanza il Consiglio ha dato mandato al presidente Kaswalder di “valorizzare” presso il Consiglio il lavoro svolto dalla Quinta Commissione permanente, in merito alle tematiche dei rapporti internazionali e con l’Unione europea. In secondo luogo è stato dato mandato alla Commissione stessa di proseguire la propria attività sempre rispetto a rapporti internazionali e con la UE. 

Come si vede si tratta di impegni piuttosto generici e per certi versi quasi scontati. In linea di principio infatti il presidente del Consiglio dovrebbe valorizzare il lavoro di tutte le Commissioni presso il Consiglio medesimo ed è ovvio che una commissione debba continuare a svolgere i compiti assegnati fino al termine del proprio mandato.

Sono dell’opinione che coi tempi che corrono il tema del rapporto con l’Europa sia quanto mai decisivo e al tempo stesso sia troppo vasto e multidisciplinare per caricarlo solo su una singola commissione. Una soluzione intelligente potrebbe essere quella di far gestire a ciascuna commissione permanente i riflessi europei connessi alle competenze e alle tematiche inerenti al proprio specifico mandato. Che senso avrebbe ad esempio investire la Quinta commissione (o la Commissione Europa, qualora fosse costituita) di trattare una procedura di infrazione riguardante le concessioni idroelettriche se poi la risoluzione della problematica fosse demandata a provvedimenti legislativi esaminati dalla Terza commissione la quale ha la competenza in materia di energia? Per quanto mi riguarda penso bisognerebbe ripartire le informazioni relative all’UE sulle singole commissioni consiliari affinché le stesse possano elaborare delle proposte e degli impegni di lavoro per le materie di propria competenza. Questa ripartizione potrebbe essere attuata introducendo un tavolo tecnico di coordinamento costituito dai presidenti e dai vicepresidenti delle varie commissioni consiliari.

Va inoltre ricordato che in passato il rapporto tra Consiglio provinciale e Comitato europeo delle Regioni era gestito in maniera attiva da un consigliere provinciale trentino (nel caso specifico il consigliere Roberto Bombarda, quale membro supplente della delegazione italiana) che lavorava parallelamente al componente effettivo sudtirolese (nel caso specifico l’ex presidente Durnwalder). Oggi la Provincia non esprime nemmeno un proprio rappresentante all’interno della delegazione italiana presso il Comitato europeo delle Regioni, mentre il rappresentante per la Provincia di Bolzano Arno Kompatscher non pare essere particolarmente attivo. La relazione tra Provincia di Trento e Comitato europeo delle Regioni andrebbe ristabilita definendo in maniera chiara le modalità di gestione del rapporto politico e possibilmente attivandosi affinché la Provincia di Trento abbia un proprio rappresentante, in qualità di membro effettivo (facendo rispettare il principio dell’alternanza con la Provincia di Bolzano) o almeno di membro supplente.

Andrebbe assicurata anche una successione temporale e logica nell’analizzare la comunicazione sul programma di lavoro della Commissione europea e la relazione informativa del presidente della provincia sull’attività della Provincia nell’ambito dell’Unione Europea, rapporti interregionali e cooperazione territoriale, al fine di approvare la risoluzione di indirizzo nella sessione consiliare dedicata all’Unione europea che consideri certo la prospettiva della Commissione europea ma anche il lavoro svolto dalla Provincia. Ad oggi le procedure sono piuttosto illogiche: il 19 ottobre 2021 è stata adottata la comunicazione della Commissione europea per l’anno 2022; l’11 gennaio 2022 si sono svolte le audizioni in Quinta commissione sul programma  mentre la relazione del Presidente della Provincia per l’anno 2021 ci è stata consegnata il 15 febbraio 2022 solo dopo aver svolto le audizioni e dopo che la bozza di proposta di risoluzione sull’esame del programma di lavoro della Commissione europea per il 2022 era già stata elaborata.

Come ho spiegato in Aula ci sono tantissimi margini di intervento e di miglioramento rispetto alla politica europea perseguibile a livello trentino. Per un approfondimento dettagliato vi rimando al video qui sotto che riporta integralmente il mio intervento sulla questione.

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