La risposta della Giunta provinciale all’interrogazione n. 1013 della consigliera Lucia Coppola – volta a conoscere la posizione dell’esecutivo trentino rispetto alle richieste contenute nella petizione 4/XVII per la difesa del lago d’Idro – conferma che, anche per la Provincia autonoma di Trento, la procedura di VIA, condotta senza partecipazione pubblica e senza il coinvolgimento degli enti locali, è da considerarsi pienamente valida. Nessuna richiesta di invalidazione è stata avanzata, nonostante le modifiche sostanziali al progetto e le numerose criticità evidenziate da cittadini, associazioni e personalità del mondo scientifico. Nemmeno l’ipotesi di intervenire per bloccare l’appalto delle opere è stata presa in considerazione, ritenendolo “necessario” per ragioni di sicurezza idraulica.
A poco vale la trattazione in corso della petizione 4/XVII da parte della Terza commissione permanente: appare inverosimile che la maggioranza decida di opporsi alla linea dell’assessore all’urbanistica, energia, trasporti, sport e aree protette Mattia Gottardi. Per la Provincia è sufficiente affidarsi ai monitoraggi, affidati al Muse – presieduto dall’ex assessore regionale lombardo Stefano Bruno Galli (2013-2023) – e al Museo Civico di Rovereto su incarico dell’Agenzia Interregionale per il fiume Po (AiPO), soggetto attuatore del progetto. Non viene messo in discussione l’Accordo di Programma che, in cambio di fondi FESR, ha vincolato i Comuni rivieraschi a rinunciare a qualsiasi azione di controllo o opposizione: una clausola che ha trasformato gran parte degli enti locali in spettatori silenziosi, con la sola eccezione virtuosa del Comune di Idro, unico a non sacrificare il proprio ruolo istituzionale sull’altare degli interessi irrigui e costruttivi lombardi.
Il via libera della Provincia di Trento spalanca così la strada a interventi che permetteranno di aumentare l’escursione del lago fino a 3,25 metri, con potenziali effetti devastanti sull’ecosistema, sul turismo e sulla stabilità delle rive. È implicito che il lago d’Idro venga considerato un bene sacrificabile, relegato in un’area periferica priva di una rappresentanza politica significativa. Sotto il profilo turistico è stato storicamente trattato come “figlio di un dio minore” rispetto a località in grado di attrarre milioni di visitatori come il Garda o Madonna di Campiglio.
La battaglia per il lago d’Idro continua in Europa
La tutela del lago d’Idro prosegue ora in sede europea, dove è aperta la petizione che chiede una nuova valutazione ambientale aggiornata, trasparente e partecipata. Il testo, da presentare al Parlamento Europeo, sollecita la verifica della legittimità delle proroghe della VIA, la valutazione dell’impatto sullo stato ecologico del lago e del “Biotopo di Baitoni” e il blocco di un’opera che, anziché prevenire il deterioramento degli ecosistemi, rischia di comprometterli definitivamente. La Commissione Europea era già stata investita della questione con interrogazioni europarlamentari, ma ora la petizione mira a un’azione diretta: serve un sostegno diffuso per dare forza alla richiesta di un riesame vero, aperto e fondato su dati aggiornati.
Un’ottima occasione per firmare e sostenere la petizione sarà domenica 17 agosto alle ore 9:00 a Idro, in occasione della Corsa per la Vita 8a – edizione: un momento di sport, comunità e impegno civile per ribadire che il futuro del lago ci riguarda tutti.


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