Inquinamento da PFAS nel Trentino sudoccidentale: si brancola ancora nel buio!

Nel dicembre scorso il M5S ha depositato un’interrogazione per fare il punto sulla situazione ormai annosa della contaminazione da PFAS della falda acquifera che corre da Borgo Chiese al Lago d’Idro, nel Trentino sudoccidentale. La risposta dell’assessore Tonina è arrivata in questi giorni. Detto in parole povere, l’attività di verifica prosegue, certezze non ce ne sono e le istituzioni sono in ritardo clamoroso anche se si parla di una situazione potenzialmente molto pericolosa per la salute dei cittadini.

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Eco-ristorazione. Approvata proposta del M5S coinvolgere gli agricoltori per la definizione e l’aggiornamento dei disciplinari del marchio eco-ristorazione

Ormai da anni il trentino possiede un marchio che garantisce l’alta qualità e la sostenibilità dei prodotti proposti nei locali che se ne possono fregiare: si tratta del marchio eco-ristorazione, che, su proposta del M5S, di recente si è deciso di ampliare e migliorare coinvolgendo agricoltori e istituti alberghieri nell’aggiornamento del suo disciplinare, in modo da renderlo sempre più integrato nel sistema trentino, accrescendone le potenzialità.

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Prelievi coatti dal Lago d’Idro e salute del suo biotopo: ci avevamo visto giusto

La scorsa estate il M5S trentino aveva denunciato (con dovizia di prove fotografiche) l’abbassamento del livello del Lago d’Idro e le pesantissime conseguenze che questa decisione aveva avuto sul biotopo sito nel Comune di Bondone. Di recente la Provincia di Trento ha risposto a una nostra interrogazione (3870/XVI) specificando di aver provveduto essa stessa a contestare le decisioni sull’abbassamento dei livelli dell’Eridio, ritenendola illegittima. Siamo ovviamente soddisfatti che ciò sia avvenuto, anche perché si deve smettere di considerare i bacini montani come serbatoi al servizio di modelli di agricoltura assolutamente insostenibili alla luce della crisi climatica.

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Promozione interregionale del Lago d’Idro: alla maggioranza non interessa ma preferisce non dirlo

Quanto a mezze risposte, giri di parole, rimandi vuoti e prese in giro la maggioranza che guida la Provincia di Trento dimostra spesso un’abilità non comune. Un esempio? La risposta fornita ad una nostra interrogazione dello scorso luglio.

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Per le questioni del lago d’Idro lo sport preferito resta lo scaricabarile

A seguire il testo di un Comunicato Stampa a firma del Consigliere regionale lombardo Ferdinando Alberti e del sottoscritto, inviato agli organi di stampa in data 11 ottobre 2021 e riguardante la scarsissima attenzione che le autorità lombarde (ma anche trentine…) dedicano all’Eridio.

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Sulle numerose problematiche che da anni attanagliano il lago d’Idro, l’assessore al territorio di Regione Lombardia, Pietro Foroni, continua a non assumersi le sue responsabilità. Ne ho avuto l’ennesima prova da una recente risposta da lui data ad una mia interrogazione. Pur ammettendo che la qualità delle acque del lago è decisamente critica e che Regione Lombardia cercherà di migliorare le cose (promessa questa sentita già troppe volte ma di fatto mai attuata o applicata con scarsissimi risultati), ha sottolineato che devono essere i Comuni interessati a doversi far sentire altrimenti lui non può agire. Peccato che i territori interessati, con i loro sindaci in testa, siano propositivi e stiano chiedendo aiuto da tempo proprio alla Regione e a lui in prima persona, senza ricevere alcuna risposta o ottenendo risposte evasive.

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Inceneritore Trento, Fugatti usa atti criminali per sdoganare i suoi piani. Il M5S trentino dice NO

Ringrazio i vigili del fuoco volontari e permanenti per l’eccezionale lavoro nel domare l’incendio interno alla discarica di Ischia Podetti. Trovo invece irricevibile e inaccettabile che il presidente della Provincia utilizzi questo evento, potenzialmente di natura criminale, per rilanciare la proposta di costruire un inceneritore in Trentino.

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I prelievi forzosi desertificano il biotopo del lago d’Idro. Il M5S interroga.

Le decisioni prese dall’Agenzia interregionale per il fiume Po (Aipo) per abbeverare le coltivazioni della pianura padana in questo periodo di  grande calura si sono abbattute duramente sul delicato ecosistema del Lago d’Idro. Aipo ha deciso di dare il via libera all’abbassamento del livello del lago sotto ai limiti previsti (367,20 mslm) e questo ha causato gravi danni, non solo al turismo e all’economia locale ma anche alla vita delle specie animali e vegetali che animavano il biotopo del Lago d’Idro. Come è possibile osservare dalle fotografie che abbiamo scattato in  loco, il biotopo ritrovatosi improvvisamente senz’acqua, da oasi naturale e riparo per pesci e volatili rari, si è tramutato in una distesa semi desertica, con gran moria delle specie prive dei mezzi per mettersi in salvo.

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Deflusso minimo vitale sul fiume Chiese interrotto, il M5S sollecita l’intervento della Provincia di Trento a salvaguardia di fiume, lago e popolazione

Il M5S trentino ha da poco depositato un’interrogazione per chiedere che la Provincia di Trento faccia la sua parte per tutelare le acque e l’economia del lago d’Idro, come da impegni assunti in passato ma fino ad ora rimasti solo sulla carta, anche alla luce della grave situazione di carenza idrica che sta colpendo il lago e il fiume Chiese stesso.

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La giunta provinciale si rifiuta di sostenere lo sviluppo agro-turistico della Valle dei Laghi. Per la maggioranza il destino sono il cementificio e forse l’inceneritore

Nel corso dell’ultimo Consiglio provinciale la maggioranza ha bocciato una proposta di ordine del giorno del M5S per sostenere lo svolgimento di un’analisi multicriterio propedeutica alla definitiva adozione del Piano territoriale di comunità in una logica di sviluppo sostenibile della Valle dei Laghi.

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Consumo di suolo: la politica deve mantenere impegni e promesse

Con la deliberazione n.852 del 13 maggio 2022 la giunta provinciale ha dato il via libera alla cementificazione di circa 53 mila metri quadrati di vigneti in località Spini di Gardolo. Un’operazione, l’ennesima, che produrrà uno scriteriato aumento del consumo di suolo in Provincia di Trento a fronte di nessuna attività di recupero e rinaturalizzazione delle parti degradate del nostro territorio. Per sollevare l’attenzione su questa emergenza che continua sottotraccia da anni, nel mese di giugno il M5S ha presentato una serie di atti che mirano a porre rimedio ai guasti causati dalla tendenza a speculare sul territorio senza curarsi delle conseguenze nefaste di tale approccio.

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