Cementificio Sarche: la giunta sfrutta un cortocircuito logico-burocratico per non valutare l’impatto dell’impianto sulla Valle dei Laghi!

Negli ultimi mesi abbiamo fatto parecchio lavoro sulla sciagurata riaccensione del cementificio di Sarche e abbiamo scoperto che per consentirla l’ente provinciale sta “adattando” parecchio le regole.

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Fumo dal cementificio di Sarche: aumentare i controlli, garantire la sicurezza di cittadini e territorio!

Nella giornata del 20 aprile 2022, a seguito delle operazioni di riaccensione dei forni del cementificio di Sarche, l’impianto di proprietà di Italcementi aveva emesso una fitta nube nera, destando ulteriormente la preoccupazione della popolazione, già provata dalle circostanze di una riapertura che rischia di pregiudicare gli sforzi fatti per orientare la Valle dei Laghi verso un orizzonte di sviluppo sostenibile, principalmente basato su agricoltura e turismo di qualità. Per vederci chiaro ho provveduto a contattare l’Azienda Provinciale per la Protezione dell’Ambiente, ricevendo rassicurazioni da parte del suo direttore.

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Politica energetica provinciale: incentivare le fonti rinnovabili, ridurre sprechi e inefficienze

Propongo alcune considerazioni in merito al pacchetto di interventi illustrato dall’assessore Spinelli in Consiglio provinciale il 7 aprile scorso per far fronte alla presente crisi energetica.

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Emissioni di CO₂. Con l’autorizzazione a riaprire i forni del cementificio di Sarche la Provincia di Trento adotta la strategia del gambero

Il 18 dicembre scorso avevamo presentato un’interrogazione per chiedere rassicurazioni sul contenimento delle emissioni di gas climalteranti derivanti dall’estrazione del materiale dalla cava in prossimità dell’impianto di Italcementi di Sarche e dalla sua cottura nei forni (3307/XVI – Emissioni di gas climalteranti derivanti dall’estrazione del materiale dalla cava in prossimità dell’impianto di Italcementi di Sarche e dalla sua cottura nei forni). Il 31 gennaio Mario Tonina, assessore provinciale all’ambiente, ha risposto fornendo alcuni dati ma poche garanzie rispetto alla coerenza della politica industriale trentina con gli obiettivi della pianificazione strategica in materia di energia, sviluppo sostenibile e lotta ai cambiamenti climatici.

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Circonvallazione ferroviaria Trento, mediazione Tonina irricevibile

Stamattina l’assessore provinciale Mario Tonina è arrivato in Consiglio provinciale una proposta “pacificatrice” rispetto alla questione della circonvallazione di Trento. Intento apprezzabile, peccato solo si tratti di un testo totalmente annacquato rispetto alle reali necessità di tutela dell’interesse pubblico costellato da espressioni generiche e privo di qualsivoglia impegno concreto, verificabile e tangibile.

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Piana di Storo: PFOS in calo ma sulle cause si brancola ancora nel buio

È di questi giorni una risposta della Provincia ad un’interrogazione del M5S tramite la quale si chiedevano aggiornamenti sull’inquinamento da PFOS riguardante la falda acquifera sottostante la piana di Storo. La contaminazione registrata nel 2021 appare in calo rispetto al 2020, riportandosi su livelli simili a quelli registrati nel 2019. Bene, ma se la fonte degli inquinanti è inerte appare strano che si siano registrate variazioni nell’ultimo triennio. Non si sa poi ancora nulla sulle origini degli PFOS, un dato senza il quale è impossibile sperare di venire a capo dell’inquinamento presente in falda. Ci viene promesso che le analisi specifiche per individuare l’origine degli PFOS saranno attivate nel 2022. A più di 4 anni dalla scoperta della contaminazione ci viene da dire “meglio tardi che mai”.

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Biotopo lago d’Idro. L’assessore all’ambiente risponde: danni “non irreversibili” ma messo in cassa 1 milione di Euro

Il biotopo del Lago d’Idro è danneggiato dai continui sbalzi di livello imposti dai massicci prelievi d’acqua per abbeverare a inondazione le campagne bresciane e mantovane ma niente paura… si per quanto male si faccia all’habitat lacustre, volendo, si può sempre porvi rimedio… almeno in teoria!

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Presentati un ordine del giorno e un’interrogazione per sollecitare il recupero della Fossa Granda di Darzo

La settimana scorsa ho presentato un ordine del giorno e un’interrogazione riguardanti la rinaturazione della Fossa Granda di Darzo, un corso d’acqua ormai quasi perennemente desertificato, che potrebbe tornare a nuova vita con interventi minimi. Se poi la politica volesse impegnarsi un attimo i fondi potrebbero persino arrivare dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) nazionale.

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Per un Festival dell’Economia utile ai cittadini, non ai politici

In questi giorni sta suscitando grande clamore e disappunto la decisione del presidente Fugatti di togliere l’organizzazione del Festival dell’Economia di Trento a Laterza per assegnarlo al gruppo del Sole 24 Ore (cioè a Confindustria). La scelta è certo opinabile, anche perché appare motivata più da ragioni politiche, a partire dalla (per ora) supposta nomina di Giulio Tremonti a nuovo coordinatore scientifico della manifestazione. Per quanto mi riguarda il problema non è di per sé che si cambi organizzatore della manifestazione ma l’utilizzo che se ne fa e i risultati che deve dare. Il Festival dell’Economia deve produrre idee e proposte utili per i cittadini, non ridursi ad una vetrina per gli amici di questa o di quella fazione politica.

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Appello al voto per il referendum sul distretto biologico trentino del 26 settembre 2021

Domenica 26 di settembre in Trentino si vota per il referendum provinciale propositivo sulla qualificazione come distretto biologico del territorio agricolo della provincia di Trento. Invito tutti a recarsi alle urne, votando Sì al quesito referendario.

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