È arrivata la risposta all’interrogazione regionale lombarda sulla ciclabile del Lago d’Idro (ITR 2888), e grazie al lavoro di Paola Pollini oggi disponiamo non solo di una ricostruzione completa degli atti politici degli ultimi dieci anni, ma anche di aggiornamenti fondamentali sullo stato di avanzamento dell’opera e sui finanziamenti già attivati.
Il suo lavoro ha permesso di mettere ordine tra delibere, ordini del giorno, accordi interregionali e interventi del Fondo Comuni Confinanti, ricostruendo con precisione una vicenda che coinvolge Trentino e Lombardia, diverse legislature e molteplici enti. Una ricostruzione che mancava e che ora consente di valutare con chiarezza a che punto davvero siamo.
Si tratta di un’infrastruttura decisiva per la mobilità sostenibile e per la qualità della vita nella Valle del Chiese e nella Valle Sabbia, oltre che per l’attrattività turistica e la tutela ambientale dell’intero comprensorio.
I dati più rilevanti su costi e finanziamenti
Dalla risposta dell’assessore Sertori emergono elementi utili a comprendere lo stato dell’arte:
Primo tratto (Ponte Caffaro – Anfo)
- costo complessivo: 3 milioni di euro, confermato nella scheda di monitoraggio della Comunità Montana Valle Sabbia;
- finanziamento regionale: 2,4 milioni di euro da Regione Lombardia tramite l’Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale;
- contributo già liquidato: 1,92 milioni di euro (80%);
- opere completate, in attesa del saldo finale.
Tratti successivi (Anfo – Pieve di Idro – Vestone)
- progettazione esecutiva completata (due lotti);
- lavori previsti in affidamento entro l’anno;
- finanziamenti regionali confermati:
- 360.000 euro dal Fondo Regionale Montagna (DGR XI/7391/2022);
- 150.000 euro dai canoni aggiuntivi delle grandi derivazioni idroelettriche (anno 2023).
Altri finanziamenti, la sufficienza delle risorse e il quadro completo dei costi effettivi restano in capo alla Comunità Montana Valle Sabbia, soggetto attuatore dell’intervento.
Collegamenti con la rete più ampia della Valle Sabbia
Regione Lombardia ha cofinanziato ulteriori opere correlate:
- 750.000 euro per la messa in sicurezza e il completamento del tratto Gavardo–Vestone (totale 850.000 euro);
- 500.000 euro alla Provincia di Brescia per la realizzazione del percorso ciclopedonale lungo la SP 237, in Comune di Anfo.
Sul tratto naturale Vesta – Baitoni
Sertori ha chiarito che ogni valutazione sulla tutela del versante orientale – quello più delicato dal punto di vista ambientale – è in capo agli enti competenti. Ad oggi, però, non emerge alcuna iniziativa in grado di minacciare la naturalità del tratto, che rimane un unicum paesaggistico e deve restare privo di infrastrutturazioni invasive.
Una situazione che evolve lentamente, ma evolve
In sintesi: le cose procedono, lentamente ma in avanti. Restano nodi aperti, come gli espropri, i contenziosi e l’esigenza di completare la copertura finanziaria dei lotti mancanti. Rimane sempre la minaccia della speculazione, motivo per cui la vigilanza civica resta essenziale.
Il lavoro di ricostruzione politica fatto da Paola Pollini permette oggi ai territori di sapere con esattezza “cosa manca da fare”. Un contributo che dà trasparenza a un progetto atteso da anni e che riguarda direttamente il futuro della mobilità sostenibile tra Valle del Chiese e Valle Sabbia.
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