Lago d’Idro: mancanza di studi ecosistemici e trasparenza sotto il livello di guardia

Le nuove opere di regolazione del Lago d’Idro hanno portato alla luce diverse criticitĆ  riguardanti la gestione del procedimento di Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) e la scarsa trasparenza delle amministrazioni coinvolte. Come evidenziato nell’analisi precedente, la proroga della VIA ĆØ stata concessa senza un adeguato coinvolgimento degli enti locali e senza garantire una reale partecipazione pubblica. Questo approccio ha non solo sollevato dubbi sulla legittimitĆ  del procedimento, ma anche trascurato la necessitĆ  di approfondire gli impatti ambientali di un progetto che interessa un ecosistema complesso e fragile.

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Critica o pregiudizio? Il dibattito mancato sulla politica italiana

Pur conoscendo la visione politica e i valori di Paolo Pombeni, mi sarei aspettato che un intellettuale, formatosi in un contesto come l’Istituto storico italo-germanico, fondasse le proprie analisi su un approccio più rigoroso e privo di pregiudizi. La ricerca storica, politica e sociale moderna si basa su evidenze, analisi critica e pluralismo delle idee, superando atteggiamenti e modelli di pensiero pre-illuministici. Tuttavia, nell’articolo pubblicato suĀ L’AdigeĀ il 27 novembre (disponibile qui), Pombeni offre una critica del Movimento 5 Stelle che appare intrisa di pregiudizio ideologico, mancando di un’analisi approfondita della transizione politica italiana.

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Nuove opere di regolazione del Lago d’Idro: trasparenza e partecipazione mancata degli enti locali nella proroga della VIA

Il Lago d’Idro, un autentico gioiello naturale del nostro territorio, continua a essere teatro di controversie che intrecciano tutela ambientale e progetti infrastrutturali. L’ultima vicenda riguarda la proroga del provvedimento di Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) per nuove opere di regolazione idraulica. Questa decisione, adottata senza coinvolgere formalmente gli enti locali, solleva interrogativi sulla trasparenza e sulla rappresentanza delle comunitĆ  interessate.

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Lago d’Idro: ancora ombre sulla Valutazione di Incidenza Ambientale (VINCA)

Nel settembre scorso, la consigliera Paola Pollini ha interrogato la giunta regionale lombarda sul mancato espletamento della Valutazione di Incidenza Ambientale (VINCA) per il biotopo del Lago d’Idro, riferendosi a due contesti critici ben definiti, uno passato ed uno futuro: i prelievi coatti d’acqua effettuati nel luglio 2022 e la procedura di proroga del provvedimento di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per le nuove opere di regolazione del lago.

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M5S. Osservazioni sulle procedure di voto dell’assemblea degli iscritti 21-24 novembre

L’obiettivo delle seguenti osservazioni inoltrate formalmente sabato 16 novembre ĆØ fornire suggerimenti migliorativi nell’attuazione dell’articolo 10 dello Statuto del MoVimento 5 Stelle, in vista della votazione dell’Assemblea degli iscritti che si terrĆ  tra il 21 e il 24 novembre ed idee per adeguamenti statutari in prospettiva futura. Questi spunti non intendono criticare la qualitĆ  del processo deliberativo, ma mirano a renderlo più efficace e trasparente, favorendo un’applicazione ancora più coerente dei principi statutari.

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Lago d’Idro e impatto delle nuove opere di regolazione: Regione Lombardia elude i principi della trasparenza e della partecipazione

L’importanza dell’equilibrio ecologico del lago d’Idro
Il lago d’Idro ĆØ un ecosistema fragile e prezioso che fornisce non solo benefici naturali ma anche risorse idriche per agricoltura, energia e sviluppo turistico. Preservare il suo equilibrio ecologico ĆØ fondamentale per la biodiversitĆ  e per garantire una convivenza sostenibile con le esigenze economiche del territorio. La gestione del lago richiede interventi attentamente pianificati, che evitino impatti negativi su flora, fauna, qualitĆ  dell’acqua e stabilitĆ  delle sponde. In questo contesto, la partecipazione della comunitĆ  e una corretta informazione sono essenziali per garantire decisioni consapevoli e sostenibili. Senza trasparenza e coinvolgimento della comunitĆ , decisioni insostenibili rischiano di compromettere irreversibilmente questo delicato ecosistema.

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Le mie proposte per il processo costituente del M5S

Nel settembre scorso, ho partecipato alla prima fase del processo costituente inserendo alcune proposte puntuali nell’apposita piattaforma digitale, con l’obiettivo di migliorare la qualitĆ  della democrazia interna e il supporto territoriale del Movimento. Come molti altri iscritti, credo nella partecipazione dal basso e nella sperimentazione di nuovi modelli di coinvolgimento democratico, tanto a livello nazionale quanto all’interno della nostra organizzazione ed ĆØ per questo che non ho voluto far mancare il mio contributo.

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Pfas in Valle del Chiese: i dati aggiornati dei monitoraggi 2019-2024 confermano la necessitĆ  di un intervento urgente

Nei 5 anni trascorsi in Consiglio provinciale (2018-2023), non ĆØ stata ottenuta una mappatura definitiva della contaminazione da PFOS nelle falde acquifere compresa fra Condino, Storo e il lago d’Idro in Valle del Chiese. Durante il mandato, le risposte di Mario Tonina, assessore all’ambiente della scorsa legislatura, sono risultate spesso evasive ed interlocutorie rispetto all’attuazione dell’impegno contenuto nella mozione approvata dal Consiglio provinciale nel 2019 per un approfondimento scientifico insieme alle strutture del Ministero dell’Ambiente e al Centro Nazionale Ricerche (CNR). Nei fatti abbiamo assistito a un continuo rinvio dei termini per la conclusione delle indagini preliminari e di conseguenza delle decisioni per pianificare azioni risolutive o di limitazione dei rischi.

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Ex Caffaro. La condanna della Corte di giustizia europea a pagare 453 milioni per inquinamento riguarda anche il Trentino

Nel 2019 con una puntuale e documentata interrogazione che presentai sulla base degli elementi che mi furono forniti da alcuni cittadini attivi di Brescia, portai all’attenzione dell’opinione pubblica la vicenda del trasporto irregolare di materiale contaminato dal Parco Parenzo di Brescia alla discarica di Villa Agnedo nel comune di Castel Ivano in Valsugana. Il Parco Parenzo ĆØ contiguo al sito di interesse nazionale (SIN) dello stabilimento della ex Caffaro di Brescia ed ĆØ dunque una di quelle aree oggi interessate dalla sentenza della Corte di Giustizia dell’UE. Dei 453 milioni di euro che multinazionale Livanova dovrĆ  sborsare per bonificare le aree dall’inquinamento, infatti, circa 250 sono destinati appunto all’area bresciana per ripulirla da Pcb, cromo esavalente, mercurio, arsenico e veleni vari che erano stati rilasciati per decenni dalla ex Caffaro e che dispersi in rogge e terreni della zona avevano determinato uno dei disastri ambientali più gravi d’Italia.

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Progetto della diga del Vanoi. Dissonanza cognitiva o palese presa in giro degli elettori?

Nella primavera del 2023, prendendo spunto dalla notizia pubblicata da Cristian Zurlo sul sito di informazione locale La Voce del NordEst, il M5S trentino apriva il dibattito in sede politica sulla controversa decisione di finanziare la progettazione della diga del Vanoi con fondi del PNRR e sulla tacita complicitĆ  della Provincia di Trento al fine favorire lo svolgimento senza intoppi delle procedure di affidamento dell’incarico progettuale.

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