Discarica di Villa Agnedo, un caso esploso grazie all’impegno di alcuni cittadini coraggiosi

Con l’intervento delle forze di polizia, si è manifestata in tutta la sua gravità la vicenda dei rifiuti pericolosi (in gran parte PCB) che dal bresciano venivano portati nella discarica di Villa Agnedo. Una discarica che non avrebbe potuto e dovuto gestirli, sia perché non attrezzata per trattare quel tipo di sostanze, sia perché,  a quanto pare, non avrebbe più dovuto nemmeno essere aperta. Sul come e sul perché lo fosse dovranno esprimersi i giudici, ma il quadro iniziale che esce appare particolarmente sconfortante, poiché l’ipotesi investigativa parla di coinvolgimenti a livello delle Istituzioni provinciali.

Questa inchiesta non può comunque stupire gli attivisti del M5S trentino. Due anni fa io stesso infatti evidenziai con un’interrogazione il via vai sospetto che si stava realizzando fra le Provincie di Trento e Brescia, su indicazione di alcuni cittadini attivi bresciani che avevano scoperto cosa stava succedendo. Un atto che replicai a distanza di circa un anno per chiedere aggiornamenti.

Purtroppo fare il proprio dovere non è sempre facile. Ad esempio io ricevetti pressioni, anche pesanti, da parte di una persona che all’epoca rivestiva ruoli all’interno del M5S trentino (di seguito se ne sarebbe andato a formare un nuovo partito) per aver affrontato in sede politica la questione di Villa Agnedo. Il soggetto in questione, che rivestiva un ruolo nella gestione della discarica, infatti se ne adombrò molto e mi apostrofò in malo modo durante una riunione del M5S. Riteneva che avrei dovuto chiedere ed ottenere chiarimenti da lui ed effettuare una visita guidata alla discarica assieme a quello che all’epoca era l’altro rappresentante eletto del M5S in Trentino. Una presa di posizione che mi parve assai inopportuna, ma della quale capii il senso alcuni mesi dopo, quando entrambe queste persone abbandonarono il M5S per fondare un proprio partito personale.

Questi aspetti politici e umani, aiutano a comprendere quanto sia complesso comportarsi correttamente nella nostra società. Ecco allora che è quanto mai necessario ringraziare la magistratura e alle forze dell’ordine (in particolare ai NOE, che meriterebbero un supporto ben maggiore in termini di mezzi e risorse da parte dello Stato) ma anche alle associazioni e ai cittadini attivi di Brescia che, consapevoli di cosa ci fosse al suo interno, nel 2019 tenevano d’occhio il Parco Parenzo di Brescia. Quando mi chiamarono per avvertirmi delle sostanze scaricate a Villa Agnedo lo fecero a ragion veduta, avendo seguito a spese proprie i camion che portavano il materiale in Trentino e avendo verificato con i loro occhi cosa stava succedendo. Non avevano obblighi se non il senso del rispetto per il bene pubblico e la volontà di tutelare altre persone come loro. Questo vuol dire essere cittadinanza attiva. Non limitarsi a votare su scelte prestabilite da altri una volta ogni 5 anni, ma vivere ogni giorno come parte della propria comunità, facendo la propria parte per migliorarla o almeno per impedire che peggiori. Se tutti ci comportassimo in questo modo, agendo e sollecitando le Istituzioni, avremmo un Paese del quale poter essere fieri ogni giorno e non solo quando vince la nazionale.

Rassegna:

Corriere di Brescia: prima pagina e approfondimento

Il Giorno

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