Le prime due settimane in Consiglio provinciale (Newsletter n.1)

L’avventura in Consiglio provinciale è iniziata ufficialmente il 20 novembre. La seduta doveva servire all’elezione dell’Ufficio di Presidenza ma tutto è poi stato rinviato al 27 a causa delle difficoltà a trovare un accordo tra maggioranza e minoranza per la suddivisione dei ruoli dell’organo deputato alla supervisione della macchina amministrativa consiliare.

Nella corso della prima seduta ufficiale sono stato costretto mio malgrado a fare il primo intervento della consiliatura per richiamare il rispetto del regolamento. Infatti il consigliere Bisesti (Lega) era stato nominato segretario provvisorio del Consiglio pur trovandosi in una situazione di incompatibilità per via della carica di assessore della quale era stato investito in precedenza.

In occasione del primo giorno di Consiglio Provinciale non ho potuto evitare una certa emozione, che non ho cercato di nascondere nemmeno nell’intervista del “primo giorno di scuola” da parte di Sara Ravanelli di RTTR. Credo che questo sentimento mi accompagnerà per un po’… ci vorrà del tempo per farsi le ossa:

Mercoledì 21 c’è stata la prima seduta del Consiglio regionale. L’elezione del presidente Paccher e dei vicepresidenti Widmann e Guglielmi è filata via liscia mentre l’elezione dei segretari-questori è stata rinviata alla prossima seduta in attesa della costituzione della maggioranza politica che dovrà assumere il ruolo esecutivo in provincia di Bolzano. Pur consapevoli del marcato divario politico che ci separa dai soggetti che controllano il Consiglio regionale, con una nota a firma congiunta sul sito di Trentino5Stelle, Diego, Filippo ed io abbiamo voluto esprimere un augurio a nome del gruppo consiliare regionale del M5S.

Nei primi due giorni di lavoro ho sottoscritto una serie di interrogazioni a prima firma di Filippo Degasperi che hanno ripreso i quesiti senza risposta della scorsa legislatura. Ho presentato anche le prime interrogazioni a mia prima firma iniziando ad affrontare vecchi e nuovi problemi e contestualmente a proporre soluzioni per superarli. Le prime due interrogazioni hanno ad oggetto Iniziative per favorire la circolazione dei lavoratori tra Stati Uniti d’America e Provincia di Trento (83/XVI) e Conferimento di incarichi professionali da parte del comune di Cavalese in materia di viabilità (84/XVI).

In questa fase iniziale abbiamo cercato inoltre di agire per via informale nei confronti dei soggetti che si stanno adoperando per il rinnovo della concessione dell’autostrada A22. Si tratta di prendere decisioni di estrema delicatezza poiché determineranno il futuro del nostro territorio per quanto riguarda il traffico di attraversamento e le nefaste conseguenze derivanti dall’inquinamento… senza contare i paradigmi da adottare per sviluppare le infrastrutture per la mobilità sostenibile. Pur coscienti della difficoltà di ottenere soluzioni che tengano in conto l’interesse delle popolazioni locali e dell’ambiente e che bilancino il potere dei costruttori e delle lobby del trasporto su gomma abbiamo avviato un’interlocuzione con il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti (qui la replica alla nota ricevuta da Toninelli in risposta al nostro appello).

Parallelamente ho contattato telefonicamente il capo della Segreteria tecnica del Ministro dell’Ambiente Costa per assicurarmi che fossero informati delle intenzioni della nuova giunta provinciale di procedere alla costruzione dell’autostrada A31. In tal modo si potranno attivare fin da subito tutte le valutazioni del caso e i controlli preventivi sulla devastazione ambientale che una simile infrastruttura causerebbe a un territorio fragile come quello che caratterizza la Vallagarina e la valle dell’Adige.

In attesa della nuova convocazione della seconda seduta del Consiglio provinciale ne ho approfittato per iniziare a sollecitare l’esecutivo su temi chiave quali il lavoro, i costi della politica e la tutela dei dipendenti pubblici che denunciano irregolarità all’interno della pubblica amministrazione. Sui tre punti specifici ho presentato tre interrogazioni aventi per oggetto “Misure discriminatorie nei confronti di dipendente pubblico per motivi collegati a segnalazione di illeciti” (86/XVI); “Licenziamento di personale dipendente da parte del Sait” (87/XVI) (Trentino, “M5S torna alla carica”), interrogazione che ha fatto il paio con un’interrogazione presentata da Filippo; e “Sul cumulo del trattamento economico derivante dalla contemporanea copertura di più cariche istituzionali” (88/XVI).

Nella seduta del 27 novembre è stato finalmente eletto l’ufficio di presidenza del Consiglio provinciale. Ho voluto dare la mia fiducia al consigliere Kaswalder poiché le sfide da affrontare sono tante e soprattutto perché mi ha dato rassicurazioni sui tempi di calendarizzazione del ddl sulla democrazia diretta (che peraltro ha firmato) e sul bilanciamento delle risorse umane all’interno del Consiglio provinciale per consentire anche ai gruppi consiliari di opposizione di fare attività politica ad armi pari. Ho inoltre dato il mio supporto a Filippo Degasperi per riconfermarlo nel ruolo di segretario-questore, funzione che aveva svolto diligentemente anche nella scorsa legislatura. Nell’esprimere il mio augurio a Filippo ho voluto rimarcare la mia volontà di intervenire sulle regole democratiche interne al Consiglio provinciale e sui rapporti tra Giunta e Consiglio affermando i principi della separazione dei poteri, della rotazione delle cariche e, guardando al futuro, della demosortecrazia.

Il giorno 27 ho depositato il disegno di legge in materia di referendum (2/XVI) per portare a termine quello che la politica dei partiti non è stata in grado di fare in ben due legislature. Una settimana prima avevo chiesto a tutti i gruppi politici in Consiglio la disponibilità a firmarlo e deve dire che le adesioni non sono mancate. Tra i firmatari oltre al sottoscritto e a Filippo ci sono Rossi e Dallapiccola per il PATT (Dallapiccola ha firmato con una riserva con riguardo al quorum), Ghezzi e Coppola di Futura e quello che poi sarebbe diventato presidente del Consiglio Walter Kaswalder. Il presidente Fugatti mi ha riferito non vedere ostacoli al fatto che il ddl vada in aula anche perché si tratta di una proposta che origina da un’iniziativa popolare e mi ha messo in contatto con la capogruppo della Lega Mara Dalzocchio e con Alessandro Savoi al fine di illustrare i contenuti al gruppo consiliare della Lega per metterli a parte dell’iniziativa. L’iniziativa è stata ripresa anche dall’ufficio stampa del Consiglio provinciale.

Venerdì 30 novembre ho infine depositato la prima proposta di mozione della legislatura (1/XV – Azioni per rendere effettivo il diritto di voto per corrispondenza da parte degli elettori residenti all’estero iscritti nel registro anagrafico dei cittadini italiani residenti all’estero). Dopo aver ascoltato la relazione del Presidente Fugatti sulle procedure elettorali in ordine al voto del 21 ottobre e dopo aver fatto un primo intervento per evidenziare le criticità relative ai tempi di convalida delle elezioni e di verificare delle condizioni di ineleggibilità, alla norma sulle quote di genere e sull’inefficacia della normativa in materia di voto degli elettori residenti all’estero ho elaborato una proposta per aprire un’istruttoria al fine di affrontare in via la problematica del voto estero e rendere concretamente esigibile un diritto costituzionalmente garantito (Pochi i trentini che votano dall’estero, Marini: “Qui sistema complicato e costoso, copiamo da Bolzano che ha introdotto il voto per corrispondenza” – Il Dolomiti, 30 nov 2018).

Sotto il profilo dell’organizzazione interna ho assunto il ruolo del capogruppo in Consiglio regionale. Ricoprirò tale ruolo per i primi due anni e mezzo di legislatura. A tal riguardo ho attivato subito i passi necessari ad espletare le formalità burocratiche per la costituzione formale e per l’apertura di un conto corrente dedicato presso Banca Etica. Filippo sarà invece il capogruppo del M5S in Consiglio provinciale.

Ad oggi non ci sono ancora stati assegnati gli spazi dove lavorare e non abbiamo ancora potuto assumere le risorse umane per svolgere la nostra attività politica per cui siamo stati costretti ad agire a ranghi ridotti. Non vedo l’ora di poter impiegare un collaboratore così da dar man forte all’attività del gruppo e ad agire su tutti i fronti istituzionali con maggiore incisività.

Alex Marini (M5S)
Consigliere della Provincia autonoma di Trento

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