Interventi dei vigili del fuoco volontari fuori dal territorio della provincia autonoma di Trento: si va verso l’adozione di linee guida e protocolli condivisi

Grazie ad un mio ordine del giorno approvato l’altro giorno dal Consiglio Provinciale, la Giunta dovrà impegnarsi a stabilire regolamenti e linee guida che definiscano con precisione tempi e modi degli interventi extraprovinciali da parte dei volontari dei vigili del fuoco trentini.


I pompieri volontari del Trentino sono un fiore all’occhiello per la nostra Provincia e per tutto il Paese. Quando arriva una chiamata dalla centrale unica, intervengono sempre e comunque anche fuori del territorio provinciale. Dopo anni di attesa e richieste di disciplinare gli interventi al di fuori dei confini provinciali finalmente si aprono scenari che su questo tema possono indurre a guardare al futuro con un po’ di ottimismo e maggiore chiarezza sui compiti e sulle responsabilità relative alle loro modalità d’impiego.
In virtù dell’approvazione di una proposta di ordine del giorno a mia prima firma (firmata anche dal collega Degasperi), il Consiglio provinciale ha infatti impegnato la Giunta a promuovere, congiuntamente con le pubbliche amministrazioni interessate e alla Federazione Corpi Vigili del Fuoco Volontari Trento, la predisposizione di linee guida e la stipula di protocolli operativi per gli interventi sul territorio extraprovinciale da parte dei corpi dei VFV trentini.
Aspetti fino ad oggi non regolamentati per quanto riguardava gli interventi extra provinciali dei vigili trentini, dalla filiera della chiamata e alla ripartizione dei costi, saranno posti all’attenzione della giunta provinciale e degli enti locali affinché i volontari possano massimizzare la sinergia tra corpi che operano congiuntamente sui territori delle regioni limitrofe.
Insomma, un altro piccolo ma significativo passo avanti per la sicurezza della popolazione e per il rispetto dovuto all’impegno dei volontari che si prodigano per garantirla.

Segue testo integrale dell’ordine del giorno e link al video)

(Immagine di copertina: VFV di Riva del Garda a Tremosine)
(Immagini sotto: VFV di Storo in galleria ad Anfo + VFV di Baitoni-Bondone sul lago d’Idro)

vigili storo ad Anfo

PROPOSTA DI ORDINE DEL GIORNI n. 14/3/XVI
ddl n.3/XVI “Variazione al Bilancio di previsione della Provincia autonoma di Trento per gli esercizi finanziari 2019-2021”

proposta approvata il 6.2.19 con modifiche*
*(immagine emendamento a piè di pagina)

La legge provinciale 1 luglio 2011, n. 9 “Disciplina delle attività di protezione civile in provincia di Trento” all’art.3 dispone che: 1. L’organizzazione della protezione civile provinciale, di seguito denominata “protezione civile”, è l’insieme dei soggetti pubblici e privati e delle loro strutture operative che hanno, tra le loro finalità, la promozione, l’organizzazione, lo svolgimento, il coordinamento e il controllo della funzione di protezione civile e dei servizi antincendi. 2. La protezione civile esercita le funzioni e svolge i compiti previsti da questa legge nell’ambito del territorio provinciale. E’ autorizzata a intervenire anche fuori dal territorio provinciale, nei casi e con le modalità previste dal titolo VI, capo VI;
Le iniziative e gli interventi di protezione civile fuori dal territorio provinciale sono disciplinati con maggiore dettaglio all’art.46 del titolo VI della medesima LP 9/2011 nel quale si specifica che:
– quando in ambito extraprovinciale si verificano rischi o emergenze che producono o potrebbero produrre, anche indirettamente, effetti dannosi sul territorio provinciale; gli interventi e le attività sono svolti sulla base di accordi con gli enti o con le amministrazioni pubbliche direttamente interessati. A tale fine la Giunta provinciale può stabilire i criteri per l’organizzazione e per la realizzazione delle iniziative e degli interventi;
– inoltre, indipendentemente dal verificarsi dei presupposti previsti dai commi da 1 a 5 dell’art.46, il corpo permanente provinciale e i corpi volontari possono prestare i soccorsi tecnici urgenti, per ragioni di celerità dell’intervento, nelle province confinanti col territorio provinciale, dandone avviso alla centrale unica di emergenza provinciale. La Provincia può stipulare accordi con il corpo nazionale dei vigili del fuoco per disciplinare l’intervento del corpo permanente provinciale in operazioni di soccorso tecnico urgente, quando il suo intervento è richiesto dalla direzione interregionale Veneto e Trentino – Alto Adige o dai comandi provinciali dei vigili del fuoco del corpo nazionale con competenza nei territori limitrofi alla provincia di Trento;
l’ordine del giorno n. 454 del 09.06.2017 emanato dal Comando Provinciale Vigili del Fuoco di Brescia (Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile – Ministero dell’Interno) avente ad oggetto “Competenze territoriali dei distaccamenti del Comando di cui all’OdG n. 60 del 09.02.2015 – Aggiornamento” stabilisce che il soccorso deve essere garantito nel più breve tempo possibile su tutto il territorio provinciale bresciano e che secondo tale regola si deve prevedere l’allertamento e l’invio della squadra della sede più vicina al luogo della richiesta dell’intervento, sia essa costituita da personale permanente o volontario. La gerarchia delle competenze territoriali a livello provinciale è stata ricavata assimilando il luogo dell’intervento alla sede comunale più vicina. Secondo la logica dell’ordine del giorno pertanto:
– il corpo dei VFV di Riva del Garda risulta essere di prima competenza negli interventi sui territori dei comuni di Limone sul Garda e Tremosine e di seconda competenza per il comune di Tignale. Il Corpo di Riva del Garda è chiamato peraltro anche a intervenire sul territorio veneto fino a Malcesine al fine di supportare il corpo dei VF di stanza a Bardolino;
– il Corpo del VFV di Storo è, invece, di prima competenza per gli interventi nella frazione di Ponte Caffaro (Comune di Bagolino) e di seconda competenza per il centro abitato di Bagolino e nel comune di Anfo;
gli interventi dei vigili dei corpi volontari in ambito extraprovinciale si verificano pertanto con frequenza costante nel corso di tutto l’anno, specialmente per i corpi che operano in zone di confine. Tra i vari casi basti citare alcuni interventi riportati dalla stampa locale:
– la modalità con cui si è distinta la macchina del volontariato pompieristico trentino nei giorni critici successivi alla tempesta Vaia nei territori veneti più colpiti dal maltempo come l’Alto Agordino e il Bellunese (vedi in “Oltre 3500 vigili volontari per salvare il Trentino” Il pompiere del Trentino, Anno XXXIX, inverno 2018);
– gli interventi dei VFV della Valle del Chiese (Bondone, Storo, Cimego e Condino) sulla strada statale del Caffaro, sul territorio bagosso e sull’area vasta del lago d’Idro (vedi ad esempio in “Scontro frontale, grave una coppia – Marito e moglie di Bondone di Storo feriti in un incidente nel bresciano”Trentino, 21.12.2018) oppure gli interventi dei vigili volontari di Bondone sul sentiero dei Contrabbandieri e sul lago d’Idro (vedi “Scivola lungo il sentiero dei Contrabbandieri”Vallesabbianews, 10.08.2018);
– gli interventi del Corpo VFV di Riva del Garda sulla Gardesana Occidentale e sulla Gardesana Orientale sono decine (vedi “Riva, Vigili del Fuoco sempre più impegnati”L’Adige, 21.01.2018);
– gli interventi del Corpo VFV di Avio sul tratto autostradale da Rovereto Sud ad Affi, direzione sud (vedi “Terribile scontro in A22: un morto, un ferito grave e altri 8 in codice verde. Terribile scontro in A22: un morto, un ferito grave e altri 8 in codice verde“VeronaSera, 31.05.2018);
il costo sostenuto dai corpi volontari del Trentino per gli interventi extraprovinciali sono nell’ordine di qualche qualche decina di migliaia e grava sulle amministrazioni comunali dei territori dove gli stessi sono localizzati, salvo quando questi risultano essere coperti con finanziamenti e trasferimenti di provenienza provinciale;
benché gli interventi dei vigili del fuoco volontari sul territorio extraprovinciale siano compatibili con le norme di legge precedentemente menzionate sarebbe opportuno, ai sensi dell’art. 46 della lp 9/2011, regolamentare la gestione delle chiamate di emergenza nelle aree di confine e delle modalità di intervento dei vigili volontari nei soccorsi tecnici urgenti e nell’attività antincendio fuori dall’ambito provinciale. Ciò al fine di delineare nel dettaglio funzioni, compiti e assunzioni di responsabilità da parte del personale chiamato ad intervenire, di assicurare interventi più efficaci e in condizioni di sicurezza, di ripartire i costi sostenuti tra gli enti pubblici interessati e di massimizzare la sinergia tra corpi volontari e/o i permanenti che operano congiuntamente sui territori delle regioni limite.

Il Consiglio della Provincia autonoma di Trento impegna la Giunta provinciale:
a istituire formali tavoli di lavoro in cui sia assicurata la presenza di rappresentanti delle amministrazioni comunali, dei corpi dei VFV, delle regioni Veneto e Lombardia e della Provincia Autonoma di Trento per analizzare le modalità di gestione delle chiamate di emergenza nelle aree di confine e di organizzazione degli interventi di soccorso;
a promuovere, congiuntamente con le pubbliche amministrazioni interessate e la Federazione Corpi Vigili del Fuoco Volontari Trento, la predisposizione di linee guida e la stipula di protocolli operativi per gli interventi sul territorio extraprovinciale da parte dei corpi dei VFV trentini

Immagine emendamento concordato con la Giunta

IMG_20190206_proposta odg 14
Video illustrazione della proposta:

https://www.consiglio.provincia.tn.it/attivita/filmati-delle-sedute/Pages/filmato.aspx?uid=703&time=27807

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