Permessi per i vigili del fuoco volontari: il Consiglio impegna la Giunta ad effettuare un’analisi sulla normativa, primo passo per affrontare una problematica complessa

Mercoledì 6 febbraio in Consiglio Provinciale è stato fatto un altro passo per venire incontro alle esigenze dei vigili del fuoco volontari. Ho proposto un ordine del giorno che impegna la giunta a mettere in campo iniziative propedeutiche alla concessione di permessi retribuiti ai vigili del fuoco volontari e l’Aula, sebbene con qualche rimaneggiamento, ha approvato.


A inizio consiliatura avevo affrontato la questione che riguarda i permessi lavorativi da riconoscere ai volontari impiegati in operazioni di protezione civile e di antincendio. Lo avevo fatto con un intervento in aula e con un’interrogazione (107/XVI). Ieri in aula ho ripreso la questione presentando una proposta di ordine del giorno collegata alla variazione di bilancio per affrontare un tema molto delicato ma allo stesso tempo di grande rilievo. Pur con un emendamento che ha abrogato l’ipotesi di valutare la previsione di incentivi alle imprese che impiegano volontari e che favoriscono l’attività nei corpi volontari, la Giunta ha dato parere favorevole alla proposta, impegnandosi ad avviare iniziative per analizzare la modalità di esercizio del diritto a godere dei permessi retribuiti per interventi di soccorso da parte dei vigili del fuoco volontari.

I corpi dei vigili del fuoco volontari più strutturati riescono in buona parte dei casi a garantire la copertura 24/7 con i volontari a disposizioni nel loro orario extralavorativo e quindi la piena operatività per far fronte alle emergenze senza dover attivare le disposizioni illustrate nei paragrafi precedenti. Al contrario, i corpi dotati di minor organico e strumentazioni per garantire interventi 24/7 devono spesso impiegare volontari in orario di lavoro. Va anche notato che questi corpi sono spesso localizzati nelle valli più periferiche dove rappresentano le uniche unità di soccorso disponibili per gli interventi urgenti.

Si tratta di una problematica piuttosto complessa e che potenzialmente riguarda migliaia di persone visto che i vigili volontari sono più di 6000 e sono attivi in più di 239 corpi dislocati in tutto il Trentino. La questione non è certo stata risolta con questo ordine del giorno ma per la prima volta dall’entrata in vigore della legge sulla protezione civile (lp 9/2011) sarà promosso un approfondimento specifico che ci consentirà di avere dati e informazioni che potranno portare all’adozione di un intervento normativo o anche di provvedimenti amministrativi al fine di dare pieno riconoscimento all’impiego dei vigili del fuoco volontari consentendo anche ai corpi meno strutturati di poter intervenire efficacemente in tutte le situazioni, impiegando se necessario anche personale in orario di lavoro senza che l’onere ricada tutto sulle imprese che riconoscono il permesso o sul lavoratore che interviene utilizzando le ore di ferie.

Alex Marini (M5S)
Consigliere della Provincia autonoma di Trento 2018
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Testo integrale della proposta di ordine del giorno e link al video di illustrazione della proposta:

PROPOSTA DI ORDINE DEL GIORNO n. 13/3/XVI
ddl n.3/XVI “Variazione al Bilancio di previsione della Provincia autonoma di Trento per gli esercizi finanziari 2019-2021”

approvata il 6.2.2019
con emendamento concordato con la Giunta (immagine a piè di pagina)

Ai sensi della legge provinciale 1 luglio 2011, n. 9 avente ad oggetto “Disciplina delle attività di protezione civile in provincia di Trento”, Art.55 (Misure volte ad agevolare la partecipazione dei volontari alle attività e agli interventi di protezione civile), comma 3, per favorire la partecipazione dei volontari alle attività di protezione civile e dei servizi antincendio la Provincia, le comunità e i comuni promuovono la concertazione tra i datori di lavoro e i lavoratori, diretta a garantire l’utilizzo dei lavoratori impiegati come volontari nei servizi antincendio e di protezione civile secondo modalità che assicurino la compatibilità tra le necessità aziendali e le esigenze di funzionalità dei servizi medesimi;
ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica n. 194 dell’8 febbraio 2001 avente ad oggetto “Regolamento recante nuova disciplina della partecipazione delle organizzazioni di volontariato alle attività di protezione civile” i lavoratori operanti nelle organizzazioni della protezione civile in qualità di volontari possono chiedere al proprio datore di lavoro (pubblico o privato) di assentarsi dal lavoro per l’espletamento delle attività di soccorso e di assistenza in occasione di catastrofi, calamità naturali o connesse con l’attività dell’uomo nonché per le attività di addestramento e simulazione, pianificate dall’Agenzia Nazionale per la Protezione civile o dalle altre strutture operative istituzionali di protezione civile;
nei periodi di assenza del volontario del servizio civile, il datore di lavoro deve mantenerne il posto di lavoro e la copertura assicurativa (Inail) e gli deve corrispondere il normale trattamento economico e previdenziale ovvero lo stipendio e il versamento dei relativi contributi all’Inps;
per ogni giornata di assenza tutelata e retribuita spetta la retribuzione globale di fatto giornaliera, ossia tutti quegli elementi della retribuzione che vengono corrisposti normalmente e in forma continuativa come ad esempio lo stipendio base, il superminimo, l’indennità di contingenza, gli scatti di anzianità, ecc.;
i corpi dei vigili del fuoco volontari più strutturati riescono in buona parte dei casi a garantire la copertura 24/7 con i volontari a disposizioni nel loro orario extralavorativo e quindi la piena operatività per far fronte alle emergenze senza dover attivare le disposizioni illustrate nei paragrafi precedenti. Al contrario, i corpi meno strutturati, i quali sono spesso localizzati nelle valli più periferiche e rappresentano le uniche unità di soccorso disponibili per gli interventi urgenti, per garantire interventi 24/7 devono spesso impiegare volontari in orario di lavoro.

Il Consiglio della Provincia autonoma di Trento impegna la Giunta provinciale:
a sollecitare i comuni affinché, ai sensi dell’art.55 lp 9/2011, promuovano forme di concertazione tra i datori di lavoro e i lavoratori, dirette a garantire l’utilizzo dei lavoratori impiegati come volontari nei servizi antincendio e di protezione civile e a comunicarne l’esito al Consiglio;
ad attivarsi presso l’INPS per acquisire i dati analitici relativamente ai permessi richiesti e accordati dai datori di lavoro per consentire ai volontari di svolgere funzioni di protezione civile, di soccorso e di assistenza in occasione di catastrofi, calamità naturali o connesse con l’attività dell’uomo;
a verificare la possibilità di introdurre misure di incentivazione fiscale o meccanismi premiali di altro tipo a favore di liberi professionisti e lavoratori autonomi che svolgono attività di volontariato nelle organizzazioni di protezione civile e di servizio antincendio e delle imprese che impiegano e favoriscono la partecipazione di volontari nelle predette organizzazioni;

Emendamento concordato con la Giunta:IMG_20190206_181008

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