Il caso della presunta ineleggibilità di Fugatti: la mia posizione nella Giunta per le Elezioni

Ieri mattina si è riunita la Giunta per le Elezioni. Era la prima seduta dal momento di insediamento del Consiglio provinciale avvenuto il 20 novembre scorso.
Diciamo che è stata una riunione “dibattuta”.

Il tema che ha scaldato gli animi è stato il come procedere sulla questione dell’ineleggibilità del presidente Fugatti.

Per quel che mi riguarda ho detto chiaro che non possiamo accontentarci del parere che a suo tempo fu espresso dall’ufficio legislativo della giunta provinciale. Lo stesso dirigente che ha firmato quel documento è poi stato confermato dal presidente eletto Fugatti. Non ho alcuna ragione per dubitare dell’indipendenza della persona in questione, Ma allo stesso tempo i rapporti di potere in gioco sono evidenti e non possiamo far finta che non esistano. La possibilità che ci sia un condizionamento, anche involontario, esiste e non può essere negata concedendo fiducia a priori o appellandosi all’imparzialità dei funzionari provinciali come fosse un dato acquisito, scritto nella pietra.

Ho anche sottolineato come la Giunta per le Elezioni della scorsa legislatura non avesse di fatto mai formulato alcun parere, visto che sulla questione si era dichiarata incompetente.

Alla luce dell’incertezza interpretativa rispetto alla normativa vigente, alla giurisprudenza in materia elettorale riguardante la presunta ineleggibilità del sottosegretario di Governo e al ruolo sia amministrativo che politico svolto da quello che all’epoca era ancora solamente il candidato presidente Fugatti nel caso specifico del punto nascita di Cavalese, ho suggerito di non limitarsi a chiedere un approfondimento giuridico agli uffici del Consiglio provinciale, che come noto non dispone di un ufficio di avvocatura, ma di rivolgersi all’esterno dell’ambito provinciale per avere un parere terzo ed imparziale. Ho quindi avanzato l’ipotesi di chiedere un parere all’Avvocatura dello Stato o al Ministero dell’Interno oppure di individuare dei costituzionalisti esperti in materia elettorale, uno nominato dalla maggioranza ed uno dalla minoranza.

A mio avviso la disamina conseguente non dovrebbe servire solo a chiarire il caso in oggetto e quindi ad accertare la legittimità degli attuali eletti, ma anche a comprendere se il quadro normativo debba essere adattato, in modo da evitare che situazioni analoghe si ripetano. Il compito dei consiglieri non può infatti limitarsi alla ratifica degli eletti ma obbliga anche ad eliminare eventuali vulnus all’attuale impianto normativo, qualora rilevati.

Per il momento la proposta è stata congelata. Prima di pronunciarsi infatti la commissione ha deciso di attendere l’esito di un approfondimento del servizio legislativo del Consiglio provinciale. Va bene, ma ricordiamoci che siamo parte di un’Istituzione che c’era prima del nostro insediamento E che continuerà ad esserci anche dopo che avremo lasciato ad altri il compito di amministrarla.

Qui la nota dell’ufficio stampa del Consiglio provinciale

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