Tempesta Vaia: Trentino Film Commission metta in campo risorse per progetti ad alta responsabilità sociale

Il 29 ottobre 2018 la “tempesta Vaia” si abbatteva con inusitata violenza sul Triveneto. Sono state ore di distruzione e paura, terminate le quali non c’è rimasto che osservare impotenti la devastazione che madre natura aveva lasciato dietro di sé. Per quanto tragico sia stato, questo evento un’utilità può averla. Fare da campanello d’allarme ricordando a tutti noi che se non cambiamo rotta ne pagheremo sempre più le conseguenze. Proprio per sviluppare questa consapevolezza, ho presentato un’interrogazione con la quale sollecito la giunta provinciale a dare a Trentino Film Commission (TFC) il compito di focalizzare il proprio expertise e le proprie risorse sulla “tempesta Vaia” e sullo splendido esempio dato dai trentini in quelle ore difficili. (immagine da Nimbus: Val Canali di Giorgio Pilotto)

Essere consci della fragilità del nostro mondo e delle nostre vite è un fatto importante. Sapere che ci sono dei limiti all’azione umana sul globo è il primo passo per sviluppare un mondo migliore. Finché rimangono isolate, queste consapevolezze però non sono sufficienti a spingere le persone a battersi per i cambiamenti che è necessario attuare. Vanno dunque diffuse affinché si sedimentino nel subconscio collettivo.  In Trentino siamo fortunati. Godiamo infatti delle risorse e degli strumenti adatti a dare il via a questo processo. Da noi l’industria cinematografica e quella dei videogiochi hanno un grande potenziale di sviluppo. Lo dimostra ad esempio il ritorno in termini economici e di immagine dei fondi erogati dalla provincia tramite la TFC. All’indotto determinato dagli investimenti nel settore video-cinematografico possiamo e dobbiamo abbinare anche la creazione di cultura e consapevolezza ambientale.

I cambiamenti climatici sono un pericolo per l’umanità e il Trentino ha i mezzi per avviare una strategia di comunicazione che lo ponga all’avanguardia rispetto ad altre regioni italiane ed europee per far sì che questa verità venga riconosciuta, generando poi le azioni necessarie a ridurne i rischi. Ci stiamo già differenziando con il protocollo T-Green ma non basta lavorare sull’impatto ambientale dei set di produzione. Abbiamo l’opportunità di lanciare un messaggio al mondo anche e soprattutto in termini di contenuto. Per farlo dobbiamo attirare produzioni che oltre a mettere in risalto il Trentino per gli incentivi all’industria cinematografica in genere, ma per quell’industria che produce contenuti ad alta responsabilità sociale. Un processo che se ben attuato potrebbe produrre grandi risultati, non solo dal punto di vista dello sviluppo sostenibile, ma anche dal quello economico per l’indotto che esso comporterebbe.

Questo in breve quanto ho cercato di comunicare alla giunta con la mia interrogazione (segue versione integrale a piè di pagina 244/XVI). Spero che sappiano ascoltare e facciano la cosa giusta.

Alex Marini (M5S)
Consigliere della Provincia autonoma di Trento 2018
Su Facebook: https://www.facebook.com/alexmariniM5S
Su Telegram: https://t.me/alexmariniM5S


* video YouTube da Green Valley Relax nella natura

TESTO INTEGRALE INTERROGAZIONE
Interrogazione 140 “Riapertura del punto nascite a Cavalese”

I documentari hanno una caratteristica che li differenzia dal resto delle produzioni cinematografiche. Hanno il pregio approfondire e analizzare con maggiore accuratezza i temi dell’attualità sociale, economica e sociale e ciò spesso genera effetti critici positivi sulla qualità del dibattito pubblico, e, in ultima istanza, sulla consapevolezza sociale. La ricerca effettuata su fatti reali e la conseguente costruzione della narrazione che la produzione di un documentario comporta, determinano la divulgazione di una tipologia informativa assai adatta a favorire la comprensione di fenomeni complessi da parte della cittadinanza;

la proiezione dei documentari e dei cosiddetti docufilm, anche quelli di carattere sperimentale, è spesso accolta con interesse in festival tematici, kermesse culturali o da gruppi/associazioni che operano nella società civile oltre che in alcuni circuiti cinematografici di settore, italiani e stranieri. I documentari svolgono pertanto una funzione chiave per accrescere la qualità del dibattito democratico e stimolare il coinvolgimento della cittadinanza alla discussione sui temi e sulle politiche pubbliche che la riguardano;

tra le varie fattispecie di documentari spiccano quelli attinenti ai temi ambientali ed in particolare quelli che affrontano l’emergenza dei cambiamenti climatici. A tal riguardo non è sufficiente citare i best seller di fama mondiale come “Una scomoda verità” (An Inconvenient Truth) di Davis Guggenheim con il protagonista ex vicepresidente degli USA Al Gore o “Punto di non ritorno” (Before the Flood) di Fisher Stevens, ma ci si può riferire anche produzioni di carattere locale con effetti divulgativi che hanno generato un sano dibattito a livello locale come “Veleni in paradiso” o “Farfalla avvelenatadi Andrea Tomasi e Jacopo Valenti;

non da meno è la funzione svolta dai videogiochi, i quali molto spesso vengono utilizzati nella didattica per facilitare processi di apprendimento di determinate materie scolastiche sia prevedendo utenti e fruitori di tipo passivo o interattivo;

la quasi totalità dei bambini a due anni è già in grado di usare un tablet o uno smartphone. Attraverso gli schermi degli apparati tecnologici i bambini giocano ma al contempo possono acquisire una miriade di informazioni: attraverso la leva motivazionale del gioco imparano e conoscono il mondo. Per capire la portata del potenziale dei videogiochi in termini di apprendimento si rimanda ad esempio al post Il potere didattico dei videogiochi. Ecco come Assassin’s Creed e gli altri insegnano la storia” pubblicato sul sito web di Ansa – Life Style;

nel corso della 24esima conferenza delle parti dell’United Nations framework convention on climate change (Cop24 Unfccc) che si è svolta a dicembre a Katowice in Polonia, il segretario generale dell’Onu, António Guterres, ha presentato la visione a lungo termine per la lotta cambiamento climatico spiegando che il prossimo Summit si dovrà concentrare su tre aspetti cruciali: suscitare una reale ambizione; stimolare un’azione di trasformazione nell’economia reale; avviare una mobilitazione senza precedenti dei cittadini e dei giovani. Il segretario generale ha invitato tutti i governi, le imprese, i finanziatori pubblici e privati e le organizzazioni della società civile a partecipare al processo di preparazione del Summit e al varo delle misure per combattere i mutamenti climatici. Come evidente, in questo contesto l’informazione e la divulgazione scientifica hanno un ruolo fondamentale;

come affermato anche da Best Climate Solutions, piattaforma per mostrare gli sforzi più innovativi e convincenti da tutto il mondo per costruire un futuro intelligente e resiliente, la comunicazione sta diventando uno strumento sempre più essenziale per informare e coinvolgere tutti i soggetti delle istituzioni, del mondo economico e della società civile e il pubblico, nonché per costruire ponti di collaborazione, ampliare e potenziare soluzioni innovative alle sfide poste dai cambiamenti climatici. In riferimento a ciò, la divulgazione di esperienze ed esempi sta moltiplicando le persone che uniscono le forze per rendere le loro comunità più resilienti, così come città, paesi e modelli di business che intraprendono il percorso di crescita a basse emissioni di carbonio;

Trentino Sviluppo Spa, Trentino Film Commission (TFC), avviata nel 2010, promuove e sostiene le produzioni cinematografiche, televisive e documentaristiche, sia italiane che estere, in grado di valorizzare e diffondere il patrimonio culturale, ambientale e storico del territorio trentino;

la TFC offre alle produzioni supporto logistico attraverso la ricerca di location, facilitazioni alberghiere, il coinvolgimento di professionisti attivi sul territorio e il reperimento di contatti sia con le pubbliche amministrazioni che con le forze dell’ordine. È inoltre impegnata a favorire lo sviluppo dell’industria audiovisiva locale e a proporre momenti formativi che rendano i professionisti del settore presenti sul territorio sempre più qualificati;

tra le novità introdotte nel 2017 dalla TFC figurano lo sviluppo del disciplinare T-Green, che permette di ricevere un contributo economico aggiuntivo alle produzioni che si impegnano a rispettare precisi standard di sostenibilità ambientale e il progetto Trentino Game Box, per la creazione di un’apposita linea di finanziamento finalizzata all’attrazione di imprese sviluppatrici di videogame e professionisti del settore;

la TFC gestisce due fondi: uno per finanziare le iniziative di produzione cinematografica, televisiva e di documentario – locali, nazionali e internazionali; un secondo fondo per il sostegno alla partecipazione a corsi di formazione o a mercati professionali di settore. Nel dettaglio i fondi in dote alla TFC sono destinati a:

a) sostenere la realizzazione e la diffusione di opere audiovisive, cinematografiche e televisive in Trentino, che contribuiscano ad arricchire il patrimonio culturale comune;
b) promuovere il patrimonio geografico, ambientale, culturale e storico della provincia di Trento in Italia ed Europa;
c) favorire la formazione e la specializzazione delle risorse professionali tecniche e artistiche operanti sul territorio, al fine di renderle più competitive a livello internazionale;
d) sostenere la programmazione cinematografica decentrata con particolare attenzione alla produzione di qualità;
e) sostenere le spese connesse al funzionamento e alla valorizzazione della TFC.

Nimbus web, il sito ufficiale della Società Meteorologica Italiana (SMI), la maggiore associazione nazionale per lo studio e la divulgazione di meteorologia, climatologia e glaciologia descrive in termini scientifici lo scirocco eccezionale, mareggiate e alluvioni del 27-30 ottobre 2018, cosiddetta Tempesta Vaia con le seguenti parole:

Tra sabato 27 e le prime ore di martedì 30 ottobre 2018 l’Italia è stata colpita da una fase perturbata tra le più intense, complesse e rovinose da molti anni, a causa della profonda depressione “Vaia” che – soprattutto lunedì 29 – ha attivato violentissime raffiche di scirocco, mareggiate, straordinarie onde di marea sull’alto Adriatico, e piogge alluvionali soprattutto sulle Alpi orientali.

Tra gli effetti, 16 vittime in totale, dal Trentino alla Campania (in gran parte per la caduta di alberi), danni ancora incalcolabili, ma dell’ordine di miliardi di euro, decine di migliaia di utenze ancora senza elettricità a due giorni dall’evento, soprattutto tra Trentino, Veneto e Friuli.

[] … “VAIA”, UNA DEPRESSIONE DI RARISSIMA PROFONDITA’

La depressione “Vaia” si è sviluppata sabato 27 ottobre 2018 entro un esteso canale depressionario proteso dal Baltico al Mediterraneo occidentale, e ha stazionato sui mari tra il Golfo del Leone, le Baleari e la Sardegna fino al mattino di lunedì 29.

Nel corso di questa giornata, alimentata dalla prima massiccia irruzione fredda della stagione a Ovest delle Alpi, dalla Valle del Rodano – il vortice ha subito un rapido approfondimento, classificabile quasi come “ciclogenesi esplosiva” (per la quale viene considerata una soglia di 24 hPa di diminuzione della pressione in 24 ore), responsabile del brutale rinforzo dei venti sull’Italia.

Alle h 00 UTC del 29 ottobre il minimo barico era di 995 hPa tra le Baleari e la Sardegna, poi si è mosso verso Nord-Est, raggiungendo la massima profondità di 978 hPa tra tardo pomeriggio e sera mentre migrava verso le regioni italiane nord-occidentali, con un calo di pressione di 17 hPa in circa 18 ore.

Il centro della profonda depressione è transitato a inizio serata, da Sud a Nord, sulla pianura torinese: al Collegio Carlo Alberto di Moncalieri alle h 18:24 la pressione atmosferica è scesa a 947,8 hPa (quota del barometro: 268 m), equivalenti a 978,7 hPa a livello del mare, valore tra i più bassi mai rilevati in oltre due secoli nella zona. Infatti, nella serie torinese di pressione dal 1791, solo in altre sei occasioni il barometro scese ancora più in basso… […]

la Tempesta Vaia e gli scenari apocalittici che ha lasciato alle spalle sono la dimostrazione di come il Trentino, al pari altre aree del globo terrestre percepite come più soggette agli effetti dei cambiamenti climatici, non sia un’isola felice ma corra rischi come ogni altra parte del pianeta;

alla luce degli eventi menzionati gioverebbe al futuro della comunità locale dar luogo a politiche pubbliche volte a favorire una maggiore sensibilizzazione in ordine alle misure di mitigazione e di contrasto ai cambiamenti climatici producendo e divulgando informazioni sui danni causati dal maltempo, sulle iniziative della protezione civile, di pulizia del bosco e di ricostruzione e sugli interventi necessari per contrastarli;

le immagini relative ai territori devastati dalla violenza del meteo e dagli interventi per porvi rimedio potrebbero essere utilizzate per produzioni dell’industria cinematografica e dell’industria dei videogiochi, le quali ad essere strumenti di diffusione della conoscenza hanno dimostrato di avere una resa economica superiore alla media in proporzione agli investimenti effettuati e di essere quindi un volano economico importante per il territorio;

Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per sapere:

se abbia considerato o intenda considerare l’adozione di misure per favorire la produzione di iniziative culturali nell’ambito degli audiovisivi e dei videogiochi che affrontino il tema dei cambiamenti climatici, anche con particolari forme di incentivi per la produzione documentaristica relativamente alla tempesta Vaia, ai danni provocati sul territorio trentino e all’operosità di volontari e professionisti nel far fronte al maltempo e alle attività di ricostruzione;

se intenda o abbia inteso intervenire sui criteri di destinazione dei fondi della TFC al fine di favorire il finanziamento di produzioni nell’ambito dei sette campi d’azione della strategia comunicativa richiamati dal segretario generale delle Nazioni Unite: transizione verso le energie rinnovabili; finanziamento dell’azione climatica e della tariffazione del carbonio; riduzione delle emissioni dell’industria; ricorso a soluzioni basate sulla natura; città sostenibili e azioni a livello locale; resilienza al cambiamento climatico.

 

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