Serodoli resti Serodoli, depositata interrogazione provinciale

Come ampiamente previsto e prevedibile, da qualche tempo si è riaperta la questione “Serodoli”. Per farla breve: in Val Rendena c’è una società impiantistica che desidera allargarsi su una zona naturale di altissimo pregio – Serodoli sopra Madonna di Campiglio, appunto – che per di più risulta pure essere la più rilevante di tutto il Trentino per concentrazione e qualità dell’acqua.

Attenzione! Non si tratta del classico dilemma “preservare l’ambiente o intascare la grana” o almeno non si tratta “solo” di questo. La richiesta di piazzare impianti a Serdoli, magari finendo col poggiare i piloni delle seggiovie direttamente nei bellissimi laghetti montani che ancora si possono ammirare in questo paradiso ad alta quota, è figlia di una concezione obsoleta e sfruttatoria della montagna. Parte dal presupposto, errato, che “ciò che è bene per gli impiantisti è bene per il Trentino” (fatte le debite proporzioni, un sempreverde italico buono per ogni latitudine). Non è così. I mutamenti climatici, il surriscaldamento globale ma anche l’evoluzione del gusto e delle aspettative del turista moderno impongono di pensare ad uno sviluppo turistico diverso, destagionalizzato e armonico rispetto alle meravigliose risorse naturali che Madre Natura ha donato al Trentino e all’Umanità. Questo non significa che si debba rinunciare alle piste da sci, vuol dire che si deve iniziare oggi (si doveva fare l’altro ieri, ma il passato purtroppo non possiamo cambiarlo) a ripensare il modello turistico proponendo serie alternative alla vacanza basata sulla settimana bianca dove l’ospite si “ammazza di sci” dalla mattina alle 4 di pomeriggio per poi cenare ed andare a letto esausto e ripetere tutto il giorno dopo e poi quello dopo e ancora e ancora fino al termine della vacanza. Si tratta di una “monocultura” che può durare ancora qualche anno, ma che con ogni evidenza è destinata ad estinguersi.

Prevedere il cambiamento, adattarsi, preservare la natura valorizzandola non è dunque “cieco ambientalismo”, ma lungimiranza. È la consapevolezza della necessità di adattare un modello destinato ad essere perdente nel medio periodo, per non trovarsi di colpo senza alternative dando all’improvviso un colpo mortale ai mezzi di sostentamento e agli stili di vita di chi sul territorio ci vive 365 giorni all’anno e non 6-7 mesi al massimo.

Per questo la battaglia per difendere Serodoli è fondamentale. Non solo per il suo valore ambientale intrinseco, che è grandissimo. Ma anche perché da essa deve partire una rivoluzione nel modo di pensare il turismo in Trentino.

Già anni prima di essere eletto mi ero schierato a difesa di Serodoli a maggior ragione lo faccio ora. Proprio in questi giorni ho presentato una prima interrogazione sul tema. Altri atti ed azioni seguiranno. So già che ci sarà da combattere ed infatti sono arrivati i primi “avvisi”. Non dobbiamo farci intimidire, l’importante è proseguire collettivamente e cercare un sostegno ancora più ampio, le forze che desiderano “mangiarsi” Serodoli sono ricche, potenti e godono di ampie entrature ad ogni livello, sociale e politico. Già pregustano il boccone, a lungo desiderato. Solo restando uniti ed agendo in maniera intelligente ed efficace potremo sperare di farle restare a bocca asciutta.

* * * * *

Interrogazione n. 343/XVI a risposta scritta
Espansione del comprensorio sciistico dell’area di Serodoli e relativa compatibilità ambientale

l’area della Val Nambino e dei laghi di Serodoli e Gelato, situata nella regione Trentino Alto Adige, provincia Autonoma di Trento (PAT), Comunità delle Giudicarie, Val Rendena, rientra nel sistema di laghi di origine glaciale del gruppo della Presanella ed è la più importante, per concentrazione e qualità dell’acqua, di tutto il Trentino;

questa area è percorsa da una fitta rete di sentieri del Club Alpino Italiano – Società Alpinisti Tridentini (CAI-SAT) tra cui il celebre «Sentiero dei 5 Laghi» che collega i laghi Ritort, Lambin, Serodoli, Gelato e Nambino ed è pertanto meta turistica di rilevanza internazionale privilegiata, dotata com’è di grande valenza naturalistica per l’assenza di qualsiasi disturbo infrastrutturale;

l’area in oggetto è stata più volte negli ultimi anni oggetto dell’ipotesi l’espansione del demanio sciistico da parte delle società impiantistiche locali, tanto che riguardo alla vicenda sono stati presentati numerosi atti politici di iniziativa della rappresentanza istituzionale e di iniziativa popolare presentati a tutti i livelli di governo. Tra gli altri si citano:

petizione popolare 2/XV “Contrarietà all’espansione delle aree sciistiche in provincia di Trento” con cui l’Osservatorio spontaneo sul rispetto dell’ambiente nella Provincia Autonoma di Trento e i quasi 6.000 sottoscrittori chiedevano la definitiva cessazione dell’espansione delle aree sciistiche nella provincia autonoma di Trento. Alla luce di tutte le previsioni sugli andamenti climatici per gli anni a venire, che mettono in evidenza come l’insistere nell’espansione delle aree dedicate allo sci alpino sia inutile autolesionismo, si presenta una scelta strategica da cogliere;

Interrogazione a risposta scritta 4-06014 presentata alla Camera dei Deputati a prima firma del dep. Riccardo Fraccaro il 12.09.2014 alla quale rispose il Ministro dell’Ambiente il 31.07.2015 affermando che tenendo conto del quadro pianificatorio provinciale, il documento elaborato dalla Comunità delle Giudicarie denominato «Criteri e indirizzi generali per la formazione del piano territoriale di comunità» prevede che l’ampliamento dell’area sciabile in località Serodoli venga eventualmente contemplata, al fine della elaborazione del piano territoriale, solo a seguito della positiva conclusione di uno studio strategico da predisporre sotto il profilo ecologico-ambientale e socio-economico;

Interrogazione euro-parlamentare con richiesta di risposta scritta E-007827-14 alla Commissione a prima firma della dep. Eleonora Evi “Protezione di un sito d’interesse comunitario ai sensi della direttiva 92/43/CEE” alla quale rispose la commissaria Karmenu Vella affermando che spetta alle autorità competenti nazionali valutare, caso per caso, se un determinato progetto possa avere effetti negativi per le specie e gli habitat interessati e autorizzarlo dopo aver accertato che non pregiudicherà l’integrità del sito. Se viene accertato che il progetto avrà un’incidenza sul sito, esso potrà essere autorizzato soltanto se vengono soddisfatte le condizioni di deroga stabilite dall’articolo 6, paragrafo 4, della direttiva habitat;

negli ultimi mesi si è tornati insistentemente a parlare dell’ampliamento delle piste da sci del comprensorio sciistico di Madonna di Campiglio-Marilleva all’area naturalistica di Serodoli. A titolo esemplificativo si vedano i seguenti estratti:

“Funivie Campiglio, bilancio record”, Il Trentino 09.09.2018: “Attualmente sono in corso una serie di ampliamenti sulle piste, aumenti di portata oraria impianti e potenziamento innevamento, mentre in prospettiva la Società ha già annunciato “apertis verbis” che la prossima Giunta Provinciale si troverà sul tavolo di nuovo l’ampliamento nell’area Serodoli e nell’area Vagliana- Mondifrà, quest’ultima in particolare, per alleggerire lo snodo Fortini/Pradalago unico punto di osmosi (sempre congestionato), tra le piste Folgarida e quelle di Campiglio”;

“Campiglio e Val di Sole, patto d’unione”, L’Adige 09.09.2018: “Il tema è quello del consolidamento della Skiarea Campiglio Dolomiti di Brenta da realizzare in due direzioni: un’unione societaria da “attuare in base a tempi tecnici” e un’unione territoriale attraverso l’ampliamento del demanio sciistico. Su questi due filoni si è concentrata un’assemblea degli azionisti di Funivie Madonna di Campiglio Spa, che ieri mattina al Carlo Magno Hotel spa Resort, ha presentato un bilancio da record…”;

“Ecco la seggiovia che da Fossadei sale a Malga Cioca”, Trentino 24.02.2019: “Gli onori di casa sono toccati all’assessore Roberto Failoni il quale ha commentato: «Questa è una scommessa vinta e dimostra che, se i territori coltivano un sogno, riescono a realizzarlo. E non finisce qui: realizzeremo altre opere, fra cui l’atteso bacino di raccolta, e poi guarderemo verso Campiglio. La Provincia ha compreso pienamente l’importanza dello sci alpino e continuerà a sostenerlo»”;

“Con più sciatori, più incidenti”, L’Adige 08.03.2019: “Confermata inoltre la volontà di ampliare il demanio sciabile di un 10% circa andando ad incrementare l’attuale (pari a 150 km) con 12-15 km in più: «Siamo convinti che una valutazione sia da fare anche in proiezione futura – sottolinea il direttore generale di Funivie Madonna di Campiglio Spa Francesco Bosco – da 10 anni stiamo crescendo. I ragionamenti che si erano interrotti con il vecchio esecutivo provinciale sono ripresi in maniera molto tranquilla e nelle sedi competenti perché vogliamo crescere come destinazione turistica e aumentare così tutto l’indotto». Non viene smentita la possibilità che ci si allarghi verso Serodoli: «Serodoli – continua Bosco – è sul tavolo come altre zone. Abbiamo già individuato delle aree scrutando il territorio. Noi non facciamo guerre puniche su Serodoli, l’ampliamento potrebbe essere verso Pinzolo o Marilleva». La richiesta però è chiara: «Ci venga data la possibilità di ampliare il demania sciabile. Salvaguardando quello che c’è da salvaguardare, visto che abbiamo dimostrato cura del territorio»;

Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per sapere

  1. quali siano i rapporti tra la Giunta provinciale e la società Funivie di Madonna di Campiglio Spa e se tra i due soggetti sia stato pattuito in forma orale o scritta qualche tipo di accordo volto ad ampliare il demanio sciistico;
  2. se la Comunità delle Giudicarie abbia prodotto o intenda produrre uno studio strategico aggiornato che consideri il profilo ecologico-ambientale e socio-economico in ordine all’espansione del comprensorio sciistico nell’area di Serodoli;
  3. se la Giunta abbia intrapreso i provvedimenti preliminari di competenza per la modifica del piano urbanistico provinciale al fine di introdurre ampliamenti delle aree sciabili tra la Comunità delle Giudicarie e la Valle di Sole e quali, eventualmente, siano i tempi previsti di conclusione dell’iter;

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