Ponti sul Caffaro: lettera alla ministra Gelmini, a questo punto per risolvere la questione è utile intervenga direttamente lo Stato

Cambiano i governi ma la faccenda dei ponti sul Caffaro resta ferma e irrisolta. I soldi pubblici per costruire il nuovo ponte, mai aperto perché gli autoarticolati faticano assai a impegnarlo, li ha messi il Fondo dei Comuni confinanti (al quale li ha dati il Trentino, il quale però demanda ogni responsabilità al Fondo in questione… perché come sappiamo tutti il Trentino non ha voce in capitolo su come vengono spesi questi soldi… vero?). La presidenza del Fondo Comuni Confinanti spetta alla Ministra per gli affari regionali e le Autonomie e con l’avvento del governo Draghi c’è un nuovo ministro in carica, Mariastella Gelmini. 

A prescindere dalle differenze politiche che ci separano, la Gelmini ha la responsabilità del Ministero e quindi è a lei che ci si deve rivolgere per chiedere che lo Stato faccia la sua parte nel risolvere l’incresciosa situazione che si è venuta a creare al confine fra Trentino e Lombardia.

Come avevo già fatto col suo predecessore Boccia, le ho quindi scritto la lettera che potete trovare in calce a questo messaggio, chiedendole di interessare il Ministero e di interloquire con le autorità lombarde e trentine coinvolte. Sbrogliare la matassa è nell’interesse di tutti ma soprattutto lo è in quello dei cittadini che ogni giorno si trovano a passare su una struttura che mostra preoccupanti segni di usura mentre a 2 passi ce n’è una nuova, costata parecchi soldi delle tasse, che non può essere usata per evidenti problematiche nel transito dei mezzi pesanti e quindi di rallentamento o blocco del traffico.

Se è vero che le responsabilità maggiori appartengono alle amministrazioni provinciali, regionali e comunali è altrettanto vero che ciascuna di queste realtà rappresenta un’articolazione dello Stato, il quale, posto di fronte ad una situazione assolutamente incresciosa, deve intervenire dando una mano a risolvere il problema. Da questo la mia lettera alla ministra Gelmini, che spero vorrà ascoltare il grido di rabbia ed esasperazione che giunge ormai da tantissimi cittadini sia giudicariesi che valsabbini.

Segue il testo della nota inoltrata alla Ministra Gelmini il 29 marzo 2021 (immagine a piè di pagina):

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Alla Cortese attenzione dell’On. Mariastella Gelmini
Ministra per gli Affari Regionali e le Autonomie

Trento, 29 marzo 2021

Oggetto: Richiesta di intervento sulla vicenda della rotatoria asimmetrica quadrata sul fiume Caffaro al confine tra Trentino e Lombardia

Gentile Ministra

in qualità di consigliere della Provincia Autonoma di Trento, con la presente sono a richiederLe un intervento in merito all’ormai annosa vicenda che riguarda il collegamento fra il Trentino e la Lombardia all’altezza del confine tra i comuni di Bagolino (Bs) e di Storo (Tn) e più precisamente in prossimità dei ponti sul fiume Caffaro.

Come Le sarà senz’altro noto, al ponte storico, che dal 1906 regola il traffico fra la Provincia di Brescia e quella di Trento (all’epoca della costruzione fra il Regno d’Italia e l’Impero Austro-Ungarico) ne è stato aggiunto un secondo nel 2017, il quale purtroppo non è sino ad oggi mai stato aperto a causa della difficoltà per i mezzi pesanti di impegnare lo svincolo che viene a crearsi fra la nuova e la vecchia struttura. Evitando di entrare negli aspetti tecnici di questa situazione, preme sottolineare come essa da un lato sia ormai ragione di scandalo nella cittadinanza sia bresciana che trentina che si trova quotidianamente a confrontarsi con le sue conseguenze e dall’altro ponga una seria minaccia ad un’arteria che convoglia notevoli volumi di traffico fra le due Regioni con potenziali gravissime conseguenze economiche qualora dovesse verificarsi un ulteriore peggioramento delle condizioni di passaggio dei mezzi.

Mi rivolgo dunque a Lei nella sua veste di soggetto cui per Legge spetta la presidenza del Fondo Comuni Confinanti, che ha finanziato la costruzione del nuovo ponte sul Caffaro con oltre 2,7 milioni di euro pubblici, o, in subordine, del potere di nominare un delegato per il medesimo ruolo, e per le funzioni assegnate dal Regolamento del Comitato paritetico per la gestione dell’Intesa. La richiesta è quella di mettere in atto un interessamento diretto da parte Sua e del Suo Ministero, al fine di coordinare interventi che consentano la messa in sicurezza del vecchio ponte sul Caffaro da un lato e che rendano finalmente operativo il nuovo ponte sul Caffaro, non da ultimo in un’ottica di efficiente impiego delle risorse pubbliche.

Per eventuali specifiche e dettagli tecnici segnalo altresì di aver già sottoposto la questione al Suo predecessore, in due separate missive, la prima datata 26 settembre 2019 e la seconda recante data 14 febbraio 2020, oltre ad aver depositato numerosi atti presso il Consiglio provinciale di Trento, l’ultimo dei quali è stato l’Interrogazione provinciale n. 1741/XVI a risposta scritta, depositata il 1° settembre 2020. A quanto mi risulta, in merito alla questione in oggetto il precedente Ministro aveva avuto alcune interlocuzioni con i rappresentanti istituzionali trentini, un’attività che mi permetto di sollecitare anche da parte Sua.

Ringraziando per l’attenzione e in attesa di un Suo gentile riscontro, porgo i più cordiali saluti.

Alex Marini – Consigliere della Provincia Autonoma di Trento

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