Bypass ferroviario di Trento. La maggioranza provinciale rifiuta di tutelare le sorgenti e il sonno dei trentini

Una maggioranza sorda e cieca ai bisogni dei trentini e ormai totalmente avulsa su se stessa ha rifiutato oggi di mettere in atto i più elementari interventi di verifica sulla tutela delle oltre 200 fonti d’acqua minacciate dal progetto di potenziamento ferroviario che interesserà l’area urbana di Trento. Non contenta la stessa maggioranza si è anche rifiutata di velocizzare la posa di barriere volte alla mitigazione della rumorosità dei treni su tutto il percorso ferroviario che sarà interessato da un aumento esponenziale dei convogli, mostrando tutto il proprio disprezzo verso coloro che, volenti o nolenti, vivono nei pressi delle tratte ferroviarie. Quando chi siede in maggioranza, pur di ribadire il proprio potere, non esita a far strame dell’interesse della popolazione è segno che si è ridotta la democrazia ad un mero esercizio muscolare i cui effetti deleteri sono ormai sotto gli occhi di tutti.

Nella discussione odierna in Consiglio provinciale la maggioranza ha bocciato le due proposte di risoluzione elaborate dal M5S (1) per garantire tutele alle falde acquifere minacciate dalla nuova ferrovia e (2) per rendere più rapidi gli interventi di riduzione del rumore causato dal passaggio dei convogli ferroviari.

L’assessore Tonina ha motivato la bocciatura dichiarando quanto segue: “Quanto chiede il consigliere sulle questioni di carattere geologico sottolineo che queste sono state effettuate dai tecnici di Italferr su incarico di RFI e quindi gli studi e anche le analisi che fino ad oggi sono state effettuate sono frutto di una stretta collaborazione proprio con le competenti strutture della Provincia autonoma di Trento che hanno anche fornito ai progettisti di Italferr tutti gli elementi conoscitivi che servivano e che erano a disposizione dell’amministrazione provinciale. Il servizio geologico della PAT collaborerà quindi come è normale che sia anche nelle successive fasi progettuali esercitando anche la necessaria azione di verifica e di controllo sulla qualità degli studi effettuati dal proponente dell’intervento.”.

In considerazione di quanto dichiarato la proposta di produrre una perizia sull’impatto idrogeologico del tunnel della circonvallazione ferroviaria di Trento scavato alla base dei gruppi montuosi della Vigolana, della Marzola e del Calisio e sotto il torrente Fersina, al fine di consegnarla al coordinatore del dibattito pubblico e di pubblicarla sul sito istituzionale della Provincia è stata bocciata.

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Segue il testo integrale della risoluzione 124/43/XVI del 9 novembre “Impatto idrogeologico del futuro tunnel ferroviario di Trento” (bocciata il 10 novembre 2021 – qui sintesi discussione: parte 1 e parte 2 – qui le dichiarazioni della conferenza stampa organizzata la mattina del giorno successivo e riprese da Il Dolomiti):

Come già evidenziato nell’interrogazione 3168/XVI “Occupazione di vaste porzioni di terreno agricolo per la realizzazione della nuova linea ferroviaria del Brennero “Lotto 3a Circonvallazione di Trento””, i contadini avrebbero espresso preoccupazione per le circa 220 fonti acquifere minacciate dalla costruzione del tunnel ai piedi della montagna sulla sinistra orografica del fiume Adige, nella circoscrizione di Mattarello (Circonvallazione ferroviaria: scendono in campo i contadini – L’Adige, 2 novembre 2021);

nello studio di impatto ambientale sul Progetto VIA n. 01/2009 “Linea del Brennero Quadruplicamento Verona – Fortezza Provincia di Trento – Progetto Preliminare Lotto3”, nella sezione “5. Caratteristiche delle componenti ambientali”, sezione “5.1 Ambiente Idrico”, gli impatti idrogeologici venivano sintetizzati come segue: “L’influenza che l’opera in esame ha sull’ambiente circostante è sostanzialmente diversa a seconda che il tracciato si sviluppi in sotterraneo o all’aperto. Si possono prevedere quantità di acqua potenzialmente drenata non trascurabili. Ciò comporterà la necessità di ricorrere ad ogni intervento che sia in grado di minimizzare il drenaggio di acqua in fase di costruzione e, contemporaneamente, prevedere ogni intervento teso a restituire all’ambiente l’acqua sottratta al masso attraverso il drenaggio”;

in particolare, per il tratto sotterraneo, relativamente all’interferenza con la falda acquifera, si specificava quanto segue: “In alcuni punti in cui il tracciato intercetterà il passaggio tra rocce a bassa permeabilità permotriassiche e rocce permeabili per carsismo e fratturazione. In corrispondenza del passaggio tra questi complessi idrogeologici si possono verificare venute consistenti e permanenti di acqua che potrebbero avere dei riflessi sulle sorgenti della zona, con un impatto a breve termine sulle sorgenti poste al limite di permeabilità e un impatto a lungo termine per le sorgenti poste ad una distanza maggiore. L’intercettazione dell’acquifero compartimentato più a Sud, deve far prevedere un drenaggio permanente delle acque, con effetti a breve e lungo termine sulle sorgenti, a causa della presenza del sistema cataclasato che veicola le acque all’esterno.”;

il Consiglio comunale di Trento, con delibera n. 134 del 14 ottobre 2009 esprimeva parere positivo sul Progetto VIA n. 01/2009, subordinandolo tuttavia all’avvenuto superamento delle criticità dettagliatamente riportate nelle premesse della medesima le quali comprendevano anche quelle relative agli equilibri idrogeologici. Prima di passare alla progettazione effettiva si sarebbe dovuto procedere ad una serie di verifiche, comprese quelle sull’assetto idrogeologico, il cui esito ad oggi non è noto. Le criticità che avrebbero dovuto essere oggetto di verifica non sono state considerate nemmeno nel protocollo d’intesa siglato da Comune di Trento, Provincia di Trento e RFI nel 2018;

in relazione alle problematiche idrogeologiche pubblicate sul sito del Comune di Trento si riportano le informazioni ad oggi note, sintetizzandole in tre punti:

  • prese acquedotto sopra la località Grotta di Villazzano – In località Grotta di Villazzano è presente la sorgente Valdacole. Essa è ubicata ad una distanza di circa 1 km dal tracciato, ad una quota di oltre 300 m superiore rispetto a quella di sviluppo della galleria, situazione da cui deriva un rischio di interferenza ad oggi valutato basso;
  • possibili danneggiamenti alle 222 sorgenti – Dalle analisi svolte sono state identificate 222 sorgenti presenti nell’area interessata dalle lavorazioni. I dati derivano dal database del Servizio Geologico della PAT. Circa il 63% delle sorgenti mostra portate medie inferiori a 1 L/s e oltre il 90% inferiori a 5 L/s. Allo scopo di valutare la probabilità di interferenza con le sorgenti poste nell’area in esame, è stata utilizzata una metodologia basata sull’utilizzo dell’indice DHI (Drawdown Hazard Index), usato in diversi progetti di rilevanza nazionale. La valutazione del DHI (Dematteis et al., 2001) rappresenta un metodo finalizzato a stimare il possibile impatto sulle risorse idriche sotterranee indotto dallo scavo di un tunnel. Il metodo si basa su svariati fattori, relativi alle condizioni geologiche dell’area ed alla posizione della sorgente rispetto all’opera in progetto.  Tra i parametri utilizzati i principali sono: distanza del punto dal tunnel; tipo di sorgente; grado di fratturazione e permeabilità della roccia; spessore della copertura sul tunnel. Ad ognuno di questi parametri viene associato un coefficiente e tramite un’apposita formulazione i fattori vengono moltiplicati tra loro ottenendo un valore che stima il rischio di interferenza per un determinato punto d’acqua. La maggior parte delle sorgenti analizzate ricade attualmente in classe di interferenza DHI da bassa a molto bassa;
  • attraversamento del torrente Fersina e del rio Sale – In entrambi i casi le quote di scavo della galleria sono molto inferiori alle quote degli alvei dei corsi d’acqua. Nel caso del Rio Salé la differenza di quota si aggira attorno a 60-70 m; nel caso del torrente Fersina si aggira attorno a  50 m. Nella successiva fase di progettazione definitiva sarà ulteriormente approfondita la questione della conoscenza idrogeologica e sarà possibile avere un quadro ancora più dettagliato;

come specificato sul sito istituzionale della Provincia, il Servizio Geologico esercita le competenze in materia geologica, idrogeologica, geotecnica e geomeccanica per la Provincia Autonoma di Trento. La sua attività si concretizza principalmente in consulenze e perizie fornite ad altri servizi dell’amministrazione provinciale. Il Servizio Geologico esegue e promuove studi per l’approfondimento delle conoscenze geologiche ed idrogeologiche del Trentino, effettua sondaggi geognostici sia con attrezzature proprie che con appalti a ditte esterne (questa attività viene svolta a supporto delle altre attività peritali o di studio). Oltre a ciò, il Servizio Geologico si occupa del monitoraggio e dello studio di movimenti franosi o di aree instabili, di misurazioni topografiche di precisione e della gestione stazione fissa GPS;

Tutto ciò premesso, il Consiglio impegna la Giunta

  1. a valutare l’affidamento al Servizio Geologico della Provincia autonoma di Trento di una perizia sull’impatto idrogeologico del tunnel della circonvallazione ferroviaria di Trento scavato alla base dei gruppi montuosi della Vigolana, della Marzola e del Calisio e sotto il torrente Fersina, al fine di consegnarla al coordinatore del dibattito pubblico e di pubblicarla sul sito istituzionale della Provincia;

2 Replies to “Bypass ferroviario di Trento. La maggioranza provinciale rifiuta di tutelare le sorgenti e il sonno dei trentini”

  1. Se gli elettori non capiscono ancora che questa è gente che non sarà mai in grado di risolvere i problemi pubblici tanto che ormai preferisce crearli ad hoc dal momento che ha visto che se poi, gli racconti al popolino, durante la prossima campagna elettorale, che i problemi che gli hai creato glieli risolvi, ci casca di nuovo e, ti rivota pure, che speranze potranno mai avere gli elettori ?

    È un popolo, quello italiano, che, dall’impero romano a quello Mussolinianio non ha conosciuto ancora i valori dell’ illuminismo, della democrazia e della libertà.

  2. Ho seguito il suo intervento in Consiglio e l’ho apprezzato perché rispecchia al 100% il mio pensiero. Grazie. Per fortuna tra la cieca avidità della politica c’è ancora chi sa guardare oltre al denaro. Alle prossime elezioni avrà un elettore in più

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