La Camera dei deputati salva il presidente del Mart ed ex deputato Vittorio Sgarbi – Cronaca dei fatti

Mercoledì 8 maggio nel Palazzo di Montecitorio si è parlato per l’ultima volta del caso Sgarbi vs Marini. Come forse ricorderete, nella primavera del 2019 l’ex deputato mi citò in giudizio chiedendomi 25.800 euro di risarcimento danni per diffamazione. A suo dire, lo avrei diffamato nell’esercizio della mie funzioni di consigliere provinciale nel periodo in cui era in corso l’istruttoria per la nomina alla presidenza del Mart di Rovereto. I suoi desiderata, tuttavia, non furono esauditi. Nel 2021, infatti, il giudice civile di Macerata riconobbe la correttezza dei miei comportamenti e la corrispondenza delle mie dichiarazioni alla realtà fattuale rispetto ai suoi trascorsi penali. Nel dispositivo della sentenza, inoltre, il giudice dispose il risarcimento dei danni a mio favore per le ingiurie che Sgarbi rivolse alla mia persona: 15.000 euro più le spese legali (circa 6.000 euro).

Naturalmente quel denaro non l’ho mai visto (e mai lo vedrò visto l’andazzo).

L’ex deputato Sgarbi – avendo preso atto del fallimento del tentativo di spillarmi denaro e del fatto che, contrariamente alle sue aspettative, avrebbe dovuto metter mano al portafoglio – pensò di rivolgersi alla Camera dei Deputati chiedendo l’immunità poiché i termini ingiuriosi proferiti nei miei confronti erano da ritenersi insindacabili.

Buon per lui, il tentativo di rifugiarsi sotto le ali della casta è andato a buon fine. Nella scorsa legislatura la Giunta per le autorizzazioni presieduta da Andrea Delmastro Delle Vedove di Fratelli d’Italia ciurlò nel manico limitandosi ad una serie di approfondimenti alquanto singolari in ordine allo svolgimento dei fatti in esame. Forse in attesa di una nuova composizione parlamentare, riuscì a non assumere alcuna decisione sulla richiesta di insindacabilità evitando così di esporsi al rischio di soccombere al (presunto) volere della maggioranza di allora. Fu una scelta astuta perché effettivamente gli equilibri politici sono cambiati radicalmente a favore di Sgarbi.

Con le elezioni del 2022 la destra ha conquistato il potere blindando l’ex deputato Sgarbi rispetto all’ordinario decorso della giustizia. In una prima fase, nel luglio del 2023, in qualità di Sottosegretario di Stato, Sgarbi é stato salvato dalla Giunta per le autorizzazioni approvando una relazione a lui favorevole. Poi, nei giorni scorsi, ci ha pensato l’aula a completare l’opera. Il dibattito alla Camera è durato una quindicina di minuti. I deputati della destra si sono arrampicati sugli specchi ultra-garantisti pur di trovare ragioni in difesa del loro collega per poi votare compatti al fine di perseguire il prosaico scopo di salvare il soldato Sgarbi.

Nell’articolo di Ilaria Proietti pubblicato su Il Fatto Quotidiano (mi fanno passare come ex presidente anziché come ex consigliere 😊), trovate un’ottima sintesi della vicenda. La stampa locale, invece, ha ritenuto di non riportare e di non commentare la notizia del salvataggio del presidente del Mart. D’altra parte di fronte alla legge c’è qualcuno più uguale degli altri e non è opportuno mettere in evidenza la questione. Gli elettori potrebbero svegliarsi dal torpore in cui versano.

* Se di vostro interesse, a piè di pagina trovate la cronologia degli eventi, il resoconto integrale del dibattito alla Camera dei Deputati dell’8 maggio 2024 e il link al video della seduta parlamentare.

Cronologia:

Prima parte della vicenda ed iter nella Giunta per le autorizzazioni della XVIII Legislatura 2018-2022

– 28 giugno 2023 – (discussione) seduta Giunta per le autorizzazioni della XIV Legislatura

– 5 luglio 2023 – (discussione) seduta Giunta per le autorizzazioni della XIV Legislatura

– 17 luglio 2023 – (discussione) seduta Giunta per le autorizzazioni della XIV Legislatura

– 25 luglio 2023 – (voto sulla relazione) seduta Giunta per le autorizzazioni della XIV Legislatura

– 8 maggio 2024 – Voto della Camera dei deputati sull’insindacabilità delle dichiarazioni di Sgarbi (interventi di Andrea Giaccone, Enrica Alifano, Ingrid Bisa, Daniela Dondi, Devis Dori, Antonella Forattini, Pietro Pittalis) – video della seduta 2h59’50”

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