Bacino di Ponte Pià assediato da limo e sedimenti ma non c’è chiarezza sulle modalità di rimozione

È di questi giorni la risposta ad una nostra interrogazione (la n. 2273/XVI) riguardo alle condizioni del bacino artificiale di Ponte Pià, in Giudicarie. La situazione è complessa e si gioca su più livelli, strutturali per quanto riguarda l’invaso ma anche chimici e di gestione sistemica oltreché legale. Di conseguenza la risposta è stata molto articolata. Qui cercherò di riassumere brevemente ciò che ci dice la Provincia, rimandando al testo riportato in basso e alla nostra precedente interrogazione per la trattazione esaustiva di tutta la questione.

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Attività di aprile 2021 – Newsletter n° 30

Il mese di aprile ha portato alcuni successi importanti: in materia di piccole e medie derivazioni idroelettriche siamo riusciti a far riconoscere molte delle nostre ragioni e a far avanzare in Trentino il principio delle Comunità Energetiche. Non solo, ricordate la richiesta di risarcimento presentata da Sgarbi Vittorio nei miei confronti? Ebbene, invece sarà lui a dover risarcire me… perché com’era chiaro a chiunque avesse gli occhi gli insulti stavano da una parte sola e non era certo la mia.

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Piccole centrali idroelettriche: la maggioranza respinge le proposte del M5S di partecipare alla definizione di una norma quadro statale per tutelare la gestione pubblica

Domanda: qual’è, su tutti, il problema principale del settore idroelettrico? Risposta: Un quadro normativo europeo estremamente frammentato e disomogeneo, con ogni Stato che applica le regole che vuole e i richiami della Commissione Europea che per ora sono stati recepiti solo dall’Italia. Questo è fonte di criticità, specialmente alle aziende energetiche locali che producono energia tramite le piccole concessioni idroelettriche. Avevamo presentato al Consiglio provinciale un Ordine del Giorno per provare ad arrivare ad una soluzione ma purtroppo la maggioranza ha ritenuto di bocciarlo.

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Servizio sicurezza dighe trentine: il M5S spinge per facilitare l’accordo fra Dolomiti Energia e i lavoratori.

Le dighe del Trentino rappresentano un valore strategico per il territorio e richiedono di essere presidiate 365 giorni all’anno. Queste strutture sorgono spesso in località impervie e, di conseguenza, i guardiani che lavorano per garantirne la sicurezza si trovano non di rado ad operare in condizioni di profondo isolamento. Secondo quanto denunciato da Uiltec Trentino di recente Dolomiti Energia ha manifestato il proposito di assumere nuovi guardiani che però saranno meno specializzati dei loro predecessori (non è infatti previsto per loro affiancamento e trasmissione delle competenze richieste), riceveranno paghe inferiori (poco più di mille euro al mese) ma si troveranno a dover far fronte alle stesse problematiche dei loro colleghi più anziani, una prospettiva che appare ingiusta e rischiosa per questi lavoratori. Per venire loro incontro il M5S ha di recente ottenuto l’approvazione di un Ordine del Giorno che impegna la giunta provinciale a confrontarsi con i rappresentanti dei lavoratori e Dolomiti Energia, in modo da mettere in campo soluzioni che garantiscano il benessere psicofisico dei guardiani e la sicurezza del territorio Trentino.

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Comunità Energetiche: i primi passi in Trentino grazie al M5S

Nel corso del Consiglio provinciale di metà aprile 2021 l’Aula ha approvato la legge sulle concessioni idroelettriche per le centraline in media e piccola derivazione, cioè quelle comprese fra gli 0 e i 3.000 kilowattora di potenza nominale (disegno di legge 81/XVI). In origine il provvedimento rischiava concretamente di aprire gli argini a massicce forme di speculazione ma dopo una lunga e articolata trattativa siamo riusciti ad inserire una serie di correttivi e anche di innovazioni che riteniamo potranno garantire la tutela degli interessi della cittadinanza trentina e non la mera ricerca del profitto finanziario, coniugando anche con un maggior rispetto per l’ambiente, i corsi d’acqua e per la dimensione sociale delle comunità locali.

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Centraline idroelettriche e tralicci: il punto della situazione prima del confronto in Aula

Nell’ottobre 2020 la Provincia Autonoma di Trento ha modificato la legge provinciale 4 del 1998 nella parte riguardante le modalità e le procedure di assegnazione delle concessioni idroelettriche. Si è puntato tutto sul prezzo trascurando ogni valutazione in fatto di impatto ambientale delle grandi centrali sui corsi d’acqua, senza contare che il più grande operatore in Trentino è Hydro Dolomiti Energia, società controllata al 60% da Dolomiti Energia Holding spa e per il restante 40% da Fedaia Holdings Sarl in Lussemburgo, di proprietà di Macquarie European Infrastructure Fund 4, rispondente a un fondo speculativo australiano noto alle cronache col poco lusinghiero soprannome di “canguro vampiro”.

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Sviluppo sostenibile ed efficientamento energetico: ecco come i comuni del Trentino-Alto Adige hanno impiegato i fondi 2020 della norma Fraccaro

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Come avvenuto nel 2019, anche per il 2020 molti Comuni trentini hanno potuto avvalersi dei finanziamenti statali previsti dalla cosiddetta norma Fraccaroche sostiene gli interventi comunali in fatto di sviluppo sostenibile ed efficientamento energetico. Il totale stanziato per i comuni della provincia di Trento l’anno scorso era stato di 8 milioni e 980 mila euro, cui si sono sommati gli interventi a favore dei comuni con una popolazione di più di 1.000 abitanti.

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#Superecobonus: ecco i benefici per l’edilizia popolare trentina

Nell’ultimo numero della rivista di ITEA sono stati annunciati gli interventi programmati dall’istituto di edilizia popolare della Provincia autonoma di Trento. Parliamo di potenziali interventi su 300 stabili per un totale di 1.200 alloggi. La misura ideata e proposta dal portavoce M5S in Trentino-Alto Adige Riccardo Fraccaro consente di avere benefici fiscali nell’ordine di 30 milioni ma soprattutto di migliorare l’efficienza energetica e dunque risparmi energetici, riduzione di emissioni di CO2 e dei costi in bolletta a vantaggio degli inquilini e dell’intera collettività per i prossimi decenni.

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Governance dei consorzi dei bacini imbriferi montani, dal passato al presente (Parte prima)

La cronaca riguardo alle nomine dei componenti delle assemblee dei consorzi dei comuni dei Bim del Chiese e del Sarca è a dir poco demotivante. Fino ad ora il tenore della discussione ha al massimo riguardato i nomi di alcuni candidati in una logica spartitoria delle cariche e del potere. Assente non giustificato invece qualsiasi ragionamento programmatico.

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