La maggioranza provinciale dice NO al coinvolgimento dei Comuni trentini nella gestione delle opere finanziate dal Fondo Comuni confinanti!

Ogni anno la Provincia di Trento e quella di Bolzano destinano svariate decine di milioni di euro al Fondo Comuni Confinanti, un ente che a sua volta indirizza i soldi su opere che dovrebbero aiutare a sostenere i territori di confine con Trentino-Alto Adige. La cosa incredibile (e anche incresciosa) è che i Comuni trentini interessati da queste opere non sono coinvolti e nemmeno informati rispetto ad esse. Nell’ultima seduta di Consiglio provinciale ho presentato una mozione per cambiare le cose… ma la maggioranza leghista mi ha risposto picche. Motivo? Coinvolgere i Comuni trentini rispetto a opere che li riguardano direttamente, finanziate con denaro proveniente (anche) dalle loro tasse è ritenuto un fastidio che rallenterebbe le procedure di assegnazione della grana.

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Bocciata la proposta di invitare i Comuni confinanti col Trentino al Dreier Landtag

All’inizio degli anni 2000 furono numerosi i comuni confinanti con la provincia di Trento a chiedere l’annessione alla provincia stessa. Pensiamo ai referendum svolti nei comuni di Lamon, Sovramonte, Magasa, Valvestino o al referendum minacciato dal Comune di Bagolino. Persino la provincia di Belluno arrivò a chiedere l’annessione alla regione Trentino-Alto Adige con una raccolta di 17.000 firme.

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La Lombardia progetta collegamenti ciclopedonali fra Lago d’Idro, Lago di Garda e Lago di Ledro per quasi un milione e mezzo di euro, il Trentino mette i soldi e tace

Si aprono spiragli sulla messa in opera e il recupero dei collegamenti ciclopedonali tra Trentino e Lombardia. Grazie ad un’iniziativa congiunta dei portavoce pentastellati Alex Marini e Ferdinando Alberti è venuta alla luce la volontà da parte di Regione Lombardia a procedere con la sistemazione delle antiche mulattiere che si estendono fra le foreste e le montagne dell’Alto Garda, una disponibilità cui fa purtroppo da contraltare il silenzio da parte degli organi di governo trentini.

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Attività di marzo 2021 – Newsletter n° 29

Come potrete constatare leggendo questa newsletter, Marzo 2021 è stato un mese densissimo, sia per eventi che per provvedimenti e atti presentati, al punto tale che riassumere il tutto non è facilissimo.

A livello di  attività istituzionale e politica l’evento principale di cui devo dare conto è la mia nomina a componente della conferenza dei consultori per l’emigrazione. Si tratta di un incarico di grande responsabilità che cercherò di interpretare nel migliore dei modi per i trentini all’estero come in Italia. Cose che si possono fare ce ne sono molte a partire dall’azione per cercare di riportare Chico Forti in Italia e su questo fronte mi sono portato avanti spedendo subito una lettera al Ministro Di Maio (qui approfondimento sul Corriere del Trentino). Quanto agli aspetti più tecnici ma non per questo meno importanti dell’attività consiliare, a marzo ho presentato le mie osservazioni al Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione del Consiglio provinciale, un lavoro complesso e impegnativo ma che andava fatto per cercare di rafforzare uno strumento fondamentale per la tutela dei cittadini ad ogni livello amministrativo che spesso risulta svilito da procedure “copia e incolla”.

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Tunnel della Val Vestino: si rideterminano gli stanziamenti ma l’opera è e resta sbagliata!

Senza tanto rumore né squilli di tromba, il 25 gennaio scorso la Provincia di Trento ha presentato una determina che rivede le spese per la realizzazione del tunnel della Valvestino. Come recita il documento in questione, l’opera per il momento è ferma alla “progettazione definitiva con complessi e costosi sondaggi geologici. Le spese per le attività finora svolte si possono considerare completamente finanziate dalla Provincia autonoma di Trento nell’ambito dei 6 milioni di euro considerati completamente a proprio carico“. La spesa totale prevista a carico delle casse pubbliche trentine e lombarde ammonta invece a 32.400.000,00 euro.

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Tunnel della Val Vestino: la Provincia di Trento tira dritto incurante di tutto, anche della logica.

Sul tunnel della Val Vestino, il traforo lungo circa 5 chilometri da percorrere a senso unico alternato (!) che si vorrebbe realizzare per collegare il Comune trentino di Bondone a quelli lombardi (per ora almeno) di Magasa e Valvestino è arrivata in questi giorni la risposta della Provincia ad una mia interrogazione del 25 marzo scorso. Si conferma la volontà di costruire un’opera senza che le comunità locali trentine si siano espresse, senza una seria valutazione sui costi-benefici dell’opera e senza che i Comuni lombardi coinvolti siano effettivamente passati al Trentino come hanno chiesto di fare da tempo.

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Tunnel della Val Vestino: richiesta valutazione ambientale strategica e analisi costi benefici

Che fine ha fatto il tunnel della Val Vestino? Stando alla stampa avanza piano, ma avanza…

Riassumendo in breve: si parla del progetto che vorrebbe collegare il Comune trentino di Bondone a quelli lombardi di Valvestino e Magasa (popolazione totale poco più di 300 abitanti), buttandoci sopra qualcosa più di 32 milioni di euro pubblici (ma analisi alternative sostengono che il costo reale dell’opera sarebbe almeno il triplo). Il tutto per realizzare un “tunnel a senso unico alternato” nel cuore di un’area incontaminata dal grande valore naturalistico. Continua a leggere “Tunnel della Val Vestino: richiesta valutazione ambientale strategica e analisi costi benefici”

Tunnel della Val Vestino. Il M5S unica forza politica ad aver denunciato da subito le opacità del progetto

Il M5S è sempre stato molto critico verso le modalità di approvazione del progetto di collegamento fra la Valle del Chiese la Val Vestino. La questione è intuitiva: con tutto il rispetto per le esigenze dei Comuni bresciani di Valvestino e Magasa, è necessario che le spese effettuate con denaro pubblico rispondano a criteri di razionalità ed efficacia nei confronti delle esigenze collettive. Si tratta di principi che sarebbero del tutto disattesi investendo almeno 32 milioni (più dell’80% delle risorse provenienti dalla Provincia di Trento) per costruire un tunnel a senso unico alternato e favorire 2 Comuni la cui popolazione assommata raggiunge a malapena le 320 unità. Con i tempi che corrono giustificare una spesa di più 100 mila euro per abitante appare francamente insostenibile, senza contare il pregio naturalistico dell’area potenzialmente interessata dal tunnel e il fatto che autorevoli studi ne quantificano il costo reale in cifre assai superiori a quelle ufficialmente preventivate. Continua a leggere “Tunnel della Val Vestino. Il M5S unica forza politica ad aver denunciato da subito le opacità del progetto”