Piano di Prevenzione della Corruzione 2021-2023: ecco cosa serve fare per un Consiglio provinciale più trasparente e più efficiente

A partire dal 2012 l’Italia ha intrapreso un percorso evolutivo per la prevenzione dei fenomeni corruttivi all’interno della pubblica amministrazione imprimendo così un netto cambio di rotta rispetto al passato. Anche su sollecitazione degli organismi internazionali, il nostro Paese ha deciso di passare da un approccio basato esclusivamente sulle azioni repressive ad un approccio radicalmente differente, seguendo la strada della prevenzione. Tale scelta ha determinato l’introduzione di una serie di iniziative di prevenzione della corruzione e di potenziamento della trasparenza all’interno di tutte le pubbliche amministrazioni del Paese, comprese quelle delle Regioni autonome e a Statuto speciale, dunque anche per ciò che riguarda il Consiglio provinciale trentino.

Quando si parla di corruzione non ci si riferisce solo al fenomeno nelle sue implicazioni penali bensì alla mala amministrazione intesa come inquinamento di interessi privati nella promozione di un interesse pubblico e di tutte le forme di opacità e di abuso che possono minare l’efficienza e il senso di fiducia dei cittadini nei confronti dell’ente pubblico. Le situazioni con rilevanza penale sono pertanto solo una parte di un problema molto più ampio e pervasivo.

Tra le varie iniziative che ogni pubblica amministrazione deve adottare per contrastare questi fenomeni la principale è indubbiamente il Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza tramite cui si procede all’analisi del contesto interno di un’organizzazione ma anche al contesto esterno ovvero all’universo delle relazioni di un’organizzazione e al territorio nella quale la stessa opera, alla mappatura dei processi amministrativi e istituzionali e dei relativi rischi collegati al fenomeno corruttivo e alle misure per la corretta attuazione del piano. Il Piano ha valenza triennale e viene aggiornato annualmente, non prima di aver proceduto con una consultazione pubblica per raccogliere le osservazioni di cittadini e soggetti interessati.

Sulla base dei principi e delle procedure sopra illustrate, nei giorni scorsi ho presentato una serie di osservazioni al PTPC del Consiglio provinciale di Trento approvato nel 2020, confidando che possano essere tenute in considerazione nell’aggiornamento del piano per il 2021 e nella pianificazione delle azioni da adottare in una prospettiva di ulteriore miglioramento dei livelli di efficienza, digitalizzazione e trasparenza, intesi come indicatori per misurare il grado di sviluppo democratico prima ancora che condizioni imprescindibili per la prevenzione della corruzione.

Ciò che chiedo non è di realizzare tutte le proposte dall’oggi al domani ma di costruire un insieme di meccanismi funzionanti e non meramente formali, sui quali l’amministrazione dovrebbe lavorare, possibilmente con maggiore responsabilità rispetto a quella sin qui dimostrata da parte degli organi di vertice politico…

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Segue il video di parziale presentazione e il testo integrale delle osservazioni (qui la versione pdf delle Osservazioni per la definizione del PTPC 2021-2023):

Oggetto: osservazioni al Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione del Consiglio provinciale di TrentoConsigliere Alex Marini

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1. Modalità di pubblicazione della delibera di adozione, del PTPC e degli allegati

Osservazione 1
Formato di pubblicazione del Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione

2. Osservazioni generali sul PTPC – Allegato A

Osservazione 2
Analisi del contesto

Osservazione 3
Parere del regolarità amministrativa e di regolarità contabile delle deliberazioni dell’Ufficio di presidenza

Osservazione 4
Procedimento normativo

Osservazione 5
Digitalizzazione dei processi
a) Procedura di deposito telematico degli atti consiliari nella versione digitale
b) Piattaforma digitale per il deposito e la consultazione degli emendamenti
c) Convocazione telematica e digitalizzazione del calendario e dell’ordine del giorno delle sedute consiliari

Osservazioni 6
Conflitto di interessi

Osservazioni 7
Segnalazione di condotte illecite (Whistleblowing)

Osservazione 8
Trasparenza e interventi di tipo generale per l’informazione dei cittadini e la diffusione dei dati pubblici
a) Pubblicazione dei processi verbali delle commissioni
b) Pubblicazione delle osservazioni e delle memorie depositate nel corso della trattazione dei disegni di legge in discussione in Consiglio provinciale
c) Videoregistrazione e divulgazione delle consultazioni svolte nelle sedute di commissione
d) Pubblicazione delle relazioni illustrate dalla Giunta provinciale in occasione delle comunicazioni di cui all’art. 140 del regolamento interno del Consiglio provinciale

Osservazione 9
Nomina di una responsabile della trasparenza distinto dal RPC

3. Osservazioni su processi e registro dei rischi – Allegato 2

Osservazione 10
Assetto organizzativo, fabbisogno di personale e assegnazione di risorse umane

Osservazione 11
Modalità organizzative delle mostre presso Palazzo Trentini

Osservazione 12
Procedure per incarichi e nomine

Osservazione 13
Consulenze legali e contenziosi

Osservazione 14
CORECOM – Controllo sull’applicazione della normativa in materia di par condicio

Osservazione 15
Difensore Civico e Garanti dei diritti – Garanzia di autonomia dell’organo

4. Osservazioni su programmazione della trasparenza – Allegato 3

Osservazione 16
Trasparenza sull’iter di valutazione e assegnazione della retribuzione dei risultato al personale dirigente

Osservazione 17
Pubblicazione della relazione della performance

Osservazione 18
Pubblicazione del provvedimenti organi di indirizzo politico

Osservazione 19
Accesso da remoto al registro di protocollo informatico del Consiglio provinciale da parte dei consiglieri provinciali

Osservazione 20
Spese di rappresentanza del Presidente del Consiglio provinciale

Osservazione 21
Rilevazioni sulla soddisfazione da parte degli utenti rispetto alla qualità dei servizi erogati dal Consiglio provinciale

Osservazione 22
Su pubblicazione spese e rimborsi chilometrici

1. Modalità di pubblicazione della delibera di adozione, del PTPC e degli allegati

Osservazione 1
Formato di pubblicazione del Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione

In riferimento al PTPC 2020-2022 si osserva la pubblicazione di documenti nella versione pdf immagine e non testuale. Ciò impedisce l’utilizzo e la fruizione di collegamenti ipertestuali a leggi, delibere, regolamenti ed altro e non consente la ricerca per parole chiave, limitando di molto la facilità di consultazione dello stesso e dunque l’efficacia del piano.

Con simili modalità di stesura e di pubblicazione del PTPC si ha l’impressione che l’amministrazione consiliare consideri la predisposizione del documento come un mero adempimento burocratico e non come un’opportunità di redigere un documento programmatico al servizio del cittadino. Laddove possibile, si ritiene auspicabile che i documenti in formato tabella siano messi a disposizione in formato ods (operational data store – Archivio dati operazionale) al fine di consentire di integrare dati da altre fonti per operazioni addizionali sui dati. Solo in subordine le tabelle andrebbero messe a disposizione in formato pdf testuale. 

In particolare si evidenzia:

2. Osservazioni generali sul PTPC – Allegato A

Osservazione 2
Analisi del contesto

All’art. 2 del PTPC 2020-2022 (Allegato 2) ci si limita a predisporre un’analisi della struttura organizzativa interna. Non vi è traccia di alcuna analisi riguardante il contesto socio-economico esterno, al fine di fornire una visione integrata della situazione in cui l’amministrazione opera e di mappare le fonti di rischio per la struttura organizzativa del Consiglio e per l’attività dei consiglieri provinciali.

Nell’aggiornamento 2015 al piano nazionale anticorruzione, in riferimento alla preparazione dei piani triennali di prevenzione della corruzione, si specificava che la prima e indispensabile fase del processo di gestione del rischio è quella relativa all’analisi del contesto, attraverso la quale ottenere le informazioni necessarie a comprendere come il rischio corruttivo possa verificarsi all’interno della pubblica amministrazione per via delle specificità dell’ambiente in cui essa opera o per via delle caratteristiche organizzative interne. In particolare, l’analisi del contesto esterno ha l’obiettivo di evidenziare come le caratteristiche dell’ambiente nel quale l’amministrazione o l’ente opera, con riferimento, ad esempio, a variabili culturali, criminologiche, sociali ed economiche del territorio possano favorire il verificarsi di fenomeni corruttivi interni.

Ai sensi del regolamento in materia di esercizio del potere sanzionatorio dell’Anac per l’omessa adozione dei PTPC di cui alla delibera del 9 settembre 2014, l’omessa adozione consiste nella mancata adozione della deliberazione dell’organo competente che approva i provvedimenti. Equivale a omessa adozione: a) l’approvazione di un provvedimento puramente ricognitivo di misure, in materia di anticorruzione, in materia di adempimento degli obblighi di pubblicità; b) l’approvazione di un provvedimento il cui contenuto riproduca in modo integrale analoghi provvedimenti adottati da altre amministrazioni, privo di misure specifiche introdotte in relazione alle esigenze dell’amministrazione interessata; c) l’approvazione di un provvedimento privo di misure per la prevenzione del rischio nei settori più esposti, privo di misure concrete di attuazione degli obblighi di pubblicazione di cui alla disciplina vigente.

Alla luce delle indicazioni dell’ANAC è pacifico che la mancanza dell’analisi del contesto esterno, il quale può influire sulle attività amministrative e istituzionali del Consiglio, non è conforme alla corretta adozione del PTPC.

Il rapporto METRic «Monitoraggio dell’Economia Trentina contro il Rischio Criminalità» a cura di Francesco Calderoni (2013, Transcrime) – evidenziava che, anche in Trentino, si riscontravano vulnerabilità legate alla carenza di controlli sulla corretta applicazione della legge, rischi di infiltrazione della criminalità organizzata negli ambiti economici affini al settore pubblico e carenze nei meccanismi di analisi del contesto esterno e di valutazione del rischio criminalità.

Il rapporto evidenziava altresì che le maggiori vulnerabilità riscontrate nel corso dell’analisi del contesto locale erano legate alla carenza di controlli sulla corretta applicazione della legge. Rilevava che: a) la normativa prevedeva adeguati meccanismi di controllo ma che essi, di fatto, non erano attuati dagli organi competenti; b) i limiti nei controlli aumentavano ulteriormente il rischio di infiltrazione nei settori esaminati (appalti, costruzioni, attività professionali, scientifiche e tecniche, trasporti, attività finanziarie ed assicurative); c) in vista degli sviluppi futuri delle attività legate ai settori analizzati, appariva opportuno rinforzare il sistema quanto più possibile.

In ragione dei vari rapporti istituzionali, delle indagini accademiche come quella menzionata nella premesse e dei fenomeni sociali ed economici che sono stati messi in evidenza anche dalle recenti indagini della Magistratura (es. Operazione Perfido), le quali hanno portato alla luce tentativi di avvicinamento da parte di esponenti di organizzazione in odore di mafia nei confronti di esponenti politici di rango provinciale, andrebbe sviluppata un’analisi del contesto esterno nel PTPC del Consiglio provinciale. L’analisi avrebbe un valore strategico perché sarebbe propedeutica a eventuali interventi nell’ambito della trasparenza sulle procedure che riguardano l’attività normativa, i provvedimenti amministrativi interni e gli atti di competenza del Consiglio come ad esempio le nomine di cariche istituzionali e incarichi pubblici.

Per quanto concerne l’analisi del contesto quale elemento propedeutico e indispensabile per l’elaborazion del PTPC si evidenza come l’istituzione di un Osservatorio sulla criminalità organizzata potrebbe svolgere un ruolo di supporto significativo. A tal fine il Presidente del Consiglio provinciale avrebbe l’opportunità di acquisire elementi e conoscenze partecipando ai lavori della Conferenza delle assemblee regionali. A tal riguardo vedasi le interrogazioni:
1461/XVI del 12 maggio 2020 – Osservatorio per il contrasto alla criminalità organizzata e mafiosa e promozione trasparenza
1598/XVI del 16 giugno 2020 – Partecipazione del Consiglio provinciale alle sedute del coordinamento delle commissioni e osservatori sul contrasto della criminalità organizzata

Osservazione 3
Parere del regolarità amministrativa e di regolarità contabile delle deliberazioni dell’Ufficio di presidenza

Per cercare possibili spazi di miglioramento dei servizi, per accompagnare e sostenere l’evoluzione delle funzioni consiliari (vedasi art.2 dell’Allegato A), nel ritenere che il principio di separazione tra amministrazione e Organi politici valga anche per gli atti dell’ufficio di presidenza del consiglio provinciale e dato atto che il Consiglio è dotato di una struttura amministrativa, si chiede di adottare un procedimento amministrativo tracciabile e certificato che preveda la redazione di proposte di deliberazione corredate dai pareri di regolarità tecnica e contabile, come previsto dagli articoli 185 e 187 del “Codice degli Enti Locali” della Regione T.A.A.”. 

L’adozione di una simile misura consentirebbe una migliore regolazione dell’esercizio della discrezionalità da parte dell’Ufficio di presidenza del Consiglio.

Osservazione 4
Procedimento normativo

Si chiede di valutare provvedimenti per assicurare maggiore rigore nell’effettuare l’istruttoria tecnico-legislativa obbligatoria condotta dagli uffici del Consiglio sugli aspetti di sostenibilità finanziaria e sull’impatto normativo al fine di una consapevole decisione del Consiglio provinciale con riguardo agli emendamenti presentati fuori dai termini regolamentari. Ciò anche in considerazione dell’analisi del contesto esterno che attualmente non viene effettuata ma che potenzialmente potrebbe mettere in evidenza pressioni esterne sul legislatore.

Un altro elementi critico riguarda la promiscuità dei provvedimenti legislativi che modificano contestualmente norme in materia di bilancio e norme in materia di contabilità.

A tal riguardo si vedano le seguenti interrogazioni:

  • 688/XVI del 30 luglio 2019 – Introduzione di leggi che comportino nuove o maggiori spese o diminuzione di entrate e relativo impatto sul bilancio
  • 718/XVI del 13 agosto 2019 – Sulle regole relative alla presentazione di emendamenti fuori dai termini regolamentari

Osservazione 5
Digitalizzazione dei processi

Tra gli interventi di digitalizzazione di cui all’art.5 dell’Allegato A del Piano si propone quanto segue:

a) Procedura di deposito telematico degli atti consiliari nella versione digitale

si dovrebbe contemplare una disciplina definitiva delle procedure di presentazione degli atti consiliari. L’emergenza Covid-19 ha favorito l’evoluzione delle procedure di deposito degli atti. Precedentemente vigeva l’obbligo del deposito cartaceo degli atti mentre ora è possibile depositare gli stessi per via telematica e nella versione digitale. In considerazione della necessità di disciplinare compiutamente la procedura di deposito si potrebbe pertanto emanare un provvedimento definitivo per trasformare in regolamento una prassi oramai consolidata.

b) Piattaforma digitale per il deposito e la consultazione degli emendamenti

Il processo di digitalizzazione dovrebbe essere esteso anche alla presentazione e alla trattazione degli emendamenti sul modello adottato dal Consiglio regionale lombardo con tutti i vantaggi derivati. A tal riguardo vedasi anche interrogazione 685/XVI del 26 luglio 2019 “Sistema digitale di presentazione degli emendamenti”.

c) Convocazione telematica e digitalizzazione del calendario e dell’ordine del giorno delle sedute consiliari

In virtù delle funzioni rese dalla piattaforma GoogleSuite si potrebbe considerare la convocazione e l’aggiornamento telematico dell’ordine del giorno dei temi in discussione delle sedute di commissione. A tal riguardo vedasi anche l’ultima interrogazione in ordine cronologico 1589/XVI del 12 giugno 2020 “Utilizzo delle tecnologie digitali nell’attività di convocazione delle sedute del consiglio provinciale e delle commissioni legislative”.

Osservazioni 6
Conflitto di interessi

In considerazione della nuova previsione regolamentare, la quale stabilisce che gli atti comportanti spese siano adottati dalle singole strutture competenti (vedasi comma 4, art.3 dell’allegato A) e delle misure da adottare per evitare situazioni di conflitto di interesse (vedasi art. 10 dell’allegato A), si suggerisce che i procedimenti relativi ai rimborsi delle spese legali di cui all’art. articolo 5, Regolamento sul trattamento economico dei consiglieri e sugli interventi a favore dei gruppi consiliari – deliberazione del Consiglio provinciale 11 aprile 2013, n. 6 – non siano emanati dall’Ufficio di presidenza come ad esempio avvenuto con l’approvazione della deliberazione del 12 giugno 2019 n.45 “Istanza di rimborso spese legali ad un consigliere provinciale – accoglimento”. Per simili deliberazioni, infatti, è troppo elevato il rischio che si possano concretizzare vantaggi personali, anche di natura non patrimoniale, a favore di taluni consiglieri o a svantaggio di altri.  

Osservazioni 7
Segnalazione di condotte illecite (Whistleblowing)

Nella pagina di segnalazione di illeciti (Wistleblowing) della sezione Amministrazione trasparente sono indicate le procedure di segnalazione di illeciti indirizzabili al R.P.C.T. del Consiglio provinciale. Nella pagina andrebbe indicato anche il percorso e la procedura per indirizzare eventuali segnalazioni direttamente all’ANAC come consentito dalla legge.

A tal riguardo andrebbe considerata l’ipotesi di un riordino del modello di impiego dei collaboratori dei consiglieri provinciali per consentire controlli di prevenzione della corruzione e di rilevamento di condotte illecite, soprattutto per quanto riguarda l’inquadramento e la tutela dei diritti dei lavoratori, anche presso i gruppi consiliari. È vero che questi ultimi hanno una loro autonomia organizzativa nel perseguire finalità politiche proprie ma è altrettanto vero che essi operano per una parte in un regime pubblicistico in un contesto economico e sociale esposto al rischio corruttivo e che pertanto andrebbe assicurata la possibilità di garantire un’istruttoria sulle condotte illecite segnalate in quello specifico ambito. Si pensi ad esempio all’obbligo di pubblicità dei rendiconti dei gruppi consiliari regionali e provinciali previsti dal decreto legislativo n.33 del 2013.

Per quanto riguarda le ipotesi di inquadramento dei dipendenti dei gruppi consiliari si evidenzia l’interrogazione 2099/XVI del 30 dicembre 2020 “Modelli di impiego dei collaboratori dei consiglieri provinciali, problematiche e prospettive di riforma”.

Osservazione 8
Trasparenza e interventi di tipo generale per l’informazione dei cittadini e la diffusione dei dati pubblici

Tra le misure possibili che possono essere previste per attuare gli obiettivi di cui all’art.7 “Interventi per l’informazione dei cittadini e la diffusione dei dati pubblici” e della Parte II (in particolare il comma 8) dell’allegato A si propone quanto segue:

a) Pubblicazione dei processi verbali delle commissioni

A tal riguardo vedasi anche le seguenti interrogazioni:
574/XVI dell’11 giugno 2019 – Pubblicazione dei verbali delle sedute delle commissioni consiliari sul sito istituzionale del Consiglio
1581/XVI dell’11 giuno 2020 – Pubblicazione dei processi verbali delle sedute delle commissioni sul sito internet istituzionale del consiglio provinciale
1591/XVI del del 12 giugno 2020 – Pubblicità dei verbali delle commissioni consiliari

b) Pubblicazione delle osservazioni e delle memorie depositate nel corso della trattazione dei disegni di legge in discussione in Consiglio provinciale

A tal riguardo vedasi interrogazione:
639/XVI del 27 giugno 2019 – Pubblicazione della documentazione relativa agli atti politici raccolta in fase istruttoria

c) Videoregistrazione e divulgazione delle consultazioni svolte nelle sedute di commissione

Vedasi interrogazione:
650/XVI del 3 luglio 2019 – Videoregistrazione delle sedute delle commissioni consiliari e introduzione della diretta streaming delle consultazioni con soggetti pubblici e privati promosse dalle commissioni

d) Pubblicazione delle relazioni illustrate dalla Giunta provinciale in occasione delle comunicazioni di cui all’art. 140 del regolamento interno del Consiglio provinciale

Vedasi interrogazione:
2076/XVI del 22 dicembre 2020 – Applicazione dell’art. 140 del regolamento interno del Consiglio provinciale in materia di comunicazioni del Presidente della Provincia

Osservazione 9
Nomina di una responsabile della trasparenza distinto dal RPC

La legge legge 190/2012 per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione prevede che l’affidamento a un unico soggetto delle funzioni di responsabile di prevenzione della corruzione e di responsabile della trasparenza sia solo un’opzione e non un obbligo. A tale riguardo per assicurare elevati livelli di trasparenza e di accessibilità alle informazioni andrebbe considerata l’ipotesi di nominare un responsabile della trasparenza con funzioni dedicate, al fine di implementare con maggiore efficacia le misure proposte nel presente documento e ottemperare con la massima correttezza agli obblighi di legge e agli obiettivi strategici in materia di trasparenza (vedasi ad esempio delibera ANAC n.1310 del 2016).

3. Osservazioni su processi e registro dei rischi – Allegato 2

Osservazione 10
Assetto organizzativo, fabbisogno di personale e assegnazione di risorse umane

Per quanto riguarda le misure di prevenzione di cui all’area Area A – allegato 2 “Valutazione del rischio”, come evidenziato nell’interrogazione 2324/XVI del 18 febbraio 2021 “Procedura concorsuale per l’accesso alla qualifica di dirigente presso il Consiglio provinciale”, urge avviare le iniziative propedeutiche all’adozione del regolamento previsto dal comma 3 dell’art. 7 del Regolamento organico del personale del Consiglio provinciale (Deliberazione del consiglio provinciale 4 aprile 2017, n. 5) per definire i criteri e la procedura di accesso alla qualifica di dirigente poiché attualmente l’amministrazione consiliare è in difetto di figure dirigenziali nel proprio organico. La conseguenza del non avere un numero di dirigenti corrispondente a quanto previsto dal piano triennale del fabbisogno del personale può comportare pesanti ricadute e problemi organizzativi/operativi all’interno dell’amministrazione consiliare nonché gravi conseguenze anche per quanto riguarda la gestione dei rischi prevista dal PTPC.

A titolo esemplificativo basti citare come l’attuale Responsabile della Prevenzione della Corruzione e Trasparenza sia stato nominato con delibera dell’Ufficio di presidenza n. 17 del 25 febbraio 2020 nella figura del dirigente dell’ufficio legislativo, il quale è in comando dalla Giunta provinciale (NB. il link a questa delibera non è disponibile nella sezione dei provvedimenti dell’Ufficio di Presidenza. La questione verrà trattata in seguito). Tale incarico presenta alcune criticità in quanto il comma 7 della “legge anticorruzione” (legge 190/2012) precisa che “L’organo di indirizzo individua, di norma tra i dirigenti di ruolo in servizio, il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza”. Il Dirigente dell’ufficio legislativo a cui è stato affidato l’incarico di RPCT è in comando dalla giunta provinciale e contemporaneamente riveste l’incarico di “di preposizione al servizio legislativo del Consiglio provinciale con decorrenza dalla data del collocamento in comando per la durata di cinque anni, subordinatamente alla proroga del comando presso il Consiglio provinciale.”

L’atto di incarico non motiva il fatto che esso sia conferito ad un dirigente fuori ruolo anziché ad un dipendente di ruolo del consiglio provinciale in contrasto con quanto dispone il Piano Nazionale Anticorruzione 2019 (Delibera n. 1064 del 13 novembre 2019 – pagine da 85 a 92). Paradossalmente però, negli anni precedenti alla nomina effettuata con la deliberazione 17/2020, la situazione era ancora più intricata visto che l’incarico di RPCT era affidato al segretario generale, anch’esso in comando, al quale era affidato ad interim anche il ruolo di responsabile dell’ufficio legislativo.

Si ritiene pertanto che sia necessario avviare una puntuale programmazione delle iniziative da adottare per la sostituzione del segretario generale e del dirigente di ruolo responsabile del servizio amministrativo, i quali cesseranno servizio nel corso 2021, al fine di non lasciare sguarnite delle posizioni cruciali per il buon funzionamento dei servizi e degli uffici del Consiglio provinciale e per prevedere, laddove possibile, anche tempi di affiancamento dei ruoli nei periodi prossimi alla cessazione di servizio assicurando così il passaggio delle consegne e il trasferimento delle conoscenze.

Si auspica infine che si attivino le procedure, o esse siano portate a rapida conclusione qualora già attivate, al fine di inquadrare definitivamente i dirigenti in comando alle dirette dipendenze del Consiglio provinciale.

Il recepimento delle predette proposte amplierebbe peraltro il perimetro delle misure compensative da applicare in caso di impossibilità della rotazione del personale di cui all’art.5 e all’art.6 “Rotazione del personale e misure compensative da applicare in caso di impossibilità della rotazione” dell’Allegato A del Piano.

Osservazione 11
Modalità organizzative delle mostre presso Palazzo Trentini

Tra le misure di prevenzione previste nell’Area D – allegato 2 “Valutazione del rischio” si chiede di predisporre una programmazione delle mostre nei modi e nelle forme proposte nell’interrogazione 1607/XVI del 17 giugno 2020 “Programmazione attività culturali espositive nelle sale aperte al pubblico di Palazzo Trentini”. Assicurare livelli minimi di accessibilità sulla programmazione delle mostre presso Palazzo Trentini, oltre a conformarsi ai principi generali della pubblica amministrazione (art.97 Cost) e consentire un controllo diffuso sull’operato dell’amministrazione consiliare, permetterebbe – ai sensi della legge provinciale sulle attività culturali 3 ottobre 2007, n. 15 – di coinvolgere le istituzioni, le autonomie locali, gli operatori culturali e i soggetti economici nell’elaborazione degli indirizzi delle attività culturali attraverso strumenti di programmazione partecipata nonché di sviluppare azioni per favorire la stessa, il coordinamento e la valutazione delle attività culturali.

Tra le misure di prevenzione previste nell’area D si chiede di effettuare una valutazione sui rischi connessi alle attività espositive di cui sopra. Il caso illustrato nell’interrogazione 1723/XVI del 20 agosto 2020 “Furto di oggetti da una mostra realizzata a palazzo Trentini” evidenza come la questione della sicurezza del materiale esposto debba essere affrontata in termini più approfonditi. 

Osservazione 12
Procedure per incarichi e nomine

In riferimento alle procedure per gli incarichi e le nomine (area G – allegato 2 “Valutazione del rischio”) si suggerisce di adottare iniziative per allineare l’iter istruttorio ai principi generali del procedimento amministrativo, soprattutto per quanto concerne la pubblicità degli avvisi di apertura dell’iter di nomina, l’esame delle candidature e, laddove non esplicitamente impedito dalla legge, la pubblicazione dei curriculum e delle motivazioni dei candidati alle diverse posizioni.

C’è consapevolezza di come l’ambito di applicazione delle misure di prevenzione sia piuttosto vasto e spesso non disciplinato puntualmente dalla legge. Appunto per tale ragione si ritiene ci sia lo spazio per assumere un atteggiamento all’insegna della trasparenza e della riduzione dei margini di discrezionalità che talvolta vengono generosamente concessi alle scelte politiche.

Alcune proposte in tal senso sono state formulate nei seguenti atti:

  • 359/XVI del 20 marzo 2019 – Nomine e designazioni e audizione in commissione consiliare di associazioni di categoria e ordini professionali interessati
  • 424/XVI del 15 aprile 2019 – Valutazione sul piano dell’adeguatezza professionale dei soggetti aspiranti a ricoprire l’incarico di Difensore civico, di Garante dei diritti dei detenuti e di Garante dei diritti dei minori
  • 722/XVI del 19 agosto 2019 – Procedure selettive per la nomina del difensore civico, del garante dei diritti dei detenuti e del garante dei diritti dei minori
  • 826/XVI del 25 settembre 2019 – Nomina dei componenti della commissione per il referendum
  • 2148/XVI dell’11 gennaio 2021 – Procedure di nomina del Difensore civico e delle altre figure di garanzia

Osservazione 13
Consulenze legali e contenziosi

Si chiede di varare specifiche previsioni regolamentari per i procedimenti riguardanti gli atti comportanti spese per consulenze legali e contenziosi, ambito considerato nell’Area H dell’allegato 2 “Valutazione del rischio”(Consulenze legali e contenziosi). 

Anche alla luce delle problematiche evidenziate negli atti consiliari presentati per chiarire il perimento del contenzioso in essere tra l’ex segretario particolare del Presidente del Consiglio provinciale e il Consiglio provinciale stesso, andrebbe disciplinata con maggiore rigore la procedura che stabilisce se costituirsi in giudizio oppure rinunciare alle liti e, in subordine, lo stesso andrebbe fatto per la procedura che definisce le modalità di affidamento di incarichi esterni con riguardo alle consulenze legali. A tal fine andrebbe anche considerata l’ipotesi di prevedere pareri obbligatori di regolarità amministrativa e contabile al momento dell’adozione delle deliberazioni dell’Ufficio di presidenza, come suggerito con un’osservazione formulata nella prima parte di questo documento.

Alcune delle problematiche relative al contenzioso in oggetto sono state evidenziate nelle seguenti interrogazioni consiliari:

  1. 1920/XVI del 2 novembre 2020 – Informazioni su un contenzioso in corso che riguarda il consiglio provinciale
  2. 2042/XVI del 5 dicembre 2020 – Valutazione di possibili situazioni di conflitto di interesse in capo al Presidente del Consiglio nell’adozione di alcune deliberazioni dell’Ufficio di presidenza
  3. 2302/XVI del 17 febbraio 2021 – Informazioni su un contenzioso in corso che riguarda il consiglio provinciale

Osservazione 14
CORECOM – Controllo sull’applicazione della normativa in materia di par condicio

Nell’Area I dell’allegato 2 “Valutazione del rischio” andrebbero introdotte misure di prevenzione che considerino la coerenza dei comportamenti del Corecom con le delibere conclusive di Agcom. Nel periodo compreso fra il 2019 e il 2020 si registrano diversi provvedimenti emanati da Agcom a fronte di una atteggiamento apparentemente apatico da parte del Corecom in relazione ai controlli sull’applicazione della normativa in materia di par condicio. Nel caso di specie i provvedimenti hanno evidenziato violazioni della par condicio delle comunicazioni politiche della Giunta provinciale e del Consiglio provinciale. Si fa inoltre notare il parere elaborato dall’Agcom in ordine all’incomprensibile interruzione della diretta streaming delle sedute del Consiglio provinciale in occasione di elezioni e referendum.

Seguono i riferimenti alle delibere Agcom che hanno evidenziato violazioni della par condicio da parte della Giunta e del Consiglio provinciale:

A tal riguardo vedasi anche interrogazioni:

  • 885/XVI del 10 ottobre 2019 “Tempi di risposta da parte del Corecom in ordine ad una segnalazione”
  • 1310/XVI dell’8 aprile 2020 “Trasmissione delle sedute del consiglio provinciale”
    In allegato: Parere di Agcom del 18.03.2020 “Trasmissione in diretta delle sedute del Consiglio provinciale durante il periodo elettorale. Riscontro quesito”
  • 1726/XVI del 21 agosto 2020 “Correttezza della comunicazione istituzionale degli uffici stampa di Consiglio e Giunta provinciale”

In generale, si chiede che i provvedimenti emanati dall’Agcom che riguardano il Consiglio provinciale vengano tenuti in considerazione nella valutazione della performance del responsabile dell’ufficio stampa del Consiglio, essendo ritenuta tale attività come una di quelle particolarmente esposte alla possibilità di corruzione ai sensi dell’art.3 dell’allegato A.

Osservazione 15
Difensore Civico e Garanti dei diritti – Garanzia di autonomia dell’organo

Sempre nell’Area I dell’allegato 2 “Valutazione del rischio” si chiede di adottare provvedimenti amministrativi affinché il Difensore Civico non sia influenzato dagli organi politici nell’esercizio delle sue funzioni ma che i suoi poteri siano salvaguardati al fine di tutelare i cittadini contro le cattive pratiche amministrative che possono danneggiarli. Va garantita la massima indipendenza del Difensore Civico stesso. Le misure preventive dovrebbero pertanto assicurare la dotazione di personale, la dotazione di risorse strumentali necessarie allo svolgimento delle sue funzioni e la protezione dei dati contenuti nei fascicoli da esso gestiti rispetto a eventuali intromissioni dagli organi di vertice del Consiglio provinciale al fine di ottemperare alle disposizioni della legge provinciale sul difensore civico del 1982 n.28 laddove si afferma che Il difensore civico svolge la sua attività in piena libertà ed indipendenza”.

La Commissione europea per la Democrazia attraverso il Diritto (Commissione di Venezia) nella 118a Sessione Plenaria che si è svolta a Venezia il 15-16 marzo 2019 ha adottato i principi sulla protezione e la promozione dell’istituzione del Difensore civico (Principles on the Protection and Promotion of the Ombudsman Institution (“The Venice Principles”) (versione italiana). Nelle premesse del documento adottato dalla Commissione di Venezia si ricorda che il Difensore civico è un’istituzione che deve operare in maniera indipendente contro la maladministration e le presunte violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali che colpiscono individui o persone giuridiche e si afferma che i Governi e i Parlamenti devono accettare la critica in un sistema trasparente responsabile nei confronti del cittadino. Il documento è stato peraltro recepito anche dall’Assemblea plenaria della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee delle Regioni e delle Province autonome il 26 settembre 2019 che ha approvato le Linee di indirizzo delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano in merito alla disciplina degli organi di garanzia: “Difensore civico, Garante per l’infanzia e l’adolescenza, Garante dei diritti dei detenuti” (www.parlamentiregionali.itOrdine del giorno 3/2019 del 26.09.2019).

In particolare, i paragrafi 21 e 22 dei Principi di Venezia, sottolineano l’importanza dell’autonomia finanziaria e gestionale dell’Ufficio del Difensore Civico così da garantire l’esercizio pieno, indipendente ed effettivo delle sue responsabilità e funzioni. Per quanto riguarda le risorse economiche, il punto 21 prevede che il Difensore civico deve essere consultato e gli deve essere richiesto di presentare un progetto di bilancio per il futuro periodo di esercizio e per quanto riguarda le risorse umane il punto 22 specifica che l’istituzione del Difensore Civico deve disporre di un sufficiente staff e di un’adeguata flessibilità strutturale.

In relazione al tema affrontato nella presente osservazione si vedano anche i seguenti atti:

  • Proposta di ordine del giorno 2/41/XVI del 15 ottobre 2020 “Elaborazione di una proposta di modifica del regolamento per aggiornare la disciplina sul funzionamento del difensore civico, del garante per l’infanzia e l’adolescenza e del garante dei diritti dei detenuti”
  • Interrogazione 1731/XVI del 27 agosto 2020 “Personale al servizio dell’ufficio del Difensore civico”
  • Interrogazione 1935/XVI del 5 novembre 2020 “Risorse assegnate al difensore civico e agli altri organi di garanzia”

4. Osservazioni su programmazione della trasparenza – Allegato 3

Osservazione 16
Trasparenza sull’iter di valutazione e assegnazione della retribuzione di risultato al personale dirigente 

Per quanto la normativa preveda che i dati relativi ai compensi erogati in conseguenza della valutazione siano esposti in forma aggregata, si chiede di rendere disponibili gli obiettivi che vengono assegnati, come previsto dagli accordi decentrati di valutazione dei direttori e dei dirigenti.

Ad esempio si chiede che siano esplicitati i fattori di valutazione illustrati dall’art. 5 – Accordo decentrato valutazione direttori del 29 gennaio 2014 siglato dalla dirigente del servizio amministrazione e dalla delegazione sindacale e dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali. L’art.5 nello specifico prevede: 1) la metodologia di valutazione definisce un sistema di valutazione misto, in quanto la valutazione del direttore è considerata sia attraverso il grado di conseguimento dei risultati in relazione agli obiettivi assegnati, sia attraverso le capacità/competenze organizzative espresse in relazione alla specifica posizione ricoperta; 2) L’area degli obiettivi, che comporta l’assegnazione degli obiettivi ad inizio periodo, correlati a indicatori in grado di assicurarne la misurabilità, è ripartita tra obiettivi qualitativi, obiettivi quantitativi e obiettivi di progetto. La valutazione delle capacità/competenze è effettuata a fine periodo sulla base di fattori di valutazione definiti nella metodologia; 3) Per l’area degli obiettivi che compete all’Ufficio di presidenza, su proposta del nucleo di valuazione, stabilire i pesi relativi ad ogni obiettivo, tenuto conto che la somma dei pesi attribuiti agli obiettivi dovrà sempre corrispondere al cento per cento; 4) Gli effetti economici correlati alla valutazione si esplicano attraverso l’attribuzione di una retribuzione di risultato, erogata in modo proporzionale al punteggio ottenuto sommando il valore della valutazione dell’area degli obiettivi con quello dell’area delle capacità/competenze.

Osservazione 17
Pubblicazione della relazione della performance

La pubblicazione della relazione della performance prevista dall’art. 10, decreto legislativo 150/2009 in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni, non è prevista nell’organizzazione del Consiglio provinciale così come indicato nella riga 25, della parte VI “Performance” dell’Allegato 3 al PTPC 2020-2022. Andrebbe quindi esplicitamente prevista la pubblicazione della relazione così come previsto per le pubbliche amministrazione del resto del Paese.

A tal fine si segnala come nell’adunanza del 28 dicembre 2016 l’ANAC abbia approvato in via definitiva la delibera n. 1310 «Prime linee guida recanti indicazioni sull’attuazione degli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni contenute nel d.lgs. 33/2013 come modificato dal d.lgs. 97/2016». Nella delibera al punto 1.4. “Regioni a statuto speciale e Province autonome” specifica che «Le modifiche introdotte dal d.lgs. 97/2016 non hanno interessato le norme transitorie e finali contenute nell’art. 49 del d.lgs. 33/2013. Resta fermo quindi che le Regioni a statuto speciale e le Province autonome di Trento e Bolzano possono individuare forme e modalità di applicazione del decreto in ragione della peculiarità dei propri ordinamenti (co. 4). Si evidenzia al riguardo che, anche alla luce dell’esperienza maturata dall’Autorità nell’esercizio della attività di vigilanza e controllo sul rispetto degli obblighi di trasparenza, tale previsione è da intendersi riferita esclusivamente alle “forme e modalità” attuative delle disposizioni in materia di trasparenza contenute nel d.lgs. 33/2013. Ciò vuol dire che non possono essere previste, comunque, deroghe ai contenuti del decreto che limitino o condizionino i contenuti degli obblighi di trasparenza». 

Osservazione 18
Pubblicazione del provvedimenti organi di indirizzo politico

In seguito all’interrogazione 1919/XVI del 2 novembre 2020 “Informazione sui provvedimenti amministrativi consiliari” si è provveduto a dare attuazione al Regolamento interno del Consiglio laddove all’art 147, comma 8, prevede che “Copia dell’elenco delle deliberazioni dell’ufficio di presidenza è trasmessa, contestualmente alla pubblicazione all’albo del Consiglio, a ciascun gruppo. I Consiglieri provinciali e la Giunta hanno diritto di ottenere copia delle deliberazioni dell’ufficio di presidenza, entro i limiti stabiliti per l’accesso alle deliberazioni della Giunta provinciale”.

Da apprezzare il fatto che a partire dal novembre 2020, al momento dell’adozione delle deliberazioni dell’Ufficio di presidenza, i consiglieri vengano messi a parte dell’attività svolta dall’Ufficio, fornendo loro l’elenco del numero delle deliberazioni e l’oggetto delle stesse. Nell’archivio interno accessibile ai consiglieri (GDoc) vengono messi altresì a disposizione tutti gli elenchi delle deliberazioni comprese quelle non accessibili dalla sezione amministrazione amministrazione del sito istituzionale.

Il contenuto integrale delle deliberazioni dell’Ufficio di Presidenza è accessibile solo dalla sezione amministrazione trasparente ma non per tutte le deliberazioni. Qualora alcune deliberazioni per criticità connesse alla privacy non potessero essere messe a disposizione dei consiglieri o dei cittadini, esse andrebbero almeno menzionate con l’indicazione del numero e dell’oggetto nell’apposita sezione. Ad esempio nell’elenco delle deliberazioni della sezione trasparente non sono accessibili le deliberazioni n.1, 2, 3, 4 e 5, per le quali non è nemmeno possibile conoscere l’oggetto e quindi la natura delle stesse.

Osservazione 19
Accesso da remoto al registro di protocollo informatico del Consiglio provinciale da parte dei consiglieri provinciali

Il 5 novembre 2020 nella risposta a una specifica richiesta dello scrivente inoltrata il 27 ottobre 2020, il Presidente del Consiglio provinciale manifestava la necessità di approfondire la questione sollevata dal punto di vista sia giuridico sia tecnico, alla luce delle caratteristiche intrinseche del sistema di protocollo informatico in uso presso il Consiglio provinciale, affinché l’organo di direzione e di indirizzo amministrativo dell’ente potesse assumere le necessarie decisioni per assicurare la piena attuazione del diritto di accesso da parte dei consiglieri provinciali.

In precedenza era stata depositata l’interrogazione 1675/XVI del 10 luglio 2020 avente ad oggetto “Assicurare ai consiglieri provinciali l’accesso da remoto al registro di protocollo informatico generale ed al sistema contabile del consiglio provinciale”.

L’auspicio è che nel corso del 2021 venga reso esercitabile il diritto di accesso al registro di protocollo informatico da parte arte dei consiglieri provinciali.

Osservazione 20
Spese di rappresentanza del Presidente del Consiglio provinciale

In considerazione che il dettaglio di parte delle spese di rappresentanza relativamente all’anno 2020 è stato reso noto con la risposta all’interrogazione 1831/XVI del 13 ottobre 2020 “Acquisto di beni e servizi di rappresentanza per l’anno 2020”, si potrebbe considerare l’ipotesi di pubblicare per gli anni futuri l’elenco completo nella parte dedicata della sezione amministrazione trasparente del sito istituzionale, anche se per il Consiglio provinciale non esistono specifici obblighi di legge come per gli enti locali.

Osservazione 21
Rilevazioni sulla soddisfazione da parte degli utenti rispetto alla qualità dei servizi erogati dal Consiglio provinciale 

Si chiede di valutare l’introduzione di sistemi di rilevazione sulla soddisfazione da parte degli utenti rispetto alla qualità dei servizi in rete, anche in termini di fruibilità, accessibilità e tempestività, statistiche di utilizzo dei servizi in rete ai sensi del comma 3, art.7 (Diritto a servizi on-line semplici e integrati) del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 (Codice dell’Amministrazione digitale). A tal fine consiglieri provinciali e cittadini potrebbero essere considerati in qualità di utenti: i primi nell’accedere ai servizi a loro offerti dalla struttura interna (molti dei servizi sono stati menzionati nei paragrafi precedenti); i secondi nell’accedere ai servizi generalizzati erogati dal Consiglio provinciale come ad esempio il sistema di pubblicazione delle leggi e degli atti politici oppure i servizi di tutela dei diritti fondamentali garantiti dagli organi incardinati sul Consiglio provinciale. 

A tal riguardo si riportano alcune interrogazione che hanno parzialmente affrontato la questione dei monitoraggi e dell’interazione con l’utente:

  • 686/XVI del 26 luglio 2019 – Sistema di monitoraggio delle risposte alle interrogazioni consiliari
  • 776/XVI del 9 settembre 2019 – Rispetto da parte dell’esecutivo dei termini di risposta alle interrogazioni
  • 2356/XVI del 3 marzo 2021 – Azioni di divulgazione dell’attività consiliare e di coinvolgimento dei cittadini attraverso il potenziamento dell’informazione istituzionale e l’utilizzo dei social network

Per quanto riguarda gli utenti non vedenti era già stato proposto di effettuare un’indagine qualitativa sul livello di soddisfazione in ordine alla fruizione dell’informazione istituzionale del Consiglio provinciale attraverso un’audizione presso la commissione competente o attraverso la predisposizione di un questionario, al fine non solo di massimizzare il servizio offerto ai soggetti affetti da malattie dell’apparato visivo, ma anche l’utilizzo dei fondi pubblici attualmente impiegati per fornire un servizio adeguato alle esigenze degli utenti appartenenti a tale specifica categoria. Vedasi interrogazione 868/XVI del 3 ottobre 2019 “Informazione istituzionale del Consiglio rivolta ai non vedenti”.

Osservazione 22
Su pubblicazione spese e rimborsi chilometrici

In considerazioni delle considerazioni sviluppate nell’art. 3 “Settori e attività consiliari esposti alla corruzione e valutazione dei rischi” dell’Allegato A, che riguardano l’individuazione delle misure che mirano a ridurre la possibilità di comportamenti di corruzione, a garanzia del corretto operato dell’amministrazione consiliare, e allo scopo di valorizzare i principi della legalità e dell’imparzialità dell’attività amministrativa, si richiede di procedere con la pubblicazione dei rimborsi riconosciuti ai consiglieri provinciali nella forma riassuntiva già adottata dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale.L’obiettivo della misura proposta è di facilitare la comparazione dei rimborsi erogati ai consiglieri a livello regionale e provinciale al fine di consentire il controllo diffuso da parte dei cittadini e dunque di ridurre al minimo l’erogazione cumulata di rimborsi per il medesimo viaggio. A tal riguardo si può fare riferimento all’interrogazione 1748/XVI del 3 settembre 2020 “Pubblicazione rimborsi riconosciuti ai consiglieri provinciali nella forma riassuntiva già adottata dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale”

2 Replies to “Piano di Prevenzione della Corruzione 2021-2023: ecco cosa serve fare per un Consiglio provinciale più trasparente e più efficiente”

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