Per sopravvivere e prosperare al Lago di Garda serve il Comitato permanente d’intesa

Nella serata di venerdì 31 maggio ho avuto il piacere di prendere parte a una serata di approfondimento organizzata da associazioni e comitati ambientalisti sparsi sulle tre sponde del Lago di Garda. Sul palco si sono succeduti una serie di esperti moderati dal giornalista dell’Espresso Paolo Biondani già autore di articoli e inchieste sullo stato del Lago di Garda (si veda ad esempio “Gelmini stella del Garda: vuole una maxifogna con un club di pregiudicati”). che hanno relazionato in merito allo stato di salute del Lago di Garda. Erano tutte personalità scientifiche di primo livello. Il naturalista Ernesto Cavallini della sezione veronese del WWF, l’ingegnere idraulico ed esperto di risanamento ambientale Marco Pietropoli e l’ittiopatologo Andrea Giacinti.

Detto che il convegno è stato molto interessante ed approfondito, sia nel corso della presentazione che nel dibattito è emersa una diffusa preoccupazione per l’assenza di coordinamento istituzionale in merito alle politiche ambientali e di tutela del bene naturale Lago di Garda.

Si tratta purtroppo di un timore fondato. Io stesso mi sono di recente occupato della questione, sollevando il problema della condivisione della gestione del Garda per finire a scontrarmi con le consuete barriere burocratiche che chi è al potere erige per non dover dire chiaro di non aver alcuna intenzione di fare qualcosa. Nel caso del Garda, di concordare le politiche per la sua gestione, cosa che mi pare evidente il Trentino Alto Adige non abbia alcuna intenzione di fare.

Memore di questa esperienza, in coda al dibattito ho ritenuto opportuno richiamare il contenuto del question time presentato nell’aprile scorso in Consiglio provinciale. Avevo chiesto al presidente della provincia autonoma di Trento le ragioni per le quali il Comitato permanente d’intesa per il lago di Garda, previsto da una legge provinciale del 2001 (dedicata alla disciplina del demanio lacuale e della navigazione sul lago di Garda) non fosse ancora stato costituito. Avevo anche sottolineato come, in attuazione di un decreto nazionale, pure le regioni Lombardia e Veneto avessero predisposto i provvedimenti necessari a costituire il Comitato permanente d’intesa. La risposta è stata disarmante. Il presidente Fugatti infatti ha detto chiaro che la Provincia autonoma di Trento non ritiene opportuno procedere all’istituzione del Comitato stesso.

In conseguenza di ciò, la bozza di accordo interregionale ad oggi è quindi rimasta solo sulla carta. Dei quattro soggetti coinvolti, regione Lombardia, regione Veneto, comunità del Garda e provincia di Trento, solo quest’ultima ha ritenuto non sottoscriverlo, assumendosi pertanto la responsabilità di bloccare lo sviluppo di politiche ambientali coordinate sulla vasta area che comprende il demanio lacuale. Si tratta di una miriade di interventi potenzialemente importantissimi, ad esempio le politiche riguardanti la tutela della fauna ittica, la salvaguardia delle coste naturali e dei canneti, la regolamentazione e il contenimento della navigazione a motore, la gestione dei porti e la rimozione dei relitti e via discorrendo.

Si tratta di una presa di posizione ingiustificata e persino incomprensibile, forse dettata da quel malinteso senso di superiorità che porta l’Autonomia nostrana ad essere declinata sottoforma di “autarchia provincialotta”. È infatti evidente a chiunque che lo stato di salute del Garda non può essere garantito dalla sola Provincia di Trento, nemmeno per quel che riguarda la (piccola) parte che ad essa compete, perché il Garda è un unicum e pertanto le politiche che lo riguardano debbono venir concordate e concertate fra tutti gli attori dotati di voce in capitolo.

Per maggiori informazioni riguardanti il Comitato permamente d’Intesa potete cliccare qui il post dell’aprile scorso.

Qui il resoconto verbale con la risposta del presidente Fugatti del question time discusso il 9 aprile 2019 (409/XVI). 

I miei più vivi e sentiti ringraziamenti al consigliere comunale di Dro, Alvaro Tavernini di M5S Alto Garda per la registrazione e la pubblicazione della videoregistrazione della serata.

Insieme a Christian Grazioli, Lorenzo Leoni, Giulio Baldessarri e Marco Pietropolicon Pietropoli.jpg

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