Interrogazione sul futuro di lavoratori ed ex lavoratori delle società Waris e Schläfer

Esprimo la massima solidarietà ai lavoratori delle imprese Waris Srl e Schläfer Srl, vittime di pesantissime crisi aziendali, che hanno portato molti di loro a dimettersi per giusta causa, visto che non erano state loro pagate numerose mensilità.

Le imprese in questione, entrambe domiciliate a Storo nel medesimo capannone di proprietà di Trentino Sviluppo, sono connesse per aspetti di management, versano da tempo in stato di difficoltà e francamente non si capisce quali verifiche l’ente provinciale abbia messo in campo nel decidere di affidare alla prima e poi alla seconda uno stabilimento di proprietà pubblica. Il lassismo della Provincia e dell’assessorato competente pare incredibile perché oltre ai lavoratori risultano pure problemi a pagare gli affitti, quindi qualche dubbio sull’affidabilità degli affittuari sarebbe dovuto sorgere persino a Trento e a Rovereto.

Quella di Waris e poi di Schläfer purtroppo una storia esemplare per spiegare cosa succede quando viene a mancare il controllo degli enti pubblici su ciò che gli appartiene. Anni fa Waris Srl, ditta che produce pannelli fotovoltaici, si spostò dal suo vecchio stabilimento di Condino a Storo, in un capannone appena ristrutturato dalla Provincia e per farlo superò la concorrenza di una “cordata” di piccoli imprenditori locali anch’essi interessati alla struttura. Per qualche tempo le cose sembrarono funzionare ma nel 2018 l’impresa cominciò ad avere difficoltà a pagare i dipendenti che rimasero senza stipendi per lunghi mesi e non ottennero risposte soddisfacenti sui pagamenti. Verso fine anno alcuni di loro, stremati, decisero di dire basta e scesero in sciopero, licenziandosi per giusta causa a inizio 2019. Ad alimentare la loro rabbia anche le azioni dell’azienda, da loro ritenute antisindacali, visto che i dipendenti rimasti al lavoro avevano ricevuto il pagamento di una parte maggiore degli emolumenti dovuti. Col febbraio di quest’anno all’interno dello stabilimento a Waris subentrò Schläfer, ditta anch’essa dedita alla produzione di pannelli fotovoltaici, legata ad alcuni dei manager di Waris che si prese in carico affitti, dipendenti superstiti e gli impegni occupazionali già sottoscritti dalla ditta che l’aveva preceduta.

La storia però si ripeté. Nei primi mesi il pagamento degli stipendi avvenne regolarmente per poi interrompersi all’improvviso. La situazione andò avanti alcuni mesi fino a che buona parte dei lavoratori della produzione decisero di seguire l’esempio dei loro vecchi colleghi scendendo prima in sciopero, quindi licenziandosi. La situazione per molti di loro è davvero difficile, basti pensare che c’è chi, fidandosi, ha lasciato in ditta il Tfr e quindi deve recuperare parecchie decine di migliaia di euro che gli servirebbero per vivere dignitosamente.

In questa situazione tragica c’è anche un aspetto al limite del ridicolo: queste imprese per avere il capannone di Trentino Sviluppo si sono impegnate al mantenimento di precisi livelli occupazionali e gli assunti in effetti li avevano… solo che non gli pagavano gli stipendi!

Siamo di fronte a una tripla ingiustizia: nei confronti dei lavoratori che non si vedono pagati gli stipendi, nei confronti dei contribuenti che sono proprietari delle strutture pubbliche date ad imprese sulle quali evidentemente si fanno pochi controlli e nei confronti degli imprenditori che operano sul libero mercato pagando regolarmente l’affitto o il mutuo per l’acquisto del capannone e le imposte immobiliari lottando con i denti per avere benefici fiscali derivanti da investimenti produttivi oculati!

Su tutto questo ho già fatto 2 interrogazioni e continuo a tener monitorata la situazione. Personalmente non mi capacito del disinteresse mostrato da parte di strutture e governo provinciale per una vicenda che coinvolge la vita di tante persone e parte del tessuto produttivo di un’intera valle!

Segue il testo integrale dell’interrogazione provinciale presentata il 27 agosto 2019:

* * * * *

Int. 734/XVI del 27 agosto 2019 – Interventi per garantire il futuro occupazionale di lavoratori ed ex lavoratori dello stabilimento produttivo di Storo in capo alle società Waris e Schläfer

Nell’Interrogazione n. 159/XVI a risposta scritta, presentata l’11 gennaio 2019 (vedi anche newsletter di gennaio 2019), si chiedevano lumi (1) in merito al supposto comportamento antisindacale denunciato da parte del sindacato Fiom-Cgil all’interno dell’impresa Waris Srl, domiciliata in Storo. Si chiedevano inoltre chiarimenti (2) in merito al rispetto degli obblighi occupazionali assunti da Waris Srl e connessi al contratto di locazione stipulato dalla medesima azienda con la controllata Trentino Sviluppo a sua volta proprietaria dello stabilimento dove risultava domiciliata Waris Srl. Infine, sempre con riferimento all’affitto dello stabilimento di proprietà di Trentino Sviluppo, si domandava (3) se sussistessero “le condizioni per procedere con l’escussione della fidejussione a garanzia dell’adempimento delle obbligazioni contrattuali”;

nella sua risposta del 20 marzo 2019, l’assessore Spinelli Achille precisava (1) di non essere a conoscenza di comportamenti antisindacali messi in atto all’interno dell’impresa Waris Srl, (2) che Trentino Sviluppo aveva applicato una sanzione di euro 1.693,73 più interessi nei confronti di Waris Srl in ragione della presenza in azienda di un numero di Unità Lavorative inferiore al vincolo occupazionale previsto (31,54 ULA verificate da Trentino Sviluppo a fronte di un obbligo previsto di 40 ULA che poteva legittimamente scendere solo fino ad un massimo di 32 ULA nel rispetto del margine di oscillazione consentito, pari ad un ribasso massimo del 20% rispetto all’obbligo concordato). L’assessore rispondeva inoltre che (3) in data 11 febbraio 2019 Trentino Sviluppo aveva ricevuto comunicazione dall’impresa Schläfer S.r.l la quale aveva precisato “di essere subentrata nel contratto di locazione in essere tra Trentino Sviluppo e Waris, facendosi carico ed assumendo i vincoli occupazionali di quest’ultima.In ragione della nuova configurazione dei rapporti giuridici generatisi, Trentino Sviluppo sta valutando la situazione ed espletando le opportune verifiche, anche ai fini del recupero del credito maturato alla data di cessione del contratto”;

dal momento della risposta dell’assessore Spinelli gli interroganti hanno tenuto monitorata la situazione dei lavoratori e dello stabilimento di proprietà pubblica occupato prima da Waris Srl e poi da Schläfer S.r.l. Risulta agli interroganti che le condizioni di disagio rispetto al pagamento degli emolumenti lamentate dagli ex lavoratori Waris si siano riproposte in maniera del tutto similare anche col subentro della ditta Schläfer Srl;

per quanto riguarda gli ex dipendenti di Waris Srl, risulta agli interroganti che 4 di loro si siano dimessi per giusta causa a fine gennaio 2019, con la motivazione del mancato pagamento di numerose mensilità arretrate. Risulta inoltre che detti lavoratori, nel tentativo di ottenere le spettanze mancanti, abbiano proceduto con il deposito di un decreto ingiuntivo all’indirizzo del loro ex datore di lavoro;

per quanto riguarda invece la situazione di Schläfer Srl, gli interroganti sono venuti a conoscenza di uno sciopero ad oltranza indetto a partire dal luglio 2019 da parte di numerosi lavoratori di questa impresa, arrivati ad indire anche una manifestazione sindacale sotto lo stabilimento di proprietà pubblica occupato da Schläfer Srl. Motivazione principale dell’astensione dal lavoro, ancora una volta il mancato pagamento delle mensilità dovute ai lavoratori stessi;

a fronte di quanto riportato fin qui e alla luce delle risposte fornite dall’assessore Spinelli all’interrogazione 159/XVI a risposta scritta, gli interroganti ritengono quanto mai opportuna una verifica puntuale della situazione riguardante l’impresa Schläfer Srl per ciò che riguarda il rispetto dei vincoli occupazionali che quest’ultima si sarebbe assunta subentrando a Waris Srl nel contratto di locazione riferito allo stabilimento di proprietà di Trentino Sviluppo sito in Storo. Appare evidente come le stesse problematiche che affliggevano il vecchio locatario a distanza di pochissimi mesi si siano riprodotte in maniera simile con chi gli è subentrato, una circostanza che pone seri interrogativi sulla capacità di verifica e controllo della credibilità delle proposte imprenditoriali sottoposte alla controllata provinciale Trentino Sviluppo quando si tratta di affidare beni di fatto assimilabili alla proprietà pubblica;

gli interroganti ritengono auspicabile che l’ente provinciale proceda con tutte le possibili azioni di sua competenza per dare sostegno e solidarietà ai lavoratori di Waris Srl e Schläfer Srl e intraprendere le iniziative di competenza nei confronti degli amministratori responsabili di eventuali condotte caratterizzate da profili di illegittimità;

qualora risultassero confermati il mancato rispetto degli impegni assunti in merito al pagamento del contratto di locazione dello stabilimento di proprietà di Trentino Sviluppo e/o il mancato rispetto dei vincoli occupazionali assunti da parte di Schläfer Srl, gli interroganti riterrebbero altresì opportuno che l’ente provinciale e la sua controllata Trentino Sviluppo si adoperassero per trovare una soluzione imprenditoriale capace di insediarsi positivamente all’interno del summenzionato stabilimento storese riassorbendo del tutto o in parte i lavoratori fuoriusciti prima da Waris Srl e poi da Schläfer Srl;

tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per sapere:

  1. quali siano state le risultanze delle verifiche espletate sulla situazione di Waris Srl e Schläfer Srl effettuate da Trentino Sviluppo “anche ai fini del recupero del credito maturato alla data di cessione del contratto”, come da risposta fornita dall’assessore Spinelli all’interrogazione n. 159/XVI a risposta scritta;
  2. quali siano stati i controlli e le verifiche effettuati da Trentino Sviluppo sul rapporto tra Waris Srl e Schläfer Srl e sull’affidabilità di quest’ultima al momento in cui quest’impresa ha segnalato alla stessa Trentino Sviluppo di essere subentrata nel contratto di locazione in essere tra Trentino Sviluppo e Waris riguardo allo stabilimento produttivo sito in Storo più volte citato nelle premesse;
  3. quali provvedimenti abbia adottato o ritenga di adottare per garantire una il futuro occupazionale di lavoratori ed ex lavoratori impiegati da Waris Srl e da Schläfer Srl;
  4. se siano state intraprese iniziative per assicurare il pagamento degli stipendi non versati e l’eventuale ricollocamento lavorativo di ex dipendenti e dipendenti di Waris Srl e di Schläfer Srl;

Rassegna stampa:

20190829_Waris Schlefer.png

20190120_Marini vuole la fidejussione

20190115_caso Waris Marini all attacco

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